Utente 341XXX
Salve a tutti, scrivo per chiedere solo un parere. In questo periodo sto bene (incrociamo le dita), tuttavia ho avuto in passato momenti veramente difficili a causa del mio stato di ansia. Ho sofferto di Colon Irritabile e di disturbi alle vie urinarie (prevalentemente bisogno di urinare spesso); tutti i medici che mi hanno visitato, vista la negatività degli esami, hanno sempre attribuito la causa al mio stato di ansia. Sono assolutamente d'accordo con la loro diagnosi. Ora sto bene e cerco di rilassarmi più possibile, tuttavia noto come sono sempre propenso a preoccuparmi eccessivamente e allarmarmi soprattutto se evidenzio qualche "anomalia" nel mio corpo. Temo di poter soffrire sempre di questi disturbi invalidanti da un momento all'altro e di non lasciare mai alle spalle le mie somatizzazioni. Oltretutto tra poco mi laureerò e cambierò vita, sperando di iniziare un percorso lavorativo o, eventualmente, di specializzazione. Quello che mi spaventa è insomma la paura di "ricadere nel tunnel" in un momento in cui non potrò permettermi di stare male. Se prima potevo rimanere giorni a casa, quando avrò un lavoro, sarò costretto ad uscire anche controvoglia (anche avendo mal di pancia, per intenderci). Mi chiedo: ce la farò lo stesso? Questo -ammetto- mi spaventa enormemente.
Ma torniamo al motivo del titolo: il mio medico di famiglia ha detto che la mia "situazione" è particolarmente comune nelle persone che "non sono ancora mature", che "hanno poco carattere" (testuali parole). Effettivamente mi ci vedo molto in questa classificazione: sono insicuro, debole, mi faccio influenzare dalle persone, forse sono anche succube/dipendente dalla mia ragazza, invidiosissimo della vita e della salute degli altri, incapace di affrontare le difficoltà con calma e raziocinio. Insomma, facendomi un esame di coscienza, devo riconoscere che, nonostante i miei 24 anni, nonostante l'università, nonostante l'esperienza all'estero, forse sono ancora INFANTILE. Secondo voi, quindi, (scusate il mio essere prolisso), dovrei lavorare proprio su questo aspetto della mia esistenza per risolvere anche i miei problemi di somatizzazione e di ansia "invalidante"? Grazie.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Questo concetto di immaturità è francamente poco chiaro. Non sembra che le sia stato spiegato cosa si intende per somatizzazione o per disturbo somatoforme, oppure non lo ha compreso poiché ad esempio dice di avere come somatizzazione un "disturbo delle vie urinarie", che ovviamente non è delle vie urinarie ma del sistema nervoso che comporta anche un bisogno di urinare, ma come comportamento.

A parte questo, che cura le è stata proposta per questo insieme di cose ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 341XXX

Nessuna cura. Per il Colon Irritabile in verità ho assunto per molto tempo degli antispastici e il sempre presente Imodium. Ultimamente non ho avuto grandi problemi da quel punto di vista.

In verità il problema "alle vie urinarie" sì non è tale. Ho fatto analisi del sangue e delle urine con esito negativo; quindi il mio urologo ha ipotizzato che si tratti di una "somatizzazione" della prostata dovuta all'ansia. Effettivamente poi i miei sintomi sono molto difficili da spiegare e spesso variano (come in tutti i casi di problemi psicosomatici): bisogno di urinare, sensazione di pulsione al pene, "impulsi" sul glande, bruciore postminzionale che svanisce dopo un po', etc... In ogni caso sia il mio urologo sia il mio medico di famiglia sono stati concordi nel non prescrivermi alcun farmaco vista la mia giovane età.

Dicono che alla fine le benzodiazepine e simili rischiano di non risolvere i problemi, ma anzi di acutizzarli creando dipendenza. Non hanno mai visto gli estremi per questa decisione, a loro parere più controproducente che effettivamente utile. Anche io avrei paura di abusarne. Preferisco fare una corsa, uscire con gli amici, anche se ammetto che non basta.

Il mio medico curante mi dice semplicemente di pensare che questi fastidi, non avendo origine organica, sono destinati a svanire. Quando vengono, mi dice di non pensarci molto, di "accogliere l'ansia" come un ospite, sapendo che prima o poi toglierà il disturbo. Cioè mi ha detto che magari i miei sintomi esistono, quindi non sono immaginari, ma tanto andranno via. E se mi agito, invece, rimarranno e si acuiranno.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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"Il mio medico curante mi dice semplicemente di pensare che questi fastidi, non avendo origine organica, sono destinati a svanire."

Se sono somatizzazioni hanno origine organica: il cervello. Si intende non origine corrisponde all'organo a cui sono riferiti, come infatti diceva e commentavo io.

"Quando vengono, mi dice di non pensarci molto, di "accogliere l'ansia" come un ospite, sapendo che prima o poi toglierà il disturbo. "

E' incredibile che si facciano discorsi del genere. Lei riesce a non accogliere il dolore, lo zoppicamento, lo starnuto, l'emorragia ? Stesso discorso per l'ansia.
Non vedo perché il disturbo se ne debba andare prima o poi, e perché questo "prima o poi" non possa corrispondere a decenni.

Nessun essere umano ha la libertà di scegliere se rimanere calmo e non agitarsi. Se uno si agita non è che favorisce l'ansia, ha già l'ansia, mi sembra proprio che questo inquadramento dell'ansia non abbia nulla di medico...

Si faccia consigliare da uno specialista una cura specifica per il disturbo dì'ansia e/o colon irritabile, magari riesce a star meglio nell'arco di qualche settimana.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 341XXX

capisco. Posso farle ancora un'altra domanda? E' possibile avere manifestazioni di queste somatizzazioni non bene specificate (colite, necessità di urinare spesso, "impulsi nervosi" al pene) in un periodo di apparente calma? Cioè mi spiego, a me capita per l'università di essere spesso "in ansia", ma quando sono oggettivamente preoccupato non ho grandi problemi fisici, solo tensione nervosa associata e agitazione (che peraltro può essere positiva, perché mi garantisce maggior capacità di ragionamento, concentrazione, etc.). Però spesso "sto male" fisicamente nei momenti successivi allo stato di tensione, quando -all'apparenza- sono sereno e lucidissimo... E' possibile cioè avere manifestazioni fisiche di stati di ansia successive ai momenti ansiogeni? Oppure , come temo, è possibile che queste somatizzazioni siano l'espressione di un'insofferenza latente e inconscia (perciò non sono le situazioni apparentemente ansiogene che mi fanno star male, ma qualcosa di più subdolo e difficile da capire)? Spero di essermi spiegato, altrimenti riformulo i miei pensieri nuovamente...

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Certamente, anzi di solito vengono quando non si è impegnati in attività che richiedono concentrazione. Lo stress costruttivo è protettivo nei confronti di questo tipo di meccanismi, per cui trovano più spazio quando ci si dovrebbe divertire, rilassare, etc.

"Inconscio" non è un termine che riguarda i sintomi, ma se mai l'attività del cervello. Non esiste sofferenza inconscia.

Il cervello va trattato e medicato come qualsiasi altro organo, non come se dovesse risolvere da solo i suoi "Impacci". Quindi non ha senso dire a un depresso di darsi una mossa né a un ansioso di calmarsi. Se una persona soffre per un meccanismo mentale che la fa soffrire, si prova a modificarlo facendo entrare elementi esterni, e guidandolo verso il risultato che la persona vorrebbe.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 341XXX

"si prova a modificarlo facendo entrare elementi esterni, e guidandolo verso il risultato che la persona vorrebbe".

Potrebbe chiarire questo concetto?

"Certamente, anzi di solito vengono quando non si è impegnati in attività che richiedono concentrazione. Lo stress costruttivo è protettivo nei confronti di questo tipo di meccanismi, per cui trovano più spazio quando ci si dovrebbe divertire, rilassare, etc"

è esattamente quello che temevo :(

La ringrazio comunque per le risposte.... veramente mi sono d'aiuto per capire meglio...

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Per esempio prendendo medicine, questo è un elemento esterno. Il cervello a volte perde la capacità di oscurare i pensieri, per cui continuano a girare, o ne compaiono alcuni che di solito neanche ci sono, ma che sono come un rumore di fondo. La cura ricostituisce questa funzione, e spesso la fortifica nel tempo.
Dr.Matteo Pacini
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