Utente
Mi chiamo Simona e ho 27 anni. Mi sono laureata 2 anni fa in infermieristica a Milano e dopo la laurea sono andata in crisi : ho perso fiducia in me stessa, non volevo iscrivermi all'albo, pensavo di essere incapace nel mio lavoro.. tutt'ora persiste questa crisi : ho l'ansia se entro in un ospedale, penso di non saper far nulla.. ho dimenticato tutto ciò che ho studiato e mi ritornano in mente solo brutti ricordi : infermieri che si lamentavano di me, figuracce nel reparto. Mi piace questo lavoro, ma mi sono accorta che durante il mio tirocinio pensavo troppo a studiare e non applicarmi con la pratica e adesso, purtroppo non sono capace di far nulla di pratico. Vedo le mie amiche partite per l'estero e contente.. io avrei paura e timore di non essere all'altezza, di non capire la lingua, di non saper far nulla, di far notare agli altri la mia profonda insicurezza e l'ansia. L'altro giorno ho dovuto somministrare un intramuscolo a mio padre e mi tremavano le mani mentre aspiravo il farmaco con l'ago e penso di aver fatto un bel pastrocchio. Adesso sono in crisi : non so che fare della mia vita, tutti mi chiamano infermiera e mi sale l'ansia, non so cosa fare, come muovermi, come finirà questa storia. Quando sono a casa non penso ad altro.. E pensare che quando ero una studentessa non mi facevo di questi problemi, avevo solo l'ansia di andare a tirocinio perché avevo paura di fare qualche brutta figura : non mi sono mai spinta a fare qualcosa.. pensi che sono laureata e non ho mai messo un abbocath per la paura. Cosa dovrei fare ? aiutatemi vi prego.

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Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
dalla sua descrizione sembrerebbe che la scelta del corso di laurea fosse coerente con ciò che la appassionava e le sarebbe piaciuto fare. Sembra però che un eccessivo cronico livello di ansia l'abbia sempre disturbata portandola conseguentemente ad ideazione peggiorativa su se stessa di tipo depressivo. Sarebbe utile che lei potesse essere vista da uno psichiatra perché una corretta diagnosi ed una terapia conseguente farmacologica ed, eventualmente, una psicoterapia potrebbero risolvere il suo problema.
Cordialità
Dr. Roberto Di Rubbo