Utente 399XXX
Salve carissimi dottori. Sono in cura presso un vostro collega per una leggera depressione con ipocondria (pensieri ossessivi su l mio stato di salute)
Sono stato in cura precedentemente presso un altro collega con Efexor 225 mg ma interrotto per effetti collaterali. Ho pressione alta.
Nel frattempo il mio medico di base mi aveva prescritto il Trittico contrario per l'insonnia tardiva.
Cambiato curante quest'ultimo è andato più cauto e mi ha prescritto l'Entact . Poche gocce al mattina fino ad arrivare a 10 gocce da pochi giorni.
Per l'insonnia (non dormendo è il momento in cui si costruiscono le mie preoccupazioni) mi ha prescritto in un primo momento seripnol 15 gocce che non è altro che melatonina e l Teanina . Notato che questa non mi faceva effetto, forse a causa dell'inizio della cura con Entact. Mi ha prescritto di prendere 3 gocce di Laroxyl la sera. Nessun effetto inizialmente siamo passati a 7 gocce da pochi giorni. Il mio sonno non è tuttavia molto migliorato . Mi addormento facilmente ma mi sveglio molto prima dell'alba. Insomma è abbastanza frammentato. Ho un pò timore di prendere un triciclo perché in passato l'anafranil ma in dosi ben più elevate mi creava ritenzione urinaria. Una dose così bassa mi può creare questi problemi (ho paura sempre degli effetti collaterali) . Vorrei chiedere al mio medico se non sia bene passare la sera al trittico in quanto quello mi faceva dormire nessun c in maniera più continua con nessun calo della libido che lamento ora. Ma allo stesso tempo ho paura dei suoi effetti collaterali come il "priapismo" ( ne ho il terrore) . Scusate Lalunghezza. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Portuesi

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Se ha avuto ritenzione urinaria con l 'anafranil è molto probabile che possa averla alzando i dosaggi del laroxyl. È un effetto dovuto all' azione anticolinergica dei triciclici e dipende dalla dose.
Il trittico per dormire è una soluzione molto valida. Il priapismo è un evento del tutto raro. Inoltre lei per dormire assumere dosaggi inferiori a quelli descritti mediamente in letteratura.
Dr Giovanni Portuesi

[#2] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il suo medico mi sembra stia procedendo con l'unico accorgimento sensato, cioè andare piano. L'ipocondria purtroppo non aiuta a valutare bene gli effetti collaterali, e va da sé che la paura degli effetti non è un elemento rilevante per scegliere le cure adatte.
Il consulto semplicemente ripropone gli stessi dubbi, verosimilmente già espressi al medico. Non vi sono risposte chiarificatrici da dare o cercare, anche perché sono tutte domande in cui prima dà le spiegazioni del caso, e poi formula da capo la domanda.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 399XXX

Grazie dottore quindi lei ritiene quindi che posso suggerire al mio curante di ritornare la trittico (già provato con successo). Per l'insonnia sarebbe meglio la formulazione in gocce o contrari (rilascio prolungato).La paura del priapismo nasce dal fatto che alcune volte per ansia da prestazione il mio andrologo mi aveva consigliato di prendere Cialis 5mg. Tuttavia mi ha assicurato che i due farmaci non interferiscono e che come dice lei è un evento improbabile.

[#4] dopo  
Utente 399XXX

Lo so dottor Pacini e ringrazio entrambi per la celere risposta. Purtroppo sono entrato in un circolo vizioso dal qual trovo difficile uscirne.

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

No, al curante non deve dare suggerimenti, la prerogativa di decidere sulle terapie è sua, e lo fa meglio se non riceve suggerimenti. Dare notizie sulle cure fatte è un conto, cercare di orientare le prescrizioni è invece una cosa diversa e fa andare verso la cura che si darebbe Lei da solo, che non avrebbe senso.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 399XXX

Grazie dottore, ha ragione, ma il suo discorso sarebbe corretto al 100% se la neuropsichiatria e la neurofarmacologia conseguente fossero delle scienze esatte. Ma così non lo è, infatti si basano molto sull'esperienza empirica . Insomma, si va a tentavi ed errori. La riferita sintomatologia ad uno psichiatra non è un elemento neutro come può essere per un cardiologo o per un gastroenterologo ecc. Ho notato dalla mia esperienza che i curanti hanno anche loro delle preferenze associative tra farmaco e sintomo . Perché il paziente non si può inserire in queste e riferire ad esempio, come nel mio caso, che dalla mia esperienza il Trittico e il Remeron erano gli unici farmaci che mi facevano dormire. E' orientare pericolosamente la terapia? Il piano terapeutico non può essere l'incontro di due esperienze? D'altronde come avrebbe detto il Principe Antonio De Curtis non sono io "il padrone del mio dolore"?

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

No, non si basano sull'evidenza empirica più delle altre scienze. Non esistono scienze esatte, questo è un modo di dire.
I sintomi non sono un elemento neutro, infatti ciò che è misurato sono i sintomi così come compresi dal medico e comunicati dal paziente, secondo uno standard che non riguarda tutti i sintomi e le definizioni.
Certamente che esistono delle tendenze, poiché l'essere umano interagisce con un altro essere umano, e curare una persona implica tante altre variabili, per esempio legali, economiche, che niente hanno a che vedere con una nozione in sé.

Il paziente non si può inserire perché non ha elementi per scegliere, e compie errori prevedibili nello scegliere le cure in base a ciò che pensa che facciano, agli effetti che giudica importanti e a quelli che non sa giudicare, e così via.

Lei è padrone del suo dolore, non del medico. Se vuole utilizzare il medico, rispetti il suo ruolo. Altrimenti viene fuori non una cura, ma un negoziato sulle cure che tiene conto di conoscenze tecniche e di pensieri non tecnici, sui risultati del quale a questo punto non si sa più neanche chi deve giudicare.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 399XXX

Grazie dottore della risposta. Chiarissima e onesta.