Utente 400XXX
Salve, in seguito a degli attacchi di panico nati principalmente alla guida e poi presentati anche nella vita di tutti i giorni, ho cominciato ad assummere il daparox sotto consiglio del mio medico curante. Questa cura va avanti da un anno e due mesi con 12 gocce di paroxetina al giorno prima di andare a dormire. Adesso i sintomi si presentano solo alla guida quando sono da solo e in una zona diversa dalla "mia zona comoda", mentre guido con tranquillità quando con me in auto c'è qualcuno.
Voglio premettere che prima di cominciare la cura con la paroxetina questi attacchi di panico alla guida ogni tanto arrivavano, duravano circa due/tre giorni e poi sparivano. Adesso da quando ho cominciato la cura si presentano puntualmente ogni volta che guido da solo. Potrebbe essere dovuto al farmaco?

Ho anche cominciato un ciclo di sedute da uno psicologo per un paio di mesi ma al momento le ho abbandonate, perchè c'era molto poco di cui parlare durante queste sedute.

Inoltre da quando assumo il daparox ho costantemente problemi a defecare, se prima ero un orologio svizzero e andavo in bagno senza troppi problemi, adesso ci vado ogni volta che posso per defecare poco e quasi come se fosse diarrea.

Stavo pensando di cominciare a scalare per togliere totalente la paroxetina e vedere se il sintomo degli attacchi di panico ricorrenti alla guida vada via. Voi cosa mi consigliate? Potrebbe essere la paroxetina la causa di queste continue difficoltà alla guida da solo?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Roberto Di Rubbo

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Gentile Utente,
escluderei che le difficoltà alla guida che lei riscontra, su base ansiosa, siano da riferire alla paroxetina. Casomai, si potrebbe osservare che la paroxetina ai dosaggi attuali non sia sufficiente a controllare la sintomatologia. Per quanto generalmente sia più facile osservare tra gli effetti collaterali gastrointestinali costipazione, può essere presente nel 3% dei casi diarrea. Le consiglierei comunque di non modificare comunque la terapia senza avere prima concordato una strategia da seguire con il suo psichiatra.
Cordialità
Dr. Roberto Di Rubbo