Utente 493XXX
Buongiorno dottori. sono un ragazzo della provincia di nuoro, residente a bologna dove lavoro. ho 38 anni.
in passato ho sofferto di ansia generalizzata con sporadici attacchi di panico. trattata per anni con cipralex e psicoterapia di supporto.
a distanza da circa un anno dalla sospensione dei farmaci (concordata con il neurologo in quanto stavo bene) ora mi ritrovo ad avere da circa 2 settimane dei sintomi fortissimi mai avuti prima con tale intensità. tra 5 gg devo andare da uno psichiatra che mi visiterà per la prima volta.
i sintomi sono:
forte stato confusionale, tremori diffusi, senso di svenimento, fatica a respirare e inghiottire, tachicardia, capogiro, nausea e momenti di pianto.
questi sintomi sono ininterroti, non è un attacco di panico che dura 30 minuti come si legge da qualche parte, ma è qualcosa di continuo.
3 giorni fa in preda a un aumento dei sintomi sono stato accompagnato in PS dalla mia compagna.
mi hanno fatto un emocromo e altri esami di chimica interni (potassio, calcio....) risultati nella norma
elettrocardiogramma nella norma, 96 battiti, pressione 115/75. e visita neurologica nella norma (per le vertigini).
mi hanno dato delle gocce ( non so cosa, ma comunque senza alcun beneficio ) e mi hanno rimandato a casa rimandandomi al mio curante.
il mio curante è a nuoro quindi sono andato dalla guardia medica che per tamponare un po questi sintomi in attesa della visita psichiatrica mi ha prescritto 30 gocce di lexotan 3 volte al giorno che attenuano i sintomi ma non li fanno sparire.
in questo breve periodio di tempo ho perso 7 kg in quanto non riesco proprio a mangiare tra malessere tremori e nausea.

cerco un po di conforto e delucidazioni in attesa della visita e vorrei porvi delle domande.
un attacco di panico può durare giorni senza interruzione?
possono esserci delle malattie che causano attacchi di panico cosi violenti che andrebbero indagate?
gli esami del prontosoccorso (emocromo) le escluderebbero?

grazie in anticipo.
sto soffrendo tantissimo.

[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Se all'ansia di cui soffre aggiunge l'ansia di avere qualcosa di grave/brutto/incurabile (spesso col corollario "non dovrei sentirmi così") ottiene di aumentare l'ansia e di renderla continua. Se una dose medio-bassa di lexotan riduce i sintomi è un buon segno.
In sintesi: purtroppo con questi sintomi sta malissimo, ma sono situazioni che noi psichiatri vediamo spesso e che si curano con ottimi risultati.
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente 493XXX

Buongiorno dottoressa. si è vero ho dei dubbi. mia cugina da parte di padre è morta di tumore al cervello. è stata trattata prima da ansiosa, poi da psicotica finchè qualcuno non si prese la briga di fare una tac.
detto questo credo non ci sia niente di male chiedere se esistono patologie che possono dare attacchi di panico, domanda che comunque porrò allo psichiatra che mi visiterà e dal quale pretenderò schiettezza assoluta.
cordialità.

[#3] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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La mia non era assolutamente una critica nei suoi confronti, ma una rassicurazione sul fatto che questi sintomi sono compatibili con un grave stato d'ansia somatizzato, tanto più che le visite effettuate sono risultate negative.
Franca Scapellato

[#4] dopo  
Utente 493XXX

ne approfitto per porle un altra domanda:
da questi disturbi si può guarire definitivamente o ci dovrò convivere per sempre tenendoli a bada con i farmaci?
la psicoterapia è veramente la via maestra? io in tanti anni di psicoterapia ho imparato tanto su di me ma non ho risolto il problema.
grazie ancora

[#5] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Il discorso è piuttosto complesso e qui per forza devo semplificare.
L'ansia è una condizione normale dell'essere umano, anzi un meccanismo vitale per la sopravvivenza della specie, che si è evoluto in centinaia di migliaia di anni. Nel mondo moderno può diventare eccessivo e disfunzionale, ma il nostro organismo è organizzato così, al pericolo risponde con reazioni "combatti o fuggi", che per esempio se c'è un problema lavorativo non sono utili: il cuore batte più forte, il sangue irrora i muscoli per la fuga o la lotta e non i visceri, quindi c'è inappetenza, ecc ecc. In alcuni casi c'è addirittura inibizione, cioè la persona si blocca o sviene, e anche questo ha un senso nell'evoluzione: un predatore può trascurare una preda immobile.
L'ansia ha un'evoluzione, in genere dura meno di un'ora, ha un picco e poi si riduce. Se non succede questo è perché viene alimentata da pensieri ansiogeni che mantengono attivo il segnale di pericolo. In questi casi diventa un problema, che si può gestire con farmaci. E' vero, il disturbo ansioso può essere ricorrente e in questi casi bisogna tornare a curarlo, ma ci sono anche psicoterapie, in particolare quella cognitiva, che aiutano a gestire i momenti di ansia evitando l'escalation verso una condizione intollerabile.
Franca Scapellato

[#6] dopo  
Utente 493XXX

grazie della risposta. la terrò informata sugli sviluppi.
buona giornata!