Utente 427XXX
Buongiorno dottori,

allora, come già dissi in passato io assumo Cymbalta (ogni giorno di mattina, 60mg) e, in caso di estremo di bisogno o per prevenzione prima di un’attività importante, 10 gocce di Lexotan (qui lo psichiatra mi ha detto che posso aumentare o abbassare autonomamente in base alla situazione).

Sinceramente, sia il Cymbalta, che soprattutto il Cymbalta più il Lexotan, sembrano funzionare bene.
Riguardo la sessualità, pare che il Cymbalta mi abbia aumentato il tempo necessario per avere un orgasmo, però dipende anche da altri fattori come per esempio da quanto sto in astinenza e quanto sia eccitato o ansioso in quel momento.

Proprio sapendo questa cosa, ieri ero in procinto di fare sesso con una ragazza per me molto importante, ero timoroso all’idea di non riuscire ad avere un orgasmo e fare una figuraccia (e quindi perderla, perché figuriamoci...).
Così sono diventato molto ansioso, per fortuna non sono subentrati i sintomi fisici (benedetto Cymbalta!), ma resta il fatto che i pensieri non mi hanno permesso di eccitarmi a dovere.

Per fortuna l’erezione arriva ugualmente puntuale, su quel lato non ho problemi, quindi sono riuscito ad iniziare il rapporto, ma sentivo come se ci volesse un sacco di tempo prima di avere l’orgasmo, non so quanto sia dovuto dal Cymbalta, e quanto dai pensieri.

In ogni caso, il rapporto è stato interrotto per ragioni esterne, quindi mi sono risparmiato la figuraccia!

Quello che volevo sapere, per le prossime volte, secondo voi prendere il Lexotan prima di una situazione del genere può migliorare o peggiorare?
Cioè, penso: il Lexotan non può diminuire l’effetto collaterale del Cymbalta, ma almeno può farmi calare l’ansia da prestazione e quindi permettermi di ottimizzarmi; ma ho dei dubbi: avendo un effetto sedativo, non potrebbe invece portarmi più apatia e quindi peggiorarmi sul lato sessuale?

Oppure in generale, ci sono altre soluzioni a questo mio problema?
Vorrei sapere cosa ne pensate, grazie!

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Si sta ponendo domande ansiose sul futuro, che niente hanno a che vedere con una gestione di limiti emersi durante il rapporto interrotto.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it