Utente 472XXX
Buona sera ho scritto qua un paio di volte, ultima volta a Marzo.
Soffro di disturbi d'ansia e sintomi depressivi.
Sono seguito da 5 anni, alla nascita dei disturbi all'età di 30 anni. Mai sofferto prima.

Ad ora sono coperto farmacologicamente;
40 mg citalopram compresse (mattino)
50mg Xanax X 4 ( 1 mattina, 1 pomeriggio, 2 sera)

Ho un incontro al mese con un psichiatra da anni, e da 3 mesi un incontro a settimana con psicologa-psicoterapeuta.
Da 5 anni l'ansia e legata al lavoro, non sentirsi idoneo, frustrazione. Lo scorso anno ho avuto un mese di malattia per ansia, non riuscivo nemmeno a presentarmi. Per il resto tengo duro, anche in momenti di crollo totale, stringo i denti e mi presento anche in periodi in cui l'ansia è all'estremo. Ho avuto un periodo con forti conati di vomito e notti insonne con pensieri ossessivi legati esclusivamente al lavoro. L'ansia è originata da conflitti interni tra colleghi, ma ora i conflitti da un po' non ci sono, e io mi rendo conto di non avere maturato le competenze necessarie per il lavoro.
Questa situazione protratta ha fatto si che la vita fuori dal lavoro si è azzerata, ed è una costante fatica restare aggrappato al lavoro.

Tre domande:
1- Riuscire a prendersi una via di fuga, cercando dei mesi per fare del volontariato, anche non in Italia potrebbe essere un modo per ritagliarmi una pausa e capire cosa mi gratifica; o le vie di fuga rischiano di creare ulteriori problemi? ( Ripeto sono molto prudente, non lascierei il lavoro per un colpo di testa, è una cosa con cui combatto da 5 anni restare o dimettersi, restare o dimettersi è un mantra che continua e non cessa mai)
2-Continuare a stringere i denti, ma rischiando che la paura di non costruirmi un futuro, non vivo più un presente? Dimettersi (nel mio ambito: settore informatico) non sarà il suicidio, non rischio di non rientrare nel lavoro dopo un esperienza di stacco. Allora perchè non farla? E magari capire che il problema non sono solo IO, ma è anche che la gratificazione per me è avere una vita diversa?
3- Le spese di psicoterapia ora superano le 300 euro mensili. Ma ci sono convenzioni e tutele in ambito lavorativo per chi soffre di patologie simili. A me sembra impossibile reggere molti anni in queste condizioni.

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Le scelte che pone vanno poste in ambito psicoterapeutico anche per una analisi di ciò che pone come soluzioni che appaiono invec come evitamenti.

In alcune regioni vi sono trattamenti al costo del SSN ma non dovrebbe ragionare in tal senso soprattutto se si trova bene con l’attuale terapeuta.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 472XXX

Grazie ne parlerò con la psicoterapeuta.
Un altra domanda..da 5 anni ormai prendo farmaci regolarmente (tavor/citalopram/xanax) moderati un po' a periodi più tranquilli o periodi in cui sono in difficoltà.

Ma se dopo 5 anni, i periodi di crollo persistono, puo' essere che dovrei cambiare terapia farmacologica. L'ansia è curabile davvero, o si puo' tamponare e cercare di cambiare con la psicoterapia. Per capire la vita con difficoltà cosi' grosse durerà ancora parecchio o ci sono vie veloci:... Così in base alla casistica e statisrtica di pazienti con disturbi d'ansia molto invalidanti..

[#3] dopo  
Utente 472XXX

Buona sera,
eccomi dopo circa un mese, un nuovo bisogno di aiuto.

5 anni di tira e molla, con fenomeni ansiosi/depressivi sono veramente tanti. Sono molto resistente e non mollo. Ho tenuto il lavoro e continuo a tenerlo in momenti in cui mi sembra impossibile. E l'ansia/depressione è concentrata sul lavoro ( scadenze, mi piace quello che faccio? era quello che volevo? sono competente?). Questo mi martella da quando dopo una laurea in matematica, ho iniziato a fare il programmatore, certo un po come necessità lavorativa, non certo per innata passione. Mentre la passione c era nel percorso di studi più astratto, più teorico, più ''nobile''. Ma ormai sono passati 8 anni e il lavoro che ho costruito è questo. Non mi dilungo...

A volte mi sembra che tuttti gli aiuti e le cure che ho (farmacologiche- credo dosaggi abbstanza elevati, psicoterapetiche) potrebbero non bastare.
Ma in una clinica si puo' essere ricoverati in caso di crollo totale, un ricovero puo' essere utile se scelto dal paziente o è possibile solo in casi estremi tipo tentato suicidio (non è nei miei pensiei)? Se i fenomeni depressivo ansiosi sono farmaco-resistenti una clinica puo' valutare sul paziente delle soluzioni? Per la stanchezza, lo scarso appettito, l'apatia, dovrei fare delle analisi mediche ulteriori?
Grazie