Utente 894XXX
Buonasera Dottori , avrei bisogno di un vostro parere riguardo la mia situazione.
Dopo circa 6/7 anni di abuso di alcol ( sempre piu' gravi negli ultimi 3 anni) mi sono deciso ad affrontare il problema e sto andando presso il reparto di psichiatria e dipendenze di un noto ospedale Romano.
il mio e' stato definito un disturbo "BINGE" ,in quanto ho sempre bevuto solo nel fine settimana sabato/domenica, divenuti poi venerdi /sabato/ domenica con assunzioni spropositate di alcol, tanto che mi e' stato spiegato che la mia alcolemia in realta' si protraeva fino al giovedi /venerdi della settimana successiva quando POI ricominciavo a bere.
mi sono sempre dichiarato un non dipendente in quanto sono sempre riuscito a interrompere l'assunzione di alcol anche per settimane intere senza particolari difficolta' psicologiche tantomeno fisiche , eppure il problema ce' e di problemi ne ha portati tanti nella mia vita e nella vita delle persone che mi vogliono bene. tralasciando le motivazioni che mi hanno portato a questo punto della mia vita Vi espongo i miei dubbi :
La spichiatra che mi segue da due mesi ha strutturato cosi la terapia ,
gabapentin 300mg 3 al di', nalorex 50mg e trittico 100mg la sera , a questa associazione e dosaggi siamo arrivati appunto nell'arco di due mesi per meglio tollerare gli effetti collaterali visto che sono un autotrasportatore e ho bisogno di lucidita' alla guida e forza fisica per svolgere altre attivita' lavorative.
inizialmente mi era stato dato anche il topamax che non ho tollerato e mi e' stato tolto.
la dottoressa dice che nelle mie caratteristiche ce' la diffidenza e la paura rispetto i farmaci e quello che viene dall'esterno, quindi somatizzo e vado in ansia.
il problema e' che questa terapia mi ha messo KO, continuo a lamentarmi ma la dottoressa dice che ci vuole tempo perche' il sistema nervoso si adatti, ma sono passati due mesi e le cose per certi versi vanno peggio : torpore, nausea, testa leggera, ansia forte, panico ( sono andato 3 volte al pronto soccorso nel giro di 10 mesi credendo di avere un infarto) dondolamento in posizione eretta , sensazione come di essere "fatto" di cannabis , poca memoria , paura, preoccupazione, pensieri atroci al risveglio e durante le crisi di ansia ( che ne sara' di me ,come sono ridotto ,non ne usciro' mai ,non sono all'altezza, non sono la figura paterna adeguata per mia figlia, sono pieno di limitazioni ecc..) non ho vita sociale da anni ormai , apparte l'ambito lavorativo.
Devo aspettare veramente che la terapia migliori ? e' un buon approccio terapeutico? i sintomi sono normali ? devo chiedere di cambiare farmaci o dosaggi? cosa posso dire ancora alla mia dottoressa perche' capisca che non sento di farcela cosi, e che la mia piu' grande paura e' di perdere il lavoro per incapacita' fisica e mentale.. ?
P.S. per quanto riguarda il bere ho avuto 0 ricadute 0 voglia, la vedo come una cosa impossibile da fare tanto e' il malessere.
Ringrazio anticipatamente Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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L’attesa che la terapia riduca gli effetti spiacevoli è giustificata.

È stata prescritta una terapia standard per il trattamento del suo disturbo


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[#2] dopo  
Utente 894XXX

Grazie per la risposta dottore, lei dice terapia standard non ho capito se pensa che si possa fare di meglio o diversamente visti gli scarsi risultati.

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La variazione eventuali vanno valutate nel tempo dopo che effettivamente siano stati considerati risultati scarsi dopo un periodo di terapia sufficiente.
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[#4] dopo  
Utente 894XXX

Allora le chiedo gentilmente cosa intende per "periodo di terapia sufficiente " .
Comunque proprio questa sera sono uscito e verso le 23 ho preso l'ultima pastiglia ,il trittico, ho avuto grande difficoltà per tornare a casa ,non riuscivo a guidare per la forte sedazione le vertigini. Questo stato di forte sedazione ,dovuto al farmaco, per assurdo mi spaventa e entro in una forte ansia. É normale tutto questo? Puo spiegarmi cosa mi sta succedendo? La ringrazio.