Utente 240XXX
Gentili dottori,
Sono uno studente fuori sede di 22 anni affetto da disturbo ossessivo compulsivo,oggi mi rendo conto che tale patologia si è episodicamente manifestata in età infantile sino ad esplodere e cronicizzarsi all'età di 20 anni in giugno.Frequento una facoltà impegnativa,vivo sotto pressione,ho accumulato ritardo negli studi rispetto al percorso programmato. Ho vissuto una adolescenza piena di amicizie,esperienze,viaggi;sono(ero?) un ragazzo in grado di socializzare facilmente,amo il confronto e conoscere nuove persone,tuttavia da quando mi sono trasferito ho vissuto un perdurante black out.
Non ho posto basi affettive nella città ove sono fuori sede,non ho frequentato le lezioni,per i miei colleghi di università sono pressochè uno sconosciuto.Ben presto ho iniziato a chiudermi in me stesso,a sopportare il mio volto rigato dalla solitudine;ciò a tutti coloro i quali mi conoscono se lo raccontassi suonerebbe impossibile.
Nel giugno del 2016 fortemente stressato dalla sessione incombente ho avuto il terrore di poter far del male a qualcuno,di poter perdere il controllo,di impazzire.
Colto dalla disperazione ho contattato un terapeuta breve strategico,leggero miglioramento sino a una nuova fase acuta estiva. Ho deciso immediatamente di contattare uno specialista in psichiatria il quale pose in essere la diagnosi di Doc consigliandomi un percorso di terapia cognitivo comportamentale grazie al quale in questo anno ho avuto sensibili miglioramenti(ottimi risultati universitati nel primo semestre). Il medico ha deciso di non percorrere la strada della terapia farmacologica affermando che nel mio caso in prima istanza sarebbe stato opportuno il solo intervento psicoterapeutico. In questi mesi la mia vita è migliorata, tuttavia ho difficoltà a causa dell'ansia a instaurare rapporti sociali,mi nego agli inviti delle persone che conosco per terrore di essere in ansia insieme a loro. I miei colleghi mi invitano a studiare in città universitaria insieme ,vorrei tanto ma faccio enorme fatica a causa del climax ascendente di ansia,ossessioni e confusione mentale che mi assale. Non esco la sera(vorrei tanto ma sono rimasto solo),non sono intraprendente,non aggredisco la vita ne la carriera universitaria;non avere una vita sociale e di conseguenza sessuale soddisfacente credo influisca sensibilemente sul mio percorso di cura che dovrà continuare con l'inizio della fase comportamentale. È tornata l'estate,nuova fase acuta,nel 2nd semestre non sono mai riuscito mai ad organizzare lo studio trovandomi sempre a fare tutto all'ultimo.
Nessuno conosce il mio essere malato,il mio stato,quello che sto vivendo. È forse il momento di consultare un secondo psichiatra?
Il mio miglioramento non credo sia soddisfacente,sento di di star bruciando la mia giovinezza,oggi il doc e talmente acuto da impedirmi quasi di studiare,soffro di disturbi psicosomatici.
Chiudo sui temi ossessivi principali :terrore di poter avere una psicosi,disturbi persecutori o deliri.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Purtroppo è caduto tra le mani di qualcuno che non ha voluto curarla davvero.

La terapia farmacologica è il primo approccio al trattamento del suo disturbo.

Deve rivolgersi ad uno specialista per far approntare una terapia adatta.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 240XXX

Gentilissimo Dr. F. S. Ruggiero,
La ringrazio per la sua risposta che coincisamente mi ha illustrato cosa per me sia giusto fare. Aggiungo qualche dettaglio per chiederle nello specifico cosa fare.
Venni visitato dall'attuale psichiatra nel giugno nel 2017,questo mi riferì l'esistenza di due strade una terapia farmacologica a base di una specifica categoria di farmaci anti-ossessivi o una TCC.
Scelse la seconda abbinando ad essa al bisogno una compressa di Tavor.
L'ansiolito,pur chiaramente non essendo una cura,ha avuto ottimo impatto sui miei sintomi. Da settembre sino a Dicembre per interrompere il tavor( assunto in estate) il cui bisogno era sempre maggiore( comunque max 2mg/giorno) ho utilizzato il Prazene 2 compresse da 10 mg progressivamente scalate sino alla totale sospensione. La TCC in questa fase consistette in una schematizzazione del contenunto ossessivo,oggi dovrei iniziare l'esposizione con prevenzione della risposta. Ho tuttavia l'impressione che i mesi in cui ho avuto risultato terapeutico migliori sono quelli in cui ho assunto anche il Prazene.
Da questo nasce la domanda,mi rivolgo nuovamente a lui o cerco un nuovo specialista in psichiatria?
Questo mio dolore non è mai stato condiviso con nessuno o quasi,solo vagamento riferito ai miei genitori celandomi dietro la più conveniente e generica definzione di ansia,crede sia giusto che io ne parli?

[#3] dopo  
Utente 240XXX

Una ulteriore nota che credo sia importante specificare è quella relativa ai disturbi psicomatici,alcuni dei quali raccontati nei precedenti consulti richiesti in varie sezioni. Soffro di un bruxismo particolarmente violento,convivo con la sensazione di orecchie ovattate;l'odontoriatra sostiene che questi siano dovuti ad una forte tensione muscolare a livello cervicale e mandibolare.

[#4] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Allora chiaramente si crea una dipendenza da benzodiazepina per poi utilizzarne una vecchia, precursore che deve essere processato nel fegato.

Si stabilisce che le due strade non siano complementari per poi utilizzare una terapia che alla sua età ha portato una chiara dipendenza.

Lei si affiderebbe nuovamente a questo medico? Io no di sicuro
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[#5] dopo  
Utente 240XXX

La ringrazio dottore per aver esplicitamente risposto al quesito da me posto. Posso chiederle se lei visita a Roma o se in alternativa potrebbe suggerirmi valido collega in tale città?

[#6] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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No non visito a Roma e non posso indicarle nessuno
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