Utente 354XXX
Salve Dottori,
posto la presente richiesta al fine di ottenere, se possibile, alcune informazioni..

da circa 12 anni soffro di un disturbo che il primo psichiatra al quale mi sono rivolto qualificò come ossessivo. mi recai da lui dopo che la mia vita, fino a quel momento serena, era stata sconvolta da pensieri intrusivi comparsi dal nulla e trasformatisi presto in vere e proprie ossessioni. paure che riuscivo a riconoscere come prive di senso, ma di cui, cionondimeno non riuscivo a liberarmi.. anzi, più cercavo di smontarle con argomenti logici e razionali, più questi pensieri producevano l'effetto di paralizzarmi la vita.. il meccanismo credo vi sia ben noto.. da quel momento ho affrontato vari cicli di psicoterapia con vari professionisti... tutte persone valide e preparate... solo per un breve periodo mi è stato prescritta una terapia farmacologica (zoloft + anseren)..

Il problema tuttavia non si è mai davvero risolto... tendo ad avere nella vita di tutti i giorni comportamenti e pensieri ossessivi (che possono appuntarsi o su paure irrazionali o su sbagli passati a cui non pensavo più da tempo e che all'improvviso iniziano a perseguitarmi con sensi di colpa ossessionanti).. ciononostante, anche se la professione che ho scelto non aiuta, stante il carico di responsabilità che ne deriva, riesco generalmente a controllarmi bene, a tenere abbastanza a bada il disturbo, e a condurre una vita tutto sommato serena...

tuttavia, periodicamente (ogni 3 o 4 anni) e soprattutto nel periodo estivo, capita che io ricada nel baratro... le ossessioni arrivano e io finisco per esserne sopraffatto.. non riesco a tenerle a bada....e allora la mia vita si blocca.. non riesco neppure a conversare normalmente con le molte persone che tutti i giorni, per lavoro, amicizia, famiglia, frequento... loro mi parlano e io a stento riesco a seguire i discorsi, perchè sono tutto preso ad ascoltare la voce interiore che come un disco rotto riproduce l'ossessione.

Questo è proprio uno di quei periodi di ricaduta...proprio ora che non posso permettermelo... a breve dovrò sostenere una prova durissima e fondamentale per il mio futuro professionale... ho pertanto contattato una psichiatra, mia conoscente, la quale, dopo averle esposto il problema e l'esigenza di tappare le falle nella mia mente per consentirmi di affrontare la prova di cui parlavo, mi ha detto che la prossima settimana mi prescriverà lo stiliden (non ricordo bene il dosaggio), nell'attesa di riprendere la psicoterapia (in questo momento impraticabile, non avendo tempo disponibile)

A tale proposito vorrei conoscere, se possibile, da chi di voi vorrà gentilmente rispondermi, come lo stiliden agisce.. e, in particolare, se attenua soltanto l'ansia che deriva dalle ossessioni (che però rimangono) oppure se agisce direttamente sul meccanismo di produzione delle ossessioni, impedendo che queste si generino.

Spero che la mia richiesta non contravvenga ad alcuna regola di questo sito

Grazie

[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Lo stiliden è paroxetina in gocce. Si tratta di un SSRI (inibitore della ricaptazione della paroxetina), indicato per i disturbi ossessivi. L'effetto (terapeutico, agisce sulle cause dell'ossessione) non è immediato, occorrono 3 settimane almeno alla dose di 20 mg per avere un beneficio. In genere nel disturbo ossessivo i dosaggi efficaci sono più alti che per la depressione, bisogna arrivare gradualmente a 40 mg o più.
Al momento iniziare questa terapia è la cosa migliore che può fare.
In attesa di rivedere lo psicoterapeuta è utile ricordare e applicare consigli, esercizi che ha imparato in terapia (se si tratta di terapia cognitivo comportamentale), prendere appunti sui tipi di pensieri che la tormentano e sulla loro frequenza. Non è una perdita di tempo, l'aiuterà a gestire i pensieri senza esserne sopraffatto.
Se la psicoterapia fosse di tipo diverso, per es di orientamento psicoanalitico, potrebbe immaginare (per un quarto d'ora, ad es) di parlare col terapeuta spiegando quello che le succede e immaginando la sua reazione.
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente 354XXX

Gentile Dottoressa,
la ringrazio per la tempestività e l'esaustività della risposta... purtroppo, l'unico vero consiglio pratico che ho ricevuto nei diversi cicli di psicoterapia fatti consiste nel ridicolizzare l'ossessione, nel prenderla in giro...

Un consiglio che, con riferimento alle ossessioni pure, mi è utile nell'immediato per riacquistare serenità per qualche minuto, prima che il pensiero ossessivo riprenda campo... e che al contrario, con riferimento alle ossessioni che si appuntano su fatti passati, non mi è in alcun modo utile...

speriamo che questa terapia mi sia di qualche giovamento... in questo momento la mia testa deve riuscire a liberarsi dell'ossessione.. non posso permettermi, proprio ora che la mia vita professionale è davanti a una possibile, fondamentale svolta, di sprecare le energie nello struggimento del doc.

[#3] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Ridicolizzare l'ossessione è solo una delle tecniche, ce ne sono moltissime. Una parte importante della terapia è valutare (insieme, paziente e terapeuta) quello che funziona in modo molto pragmatico e poco teorico.
Il pensiero "non posso permettermi di avere ossessioni ora" è ansiogeno e non utile.
Le ossessioni purtroppo ci sono, se si sforza di mandarle via fatica per niente. Le consideri come un rumore molesto (molto molesto), e si concentri su quello che deve fare. Non renderà al cento per cento e le costerà molto in termini di fatica mentale, ma è l'unico modo per ridurre l'impatto delle ossessioni (non farle sparire, ma lasciarle sullo sfondo). E naturalmente iniziare la terapia farmacologica.
Franca Scapellato