Utente 491XXX
Salve,
Sono un uomo di 42 anni. Da 9 anni ho preso 150mgs di Anafranil al giorno per doc. Durante questi nove anni non ho mai avuto problemi di Libido. Durante gli ultimi 3 anni di uso ho avuto esperienza di perdita erezioni durante il rapport ma la libido era sempre presente.
Volevo premettere inoltre che anche nei momenti della mia vita nella quale sono stato piu' depresso e 'ossessionato' non ho mai avuto problemi sessuali anzi erano delle occasioni che mi regalavano dei momenti di felicita'.
Negli ultimi 3 anni la mia depressione si e' accentuata per problemi di stress e per questo ho incontrato un nuovo psichiatra che mi ha confermato la cura con Anafranil e aggiunto mirtazapina (prima da 7.5 mgs inalzata a 15 mgs).
Dopo qualche settimana di assunzione, mi sono svegliato da un giorno all'altro (letteralmente) con assenza di libido, assenza di pensieri sessuali, impossibilita' ad avere una erezione, diminuzione del volume del pene da flaccido. Direi chimicamente castrato. La cosa mi ha gettato nello sconforto piu' totale. La mirtazapina non dovrebbe avere effetti considerevoli dal punto di vista sessuale. Potrei capire se avessi radicalmente cambiato la mia cura e col tempo si fossero svelati degli effetti collaterali ma la dinamica e' stata diversa. Questo cambio cosi' repentino e' assolutamente fuori dalla norma. Da quel giorno sono passati 3 mesi. Ho eliminato la mirtazapina, Sto scalando l'anafranil ma non noto nessun miglioramento. Sono preoccupato che sia una situazione permanente. Riesco con difficolta' nella masturbazione ma l'erezione non e' completa e il volume dello sperma e' inferiore. Ripeto che questo cambiamento si e'verificato nel giro di una notte. Escludo ogni tipo di componente psicogena in quanto ci sono dei sintomi FISICI ben riscontrabili. Non vorrei che la combinazione dei farmaci mi abbia fatto sballare i ricettori della seretonina con conseguenze catastrofiche. In questo momento e' come se una parte della mia vita, della mia personalita', della mia sessualita' fosse stata cancellata. Non so cosa pensare. Sono preoccupato di avere contratto la PSSD. Mi rendo conto che l'unica possibile soluzione sia eliminare i farmaci ed aspettare a tempo indefinito che succeda qualcosa. Il mio psichiatra non mi ha saputo dare spiegazioni. Chiedo aiuto. Saluti

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Le diagnosi non le faccia da solo, ma la genesi da un giorno a l'altro propende per altro. Si è preoccupato per un possibile effetto collaterale, ma neanche chiarito, per poi iniziare a togliere una cura che serviva per il doc, con il risultato che lascia via libera al doc.

Quindi, è possibile che il doc, mai curato perché non ce n'è stato il tempo, si sia invece orientato su questa preoccupazione.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 491XXX

In tutta onestà non credo che i sintomi siano il risultato di una mia somatizzazione o auto convincimento. Soffro di doc ma conosco il mio corpo e ho piena coscienza di quanto possa essere frutto di una nevrosi o al contrario un vero e proprio sconvolgimento delle mie funzionalità sessuali.dovuto ai farmaci. Non vorrei essere polemico ma a cosa dovrei pensare secondo lei? Sono stato da un urulogo e mi ha detto che probabilmente il tutto era dovuto ai farmaci.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non stiamo parlando di somatizzazione o di autoconvincimento, stiamo dicendo che soffre di un disturbo che la porta ad aver timore delle cose e a controllarsi continuamente, impossibile che la funzione sessuale in queste condizioni sia normale.

Dalla storia che racconta i punti sono che ha un doc, e che non ha più la cura anti-doc. L'urologo le ha detto che tutto era dovuto "ai farmaci" (quali ? così in generale ? Quelli che ha preso per pochi giorni ?....)...

Non vorrebbe essere polemico ? Troppo tardi, lo è già per partito preso. Ha individuato una causa semplicemente perché è l'elemento che vede in maniera più "esterna", e al di fuori di ogni logica lo mantiene come ipotesi praticament certa.

Nel frattempo probabilmente trascura la cura del suo disturbo di fondo.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 491XXX

Credo semplicemente che l'anafranil che ho preso per 9 anni abbia portato col tempo a questo disturbo che magari è stato esacerbato dall'aggiunta della mirtazapine. Non è un'ipotesi possibile? Non capisco perché farmaci noti per avere questo tipo di effetti debbano essere esclusi dal l'equazione? A cosa sarebbe dovuto secondo lei questo calo della libido repentino ? Nella sua esperienza di medico non ha mai avuto casi di clienti che fanno utilizzo di psicofarmaci con calo di libido?

[#5] dopo  
Utente 491XXX

Comunque vorrei aggiungere altri particolari in modo da dare un quadro piu' completo:
- Prima della perdita di libido avevo avuto occasioni di perdita eccitazione durante il rapporto. Cosa che reputavo dovuta ai farmaci, ma erano episodi sporadici che si sono pero' incentivati negli ultimi mesi.
- So che l'uso di anafranil ha un'alta incidenza di disturbi sessuali. Io 'stranamente' non ho avuto molti problemi per 9 anni tranne una leggera perdita di sensibilita' al pene che non reputavo importante
- Sono aperto ad un confronto serio ed aperto, nonostante a volte possa sembrare confrontazionale o polemico ma credo sia dovuto anche alla preoccupazione per la mia condizione. Credo sia dovere di un medico, nei limiti del mezzo online, contemplare tutte le possibilita' del caso ed evitare scontri personali. In fin dei conti e' il paziente quello che deve essere aiutato e il medico ad offrire un servizio (nei limiti sempre del mezzo online).
- Non sempre disturbi evidenziati da chi e' affetto da patologie mentali sono frutto della sua immaginazione.
- Ho fatto degli esami ormonali da cui e' prima risultato un tasso di testosterone basso e poi nella norma. E' risaputo che i farmaci possono incidere sui valori ormonali. Prolattina ed altri valori sono nella norma.
- Riscontri fisici quali diversa consistenza dell'eiaculato e ritardo orgasmico (prima eiaculazione e poi orgasmo) o assenza di erezioni notturne sono indicazioni oggettive che non si tratta di effetti dovute a cause psicosomatiche
- Secondo il mio modesto parere i farmaci hanno alterato qualcosa nel mio responso sessuale. I concentrarsi del doc su questa sintomatologia e' solo un conseguenza. Anche una persona 'normale' sarebbe spaventata da tali eventi, Sinceramente non penso sia l'elemento chiave nella causa dei disturbi. Sicuramente influisce nelle gestione personale giornaliera degli stessi.

In fin dei conti quale sarebbe il suo consiglio?

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sì, tutte considerazioni comprensibili, che però poi a volte traduce facendo un salto logico.
I farmaci "possono" fare una cosa non significa che sia previsto statisticamente o che sia probabile.

In secondo luogo. I pazienti psichiatrici non sempre si immaginano le cose. Vero, quindi significa che è possibile, Ma non è questo il punto, non si tratta di immaginarsi, si tratta di "fissarsi" e di controllare la propria funzione in maniera tale che non procede normalmente.

Lei ha un doc. Non aveva avuto mai problemi per anni. Da un giorno all'altro si innesca e si consolida un qualcosa che non ha una corrispondenza ormonale nel testosterone. Questo semplicemente sappiamo.

Lei ritiene che sia dovuto "ai farmaci" (quali ?). Non esiste come concetto qualcosa che è dovuto "ai farmaci". Al di là di questo, non è invece ciò che verrebbe in mente come ipotesi probabile, il che non significa che sappiamo perché. C'è però un doc forse non trattato al momento, e questo può creare dei paradossi: ho paura di un effetto del farmaco, lo smetto, come risultato si acuisce il disturbo e mi fisso che è davvero dovuto al farmaco (già sospeso, che avevo preso senza problemi per anni, e così da un giorno all'altro).
Casi già visti.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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E' questione all'ordine del giorno il problema degli effetti sessuali, ma questo tipo di evento invece non torna molto con l'ipotesi che fa Lei.

Il consiglio ? Ripartire dalla cura del doc. Per quanto concerne la sessualità, anche in assenza di una diagnosi certa può essere che i medici le indichino comunque delle terapie da seguire. Lo hanno fatto ?
Dr.Matteo Pacini
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