Utente 423XXX
buongiorno, vi riscrivo per un ulteriore consulto molto affine al primo di qualche anno fa. lamentai assenza di scopi e di pensiero, che io sono solita a definire "vuoto mentale" o "assenza di pensiero". come se vivessi da robot semi incosciente manovrato solo da proto-pensieri e da istinto. ho seriamente paura di star svilolando nella schizofrenia che ho visto pare avere come sintomo principale la disorganizzazione del pensiero, assenza e distacco dal proprio sé. ne ho parlato con la mia psicologa curante ma lei sembra (per fortuna ?) minimizzare ma il dubbio che minimizzi per non farmi spaventare è sempre presente nella mia testa; grande, centrale nel vuoto della mia scatola cranica. (se può essere utile lei ha detto che soffrirei giusto di tratti di una lieve depressione che è nulla rispetto a ciò che penso di avere per questa faccenda.) mentre vagavo per l'internet in cerca di risposte mi sono imbattuta in questo articolo pubblicato sul vostro sito: https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1463-soffrire-carenza-pensiero-penetrativo.html mi rivedo in pressoché tutto ( la parte dell'educazione impartita no) e in questo consulto https://www.medicitalia.it/consulti/archivio/430925-vuoto_mentale_assenza_di_pensiero.html di una ragazza che mi sembra sia(stata) nella mia IDENTICA situazione. nella vita quotidiana stranamente da fuori sembro normale, a quanto pare non trapela che vivo sotto "pilota automatico". inutile dire che la situazione che si protrae da minimo un decennio ormai è veramente veramente difficile da sopportare. spero e mi voglio convicere che non sia una reale assenza di pensiero ma che quello che dovrebbe essere il proprio dialogo interiore in me si sia inabissato nell'inconscio. tuttavia la situazione che provo è di un parziale estreneamento dalla mia persona e un senso di non appartenenza che mi prova angoscia, ansia e rabbia. grazie in anticipo per l'attenzione rivoltami PS. ho già postato qualche ora fa questo consulto in psicologia (ero indecisa circa quale categorizzazione usare) ma una psicologa mi ha consigliato di parlarne con un psichiatra… [ in realtà ho fatto una "visita" psichiatrica durata una mezzoretta perché dveva giusto prescrivermi un ansiolitico per la seduta di laurea..., mi ha parlato di apatia e proposto di prendere anche un antidepressivo che non ho mai preso(temo dipendenze).] e quindi posto pure qui. spero non ci siano problemi

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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da quello che descrive mi sembra che più che il pensiero è l'umore che dovrebbe essere valutato dal punto di vista psicopatologico, lei esprime sentimenti di anedonia, apatia, disinteresse, depersonalizzazione, condizioni che a suo dire perdurano da almeno dieci anni,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2] dopo  
Utente 423XXX

la ringrazio per la celere risposta. ma quindi non vede nel mio (non) modo di pensare niente di patologico? se mi permette, pensa di aver capito bene ciò che intendo? non c'è ovviamente intenzione alcuna di sminuire la sua capacità di giudizio e di comprensione del testo, ho solo paura che non sia chiaro… ( temo pure non essermi fatta capire bene dalla psicologa che mi ha in cura)
ps. con lo psichiatra visto quell unica volta non parlai di questo fatto, ma si parlò solo del parlare in pubblico e ciò che mi avrebbe comportato, poi è partito lui direttamente a parlare di apatia. (ha parlato lui in privato con la psicologa che mi sente)

[#3] dopo  
Utente 423XXX

Ho trovato un altro consulto molto simile al mio...lo linko: https://www.medicitalia.it/consulti/archivio/144019-prooblemi_di_pensiero.html i sintomi sono molto simili

[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile ragazza,
vedo che continua ad essere in qualche modo bloccata sulle stesse questioni, allora,

1. "....non vede nel mio (non) modo di pensare niente di patologico?...."
le ho detto che andrebbe valutata come prima istanza la sfera affettiva ( umore ) in termini diagnostici e potrebbe esserci un problema che necessiterebbe di una valida terapia.

2."....pensa di aver capito bene ciò che intendo?...."
se gli uomini riuscissero a risolvere tutti i problemi di comunicazione la fame nel mondo e le guerre sparirebbero immediatamente.

3."....poi è partito lui direttamente a parlare di apatia...."
appunto l'apatia.

Lasci stare tutti i discorsi sul "pensiero penetrativo" e simili che esistono solamente nella mente di chi li ha inventati, il pensiero funziona tramite le idee e non ha capacità "penetrative",

Saluti
Dr G. Nicolazzo
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Psicoterapeuta