Utente 440XXX
Buongiorno, ho 25 anni e all'inizio del 2013 mi sono rivolto al Cps della mia zona per una sofferenza interiore.
Una psichiatra mi ha visitato, ha aperto mia cartella personale e mi ha prescritto una terapia farmacologica dicendo che serviva per la cura della mia depressione maggiore.
Tuttavia, io non ho mai ricevuto alcun documento da lei attestante la mia diagnosi.
Nel 2016, al Cps, mi sono stati fatti dei test, e in base a quelli, non so nemmeno come e chi li ha interpretati, hanno cambiato la mia diagnosi iniziale, la depressione è diventata disturbo borderline di personalità, anche se io ho ben letto cosa significa questo disturbo e in parecchi sintomi e comportamenti non mi ci rispecchio proprio e l'ho riferito alla mia psichiatra che però non ha saputo rispondermi altro. Tuttavia la terapia farmacologica è stata basata sempre su antidepressivi con l'aggiunta di uno stabilizzatore d'umore(Depakin).
Poi nel 2017 ho deciso di partecipare ad un progetto giovani che consisteva nel fare 5/6 incontri con uno psichiatra e uno psicologo, in cui si raccoglievano molte informazioni su di me, mi sono state fatte molte domande, vari test, questionari, un progetto ben organizzato che aveva come obiettivo quello di stilare una relazione indicando le possibili difficoltà del paziente, gli eventuali disturbi di personalità, e quindi fornire una diagnosi approfondita. Dopo questi colloqui, mi è stata quindi rilasciata una relazione con la seguente diagnosi: depressione maggiore grave ricorrente, con disturbo di personalità senza specificazione. Io,quindi, dopo aver ricevuto questa relazione sono andato al Cps dalla mia psichiatra e le ho fatto vedere ciò che è stato scritto su questa relazione, ma lei alla fine mi ha detto che io non ho una vera depressione maggiore, ma piuttosto ho un disturbo di personalità, sono fragile psicologicamente, tuttavia il trattamento farmacologico rimane quasi invariato, ossia basato sempre sull'impiego di un antidepressivo(Zarelis 225mg, Resilient 83mg, 15/20 gtt di En al bisogno).
Quello che io non capisco è come può una psichiatra farmi una diagnosi che inizialmente era di depressione maggiore e dopo qualche anno rivederla e cambiarla senza sottopormi ad alcun questionario, a nessun colloquio, a nessun test? E poi perché quando invece io porto una relazione aggiornata al 2017, scritta da uno psichiatra e uno psicologo, la mia psichiatra del Cps non la considera e continua a dirmi che io non ho una vera depressione, ma piuttosto un disturbo di personalità, anche se poi continua a prescrivermi una terapia a base di antidepressivi? Trovo il tutto un po' incoerente, anche perché io non ho ancora ben capito di cosa soffro, qual è il mio reale disturbo?
Vi ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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