Utente
Salve a tutti scrivo questo consulto per disperazione perché non so più che fare.
Sono anni che ho problemi di tachicardie sotto sforzo e due o tre volte in tutta la vita ho avuto tachicardie molto forti a riposo (intendo fino a 160 bpm).
Dopo aver fatto tutti gli esami (elettrocardiogramma, ecocolordoppler, Holter 24 ore, test sotto sforzo ma solo di recente) non è stato segnalato nulla di particolare se non questi battiti troppo accelerati per sforzi minimi (tipo salire le scale a passo normale quasi lento, 150 bpm).
Dopo l'ennesimo episodio, tra l'altro dopo poco che avevo fatto per l'ennesima volta i controlli (mi sono sentita male prima di entrare a lavoro ed è dovuta venire l'autoambulanza e mi hanno dato dei calmanti per far scendere la frequenza cardiaca) mi sono decisa ad andare dalla psicoterapeuta.
Penso che dovrò andare anche dallo psichiatra ma non so bene quando, credo dopo che avrà finito di fare la diagnosi perché per ora mi sta studiando in base anche alla storia della mia vita.
Ora ho un ansia che non mi fa vivere e da ignorante in materia vorrei avere se è possibile delle delucidazioni.
È possibile che il cervello influenzi il cuore solo sotto sforzo?
Io non riesco a farmene una ragione perché i sintomi sembrano così reali che ho paura di lasciarci le penne qualche giorno.
Premetto che da quanto ho capito ho un disturbo di ansia generalizzato.
Potrebbe essere che stando sempre in tensione nel momento dello sforzo il cuore prenda queste frequenze a causa della troppa adrenalina già presente in circolo per tutto il giorno?
Come mai ci sono soggetti a cui l'attività fisica fa bene per scaricare l'ansia ed a me ammazza quasi?
Inoltre non posso bere caffè, alcolici, e mangiare troppo cioccolato e/o zuccheri se no come al solito ho il cuore a mille.
Mi scuso per essermi dilungata.
Grazie a chi mi risponderà.
Ho bisogno di conforto e risposte...

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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I medici che l'hanno visitata quindi hanno concluso tutti che nn si tratta di una questione cardiologica ? Se s tratta di panico, la terapia è famacologica.
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[#2] dopo  
Utente
Si hanno escluso la questione cardiologica.
Mi premono queste due domande :
"Potrebbe essere che stando sempre in tensione nel momento dello sforzo il cuore prenda queste frequenze a causa della troppa adrenalina già presente in circolo per tutto il giorno?"
E, i soggetti ansiosi non possono bere caffè o mangiare cioccolato? Sono stimolanti?
Gli episodi di tachicardie sono iniziati a 16 anni circa, credo, dopo un attacco di panico(mi ero provata gli occhiali della mia compagna e mi stavano stretti sulle tempie e credevo di stare per svenire, dopo mi è salita la tachicardia fortissima, credo dallo spavento, ed è venuta l'autoambulanza a scuola e mi hanno dato dei calmanti perché era benigna infatti non mi hanno nemmeno portata in ospedale. Dopo tutti gli accertamenti il cardiologo ipotizzò che oltre allo spavento quella mattina avevo preso il latte con il caffè e una buona dose di cioccolati che hanno contribuito a stimolare il sistema nervoso insieme all'attacco di panico) ma il primo attacco di panico vero e proprio l'ho avuto a 15 anni più o meno quando credevo che mentre che stavo mangiando il panino incartato con la plastica mi fossi inghiottita un pezzo di pellicola trasparente.
Quindi diciamo che le prime avvisaglie ci sono state prima degli episodi di tachicardia.

[#3] dopo  
Utente
Poi avrei un'altra domanda (purtroppo sono piena di dubbi/ansie) la fase premestruale influisce con gli stati ansiosi? Ho notato che la settimana prima che mi devono venire le mestruazioni inizio ad essere agitata già da quando mi sveglio (non per il timore perché non ho nessun tipo di relazione da più di un anno quindi sono tranquilla su questo aspetto). Mi sento particolarmente nervosa/ansiosa e sento che alla minima scintilla mi posso sentire male, che mi possa venire o un attacco di panico o una tachicardia molto forte per quanto sono agitata.

[#4]  
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Adesso il punto è definire la diagnosi psichiatrica con sufficiente precisione. Mettiamo che sia panico. Inutile andare a cercare cause più o meno verosimili, o cose che possono influire in generale. Sta di fatto che basta che il cervello produca uno stato di malessere e allarme, e lo può fare spontanamente.
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[#5] dopo  
Utente
La ringrazio tantissimo per le risposte. Oggi andrò dalla psicoterapeuta, sono al quarto appuntamento, e le chiederò di indirizzarmi verso uno psichiatra. Cosa che lei già mi aveva detto che era necessario fare ma avendo molta paura dei farmaci avevo chiesto di aspettare. Lei nel frattempo mi ha chiesto almeno di comprare un ansiolitico da prendere al bisogno, perché a detta sua potrebbe essere pericoloso questo stato, anche se non mi ha specificato in che modo ed io non ho avuto il coraggio di chiedere, presuppongo per le tachicardie che si possono presentare in momenti pericolosi tipo durante la guida. Sono andata dal medico di base e mi ha prescritto lexotan in gocce, lo porto con me nella borsa. Cosa ne pensa? È utile o meno per calmare un violento attacco di panico? Fa effetto subito?
Mi ha prescritto 10 gocce al bisogno

[#6]  
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In generale dall'ansiolitico si può aspettare che le calmi la paura dell'attacco, non l'attacco in sé.
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[#7] dopo  
Utente
Dott. Pancini ho aperto un altro consulto ma non mi ero accorta della sua risposta. Sono andata dallo psichiatra e mi ha prescritto la paroxetina con uno schema fino ad arrivare a 40 gcc la mattina e 30 la sera e l'en 21 gcc divise a colazione pranzo e cena. Sono tornata dal cardiologo per avvisarlo di questa situazione visto che era stato anche lui a spingermi verso lo psichiatra ed a scelto anche di darmi inderal 40 mezza compressa mattina e mezza la sera. Cosa ne pensa di tutti questi farmaci? Siccome sono tutti e tre negli stessi momenti della giornata, a quanta distanza di tempo li devo prendere? Non mi è stata data nessuna indicazione (aggiungo che ho l'anemia in corso e prendo il ferro e l'acido folico)