Disturbo ossessivo compulsivo, picchi di ansia

Salve, sono una ragazza di 26 anni e soffro di disturbo ossessivo compulsivo da sempre.

Ci sono stati ovviamente periodi in cui la situazione era più sotto controllo, sono stata anche in cura con ansiolitici e antidepressivi per un anno - xanax e cipralex - con cui ho avuto ottimi risultati, ma in seguito alla sospensione - ''obbligata'' dal medico di base - la situazione è stata sempre peggiore.
In genere i miei episodi ansiosi di pensieri/compulsioni sono dentro casa e in questo periodo di lockdown la mia ansia ha dato il meglio di sé.
Come tutti gli affetti da doc compio azioni reiterate per ''scongiurare'' che si realizzino i pensieri che mi passano per la mente, che naturalmente in questo periodo hanno a che fare con le malattie e con il covid in particolare (specifico che l'ossessione delle malattie non fa parte di me, semplicemente i miei pensieri si legano a ciò che in quel momento della vita mi sta più a cuore, in questo caso la salute).
Il problema si pone con le azioni che non posso reiterare, alle quali associo pensieri che la mia mente percepisce come pericolosi.

I miei picchi di ansia sono altissimi, vivo terrore.
Se normalmente sono consapevole dell'irrazionalità delle mie paure e aspetto che l'ondata di ansia per l'impossibilità di compulsare passi (a volte ci mette molte ore, ma passa) essendo che stavolta la minaccia è reale (le malattie, il covid) l'ansia non passa mai, non si placa mai, e anche se mi rendo conto che non è nella mia mente il terrore continuo a stare nell'angoscia senza mai calmarmi davvero.
Non ho mai fatto terapia comportamentale, sono stata in cura da uno psichiatra e da una psicoterapeuta senza nessun risultato, ad oggi mi trovo completamente impotente e senza strategie per convincere il mio inconscio, la parte di me che genere tutta quell'ansia, che la mia testa non ha il potere di causare nessuna malattia, ma non ci riesco, e vivo come se i miei pensieri fossero realtà.
Chiedo qui un consulto per sapere se posso fare qualcosa per ridurre questa ansia ingestibile che non sia cercare altre compulsioni per rimediare a quelle che non ho potuto fare e che continuano a tormentarmi.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 992 248
Gentile utente,

Scusi, mi spieghi un po' meglio: come "obbligata" a smettere la cura (che funzionava) dal medico di base ?

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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dopo
Utente
Utente
Beh dal momento che stavo bene, il medico di base - a cui ho fatto riferimento per la prescrizione, dato che nel maggio 2018 avevo crisi d'ansia così forti da non riuscire ad alzarmi dal letto - ha detto che non potevo continuare a dipendere da questi farmaci e che mi sarei semplicemente dovuta affidare ad percorso terapeutico, e in quattro mesi li ho scalati e poi tolti del tutto.
Il percorso terapeutico, che sarebbe stato il terzo, tuttavia non l'ho intrapreso perché ho avuto esperienze fortemente negative nei miei tentativi precedenti. Quindi dalla sospensione dei farmaci (avvenuta all'inizio di ottobre 2019) non ho avuto più alcun supporto.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 992 248
" non potevo continuare a dipendere da questi farmaci e che mi sarei semplicemente dovuta affidare ad percorso terapeutico"

A parte l'assurdità di questa affermazione rispetto alla normale cura che si fa di una malattia come questa, e al concetto di dipendenza che non vedo da dove derivi, ma

"il percorso terapeutico" non era l'assunzione del cipralex ?
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