Assunzione paroxetina

Salve,
scrivo questo consulto per avere un Vs.
parere riguardo la mia situazione.
Premetto di essere stato sempre un tipo ansioso fin da bambino e col tempo la mia ansia è aumentata.
Già nel 2017 a seguito di attacchi di panico ed ipocondria (ero convinto di avere la SLA) chiesi aiuto ad uno psicoterapeuta che con la terapia cognitivo-comportamentale riuscì ad aiutarmi facendomi stare bene.
Nei successivi anni sono stato bene, l’ansia era sempre presente ma comunque controllabile con picchi di intensità a seconda dei periodi.
Da circa un mese invece sono ricaduto nell’ipocondria.
I miei pensieri si sono concentrati prima sull’apparato cardiocircolatorio portandomi anche ad un ricovero in pronto soccorso con successive indagini che non hanno evidenziato nulla di particolare e successivamente poi si sono spostati sull’apparato intestinale dove a seguito di analisi risulta essere (fortunatamente anche questa volta) tutto nella norma.
Il mio medico curante avendo percepito la mia ansia e il mio stare male psicologico mi ha prescritto una compressa di Paroxetina a sera.
Facendo una ricerca su internet ho capito che trattasi di farmaci appartenenti agli antidepressivi.
Devo ammettere di non essere molto propenso all’assunzione di farmaci tranne quando strettamente necessari.
Inoltre il mio medico, in tutto questo, mi ha intimorito dicendomi che, se non assunta (Paroxetina), la mia situazione potrebbe peggiorare e portarmi ad una situazione di non ritorno che nessuno potrebbe curare.
Di conseguenza essendo ipocondriaco questa risposta non ha fatto altro che aumentare la mia ansia portandomi ad avere paura di essere depresso, ad avere paura di poter compiere gesti estremi, ad avere paura di cadere in un vortice senza via d’uscita è di perdere il controllo sulla vita.
Come pensate possa procedere?
Vorrei chiedere un consulto psichiatrico fisico così da valutare con lui la situazione anche sull’assunzione della Paroxetina.
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Dr.ssa Franca Scapellato Psichiatra, Psicoterapeuta 3,6k 182 26
La paroxetina è indicata per pensieri ossessivi e ipocondria. Per dosaggi e modalità di assunzione è meglio che si faccia seguire da uno psichiatra, che non solo le prescriverà una terapia (paroxetina o un altro farmaco dello stesso tipo), ma la seguirà nel tempo, perché la cura va adattata alla risposta clinica.
Nessuno si diverte ad assumere farmaci, si prendono quando occorre. Il suo medico ha ragione sul fatto che, se non curato, il disturbo può diventare cronico.
Se ha fatto un percorso cognitivo comportamentale sarebbe utile ricordare gli esercizi e le tecniche che le erano d'aiuto, ed evitare pronto soccorso, visite e controlli medici che peggiorano la situazione.

Franca Scapellato

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie per la risposta Dr.ssa.
Lei quindi pensa che la sola terapia con lo psicologo non sia in grado di aiutarmi? E' necessario parlarne anche con uno psichiatra? Sono stato "obbligato" in un certo senso ad effettuare i controlli perché trattandosi del cuore il mio curante voleva essere certo che non ci fosse alcuna patologia, così come per l'intestino. Devo dire che dopo le visite mi sono tranquillizzato un pò. A cosa può portare la cronicizzazione del disturbo? E' proprio questo che al momento mi preoccupa di più e cioè, come detto precedentemente, ho paura di essere depresso, paura di compiere gesti estremi, paura di cadere in un vortice senza via d’uscita e di perdere il controllo sulla vita.

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