Scalaggio en gocce

Egregi Dottori,
mi rivolgo a Voi per avere un secondo parere in merito allo scalaggio di En gocce.

Sono una ragazza di 24 anni, in cura psichiatrica da 10 anni.
Vivo da sola da qualche anno in quanto ho un pessimo rapporto con la famiglia di origine.
La diagnosi iniziale, risalente a 10 anni fa, è stata episodio di depressione maggiore.
Inoltre ho subito un grave trauma per cui sono in cura anche presso una psicoterapeuta da qualche anno (i terapeuti a cui mi ero rivolta in precedenza non mi avevano aiutata a stare meglio).
Sono stata in cura per circa 10 anni, fino a giugno, con Daparox, assumendo Lorazepam al bisogno (solo negli ultimi mesi, in modo sporadico) in quanto negli ultimi mesi ho avuto dei gravi problemi personali che mi hanno provocato degli episodi di ansia.
Inoltre assumo saltuariamente mezza compressa di Zolpidem in caso di insonnia.
A giugno lo specialista mi ha sospeso il Daparox e abbiamo deciso monitorare la situazione per vedere se era possibile proseguire la cura con la sola psicoterapia (lo psichiatra e la psicologa si aggiornano periodicamente sui miei progressi).
Infatti entrambi gli specialisti hanno notato dei notevoli miglioramenti: negli anni di terapia ho superato la depressione, ho stretto delle amicizie e ho una relazione da qualche mese.
In passato, invece, ero molto restia ad interagire con gli altri a causa della bassa autostima.

Circa una decina di giorni fa, in seguito ad un brutto episodio che mi ha scatenato una forte ansia con conseguenti dolori al petto, mi sono dovuta recare dalla Guardia Medica, che mi ha indirizzata al Pronto Soccorso per effettuare degli accertamenti.
Dopo essere stata visitata da una psichiatra (le radiografie e le analisi del sangue sono risultate normali) mi è stato prescritto En gocce da assumere 2-3 volte al giorno, 26 gocce.
Ho provveduto a fissare una visita dallo psichiatra di fiducia.
La visita purtroppo è tra due settimane.
Nel frattempo la situazione è molto migliorata, in quanto l’episodio di ansia era stato scatenato da una specifica situazione.
Preciso di aver assunto En solo 2 volte al giorno (26 gocce due volte al giorno) per 8 giorni, in quanto consapevole del pericolo di sviluppare assuefazione (lo psichiatra mi aveva parlato in modo approfondito dei rischi legati all’assunzione prolungata delle benzodiazepine quando mi ha prescritto il Lorazepam).
Il medico curante mi ha assicurato che, avendo assunto l’En per soli 8 giorni posso sospenderlo senza procedere con lo scalaggio.
Vorrei rivolgermi al mio psichiatra di fiducia per avere conferma di ciò ma purtroppo al momento non è raggiungibile.
Vorrei rivolgere all’attenzione di Voi gentili Medici la seguente domanda: è possibile aver sviluppato tolleranza al farmaco in soli 8 giorni?
Per la dose e la durata del trattamento che ho seguito è corretto procedere ad una sospensione improvvisa?
Grazie in anticipo per l’attenzione.

Cordiali saluti.
[#1]
Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze attivo dal 2022 al 2023
Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze
Buongiorno,
non c'è nessun motivo, né in termini di rischio di dipendenza né di altre collateralità per non attendere quindici giorni e proseguire al medesimo dosaggio. Quindi, dal mio punto di vista, prosegua tranquillamente l'EN senza avere la foga di sospenderlo... Fino al controllo con il curante.

Saluti,
[#2]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Come mai non si fida del suo medico di base ?

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

[#3]
Utente
Utente
Egregi Dottori,
Vi ringrazio per la celerità nella risposta.
Ho paura di proseguire con l’assunzione perché non vorrei sviluppare tolleranza.
Egregio Dottor Pacini, non provo sfiducia nei confronti del medico di base ma ciò che mi ha detto contrasta in parte con quanto mi ha indicato lo psichiatra. Lo specialista, infatti, mi aveva ordinato di assumere il Lorazepam solo quando strettamente necessario (quando le tecniche apprese dalla psicoterapeuta non fossero state sufficienti per la gestione dell’ansia). Mi aveva anche detto che se non avessi seguito le Sue indicazioni avremmo poi dovuto procedere ad un disimpegno graduale ( è stato molto chiaro sul rischio di tolleranza e dipendenza sia perché è un medico estremamente scrupoloso e professionale sia perché gli avevo spiegato che il farmaco mi dava dei benefici immediati e gli avevo chiesto perché non fosse possibile assumerlo nel lungo termine ). Lo specialista mi aveva inoltre detto che se fosse stato necessario alla visita successiva avrebbe valutato il reinserimento del Daparox come cura contro l’ansia ( in passato me lo aveva prescritto per la depressione).
Vi ringrazio per l’attenzione e per il servizio offerto, mi scuso se mi sono dilungata.
Cordiali saluti.
[#4]
Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze attivo dal 2022 al 2023
Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze
Le rinnovo la considerazione per cui 15 giorni in più non variano il rischio di dipendenza. Ne parlerà con lo specialista a breve, lasci un attimo stare il medico di base, che per quanto preparato non ha una formazione specifica sugli psicofarmaci.
Ripeto : prenda l'EN e non si preoccupi. In questo momento é più importante che lei stia bene e che non induca uno stress psicofisico, piuttosto che preoccuparsi di una presunta dipendenza..... CHE

DI CHI É DI COMPETENZA?

Saluti cordiali,
[#5]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Le indicazioni che ha ricevuto non sono assolutamente in contraddizione. Lo psichiatra le dice di limitare l'assunzione, il medico le dice di assumerlo per un periodo breve. Non mi pare che lo psichiatra le abbia detto il contrario del medico, ovvero che in pochi giorni sviluppa una dipendenza... Tra l'altro non sarebbe dipendenza ma semplice assuefazione.

Dr.Matteo Pacini
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