Dubbio tra coinvolgimento autentico e possibile manipolazione emotiva

Buongiorno, mi chiamo Elisa.

Qualche mese fa ho iniziato una relazione con un uomo, psichiatra e psicoterapeuta.
Fin dall’inizio tra noi si è creato un legame molto intenso.
Quando stavamo insieme mi sentivo vista, capita e al sicuro.
Trascorrevamo tempo di qualità e dormivamo spesso insieme; cercava costantemente il contatto fisico, abbracciandomi e tenendomi vicino durante la notte, rafforzando in me un forte senso di protezione e attaccamento.
Nonostante i suoi numerosi impegni lavorativi, trovava tempo per me ed era molto presente e affettuoso di persona, mentre nei messaggi appariva più distante, dicendo di non amare scrivere.
Io, che sono una persona insicura, esprimevo spesso il timore che fosse troppo bello per essere vero.
Lui mi rassicurava, dicendo che ciò che stavamo vivendo era reale e spontaneo.
A volte parlava della sua ex, una collega, descrivendo quella relazione come difficile e dicendo di essere stato lasciato; questo mi metteva a disagio, ma evitavo di fare domande per evitare un possibile confronto.
Prima di Natale ho chiesto chiarimenti sulla natura della nostra relazione.
Mi ha detto di non esserne convinto; quando ho proposto di chiudere, mi ha detto che non lo condivideva, mi ha baciata, mi ha chiesto di aspettarlo e mi ha detto che era fortunato ad avermi incontrata, continuando poi a comportarsi come prima.
Qualche tempo dopo ho ripreso l’argomento: mi ha detto di sentirsi incompleto, che gli mancava qualcosa e che avrebbe voluto continuare a vedermi come prima, aggiungendo che il coinvolgimento avrebbe potuto svanire nel tempo.
Mi ha detto addirittura che non avrebbe più ripreso l'argomento se non glielo avessi chiesto io.
Questo mi ha profondamente destabilizzata.
Ho deciso di chiudere, ma anche in quel momento lui è rimasto affettuoso, cercando il contatto fisico e dicendomi parole profonde su chi sono, lasciandomi molto confusa.
Subito dopo ha chiarito che quella relazione non era il posto in cui voleva fermarsi.
Io, con il cuore spezzato, gli ho detto che desideravo solo la sua felicità.
Lui ha risposto che sono matura e che forse un giorno potrebbe pentirsene.
D’istinto gli ho detto che lo avrei aspettato.
Mi ha detto che, se col tempo gli fossi mancata, forse se ne sarebbe reso conto.
Alla domanda sul perché avesse fatto tutto questo per me, ha risposto che gli sto simpatica, ferendomi profondamente.
Mi ha detto che non sparirà dalla mia vita e che potrò chiamarlo quando andrò in ospedale per un mio problema alimentare, visita che mi ha prenotato lui nel reparto dove lavora; è stato proprio lui a consigliarmelo per poi dirmi che forse non era necessario Ho deciso comunque di intraprendere questo percorso per me stessa.
Da quando la relazione è finita sto molto male: piango spesso, sento una forte mancanza e, nonostante il tentativo di prendere distanza, la sofferenza rimane intensa.
Mi chiedo se ci siano stati elementi di manipolazione emotiva, e non riesco più a distinguere cosa sia stato autentico e cosa no.
Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 611
Gentile utente,

Lei ci descrive unaa relazione tenera e affettuosa, dolce e rassicurante.
Quel che sembra mancare però è la passione.
Colpisce che in tutto il suo racconto non ci sia un solo cenno alla sessualità, nemmeno quando Lei parla del dormire assieme:
"cercava costantemente il contatto fisico, abbracciandomi e tenendomi vicino durante la notte". Oltre a questo c'era dell'intimità? Se sì, come andava?
Una sessualità funzionante rappresenta un fattore importante dell'attaccamento per gran parte delle persone adult.

"Mi chiedo se ci siano stati elementi di manipolazione emotiva, e non riesco più a distinguere cosa sia stato autentico e cosa no."
Potrebbe darsi che tutto sia stato autentico da entrambe le parti, ma in modo differente e non sufficientemente coinvolgente per l'altra persona. Del resto lui più volte è stato chiaro con lei riguardo ai propri sentimenti e progettualità, e sui limiti che essi avevano per lui in questa relazione.
Dal Suo racconto emergerebbe più una "affettuosa e importante amicizia" nella quale ci sta anche il prenotarLe la visita medica per i disturbi alimentari... (a questo punto possibile cambiare struttura).

Però noi abbiamo unicamente il Suo racconto, la Sua lettura e interpretazione degli eventi, il suo dolore.
A proposito di quest'ultimo, tenga conto che tale sentimento può rappresentare la prima fase dell'elaborazione del lutto, processo auspicabile e ineluttabile a fronte della conclusione di una relazione di qualsiasi tipo: amicizia, amore, infatuazione, ecc..

In conclusione sembrerebbe che la questione da Lei posta possa risiedere:
.nella discrepanza nelle aspettative,
.nella interpretazione dei segnali,
.nel disallineamento nei sentimenti.

Se desidera aggiunge qualche altro elemento utile, siamo qui.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/


👍🏻Il Dr. Capretto concorda con la risposta.

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Utente
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Buongiorno,
nel mio racconto non ho parlato della parte sessuale per pudore, ma l’intimità c’era ed era importante per entrambi. Il mio dubbio non riguarda la passione, ma la sua ambivalenza emotiva e la discrepanza tra i gesti affettuosi e le parole di distacco.
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Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 611
Gentile utente,
I gesti affettuosi possono afferire all'ambito dell'amicizia, dell'accudimento.
Quel che fa la differenza per essere una coppia romantica è lo scambio sessuale; per questo motivo meraviglia che lei ne parli assai assai poco.

Il grande Watzlawick osservò a suo tempo che entrambi i canali comunicativi -quello verbale e il non verbale, ossia gestuale- sono importanti, anzi essenziali per gli umani.
La differenza fondamentale che intercorre tra essi sta nel fatto che il linguaggio non verbale (quello dei gesti) è più intenso, ma anche più ambiguo; e dunque più facilmente sottoposto ad errori interpretativi da parte del ricevente: cioè chi riceve il messaggio: l'abbraccio, ecc.

Il linguaggio gestuale va disambiguato attraverso le parole.
Ciò tra voi è stato fatto, e le parole di lui hanno chiarito ripetutamente l'intenzione di lui contenuta nei propri gesti. Se lei rilegge il testo del suo consulto troverà molti episodi di chiarimento che lei ci racconta al riguardo.

Il resto ha a che fare con le libere interpretazioni, che -come tutte le interpretazioni e dunque attribuzioni di significati- possono entrarci ben poco con i fatti concreti.

NB: Noi specialisti non forniamo qui interpretazioni su terze persone.
Ci occupiamo unicamente di chi ci scrive e della situazione che presenta, come da Linee Guida del servizio

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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Utente
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La ringrazio per la risposta. Vorrei solo aggiungere alcuni elementi che forse non avevo spiegato con sufficiente chiarezza.
Prima che lui dicesse che non era il posto dove voleva stare , la sua posizione era diversa: (nella stessa giornata) quando gli ho detto che ero confusa ha insistito sul fatto che dovevamo parlarne subito, dicendomi che non potevamo far passare mesi sulla mia confusione e che non poteva stare con qualcuno confuso. Più volte mi ha chiesto perché avessi dubbi sulla relazione e mi ha rassicurata rispetto alle mie paure, invitandomi ad aprirmi e dimostrandomi con i fatti che ci teneva.
Sempre l’ultima volta che ci siamo visti mi ha anche detto chiaramente che non vedeva un’amicizia tra noi e che, se mi fossi messa con un’altra persona, secondo lui avrei fatto una scelta sbagliata e non avrebbe più voluto vedermi. In più occasioni aveva anche detto che eravamo stati fortunati a trovarci.
Per questo faccio fatica a interpretare tutto come semplice amicizia o accudimento. Capisco la teoria generale, ma nel mio caso specifico la dinamica mi è sembrata più articolata.
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Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.2k 611
.. e tuttavia il problema attuale è che la relazione è finita e che lei si trova a fare i conti con l'elaborazione di ciò.
Rimuginare sui comportamenti di lui può darsi non le serva.

Probabilmente una consulenza psicologica di persona in presenza le sarebbe più utile che non un consulto qui, a cui si aggiungere mano a mano dettagli sempre nuovi.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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