Fine relazione dopo 15 anni e una figlia

Ho 43 anni, dopo 15 anni e una figlia di 9 sono stato lasciato.
da circa sette mesi la mia ex manifestava dubbi sul nostro rapport.
prima dicendo che si setiva invisibile ai miei occhi, poi dicendo che aveva dubbi lei.
poi dicendo che stava bene con me ma non sentiva più l'netusiasmo di prima.
ma in tutti questi casi diceva che non stava valutando se lasciarmi e che mi amava.
inizio settembre per l mio compleanno mi ha scritto un biglietto dicendo di amarmi.
a ottobre mi ha detto che aveva dei dubbi che non poteva darmi certezze ma continuando a dire che i sentimenti nin erano in dscussione.
il giorno dopo mi chiama dicendo che voleva ridimensionare quello che mi aveva detto, che stava andando in terapia e che forse i problemi erano più suoi.
nel frattempo abbiamo prenotato per orima di natale un viaggio di 12 giorni con nostra figlia.
io sentivo che non andavano benissimo le cose ma in fondo continuavamo a vivere normalmente.
a novembre ancora io le dico che la amo e lei mi dice di amarmi.
abbiamo avuto amche rapporti in questi mesi.
a fine novembre abbiamo una discussione la mattina in cui mi diceh in questo periodo non avevo fatto nulla per lei e io le ho detto che rimanere in questo limbo senza pressarla per me fosse un gesto cmq d'amore.
la sera mi manda un messaggio dicendo che vuole solo tornare ad essere felice con me e ce la sta mettendo tutta.
e di non farmi pensieri negativi che non serve.
poi partiamo, stiamo bene.
tornati passa natale in cui le spesso mi manda messaggi con scritto amore come stai come va la giornata.
e poi i primi di gennaio mi dice che non mi ama più e che ci dobbiamo lasciare.
io le dico che forse avremmo potuto affrontare una terapia di coppia visto che non aveva mai voluto ma lei dice che è tardi e che ora pensa di essere covinta della sua scelta.
mi dice però di aspettare a parlare con nostra figlia e di stabilizzarci un po' prima.
nel frattempo, sebbene siamo praticamente separati in casa, spesso mi parla come nulla fosse, chiamandomi per sapere come sono andare alcune visite di salute (cosa che prima non sempre faceva) e cose così.
io non so che pensare.
non so se parlarle o se è inutile.
mi chiedo se non sembra che mentre io pensavo di affrontare una crisi, lei abbia maturato la separazione senza coinvolgermi e ora non ci sia più nulla da fare.
ho rpovato a riproporle la terapia di coppia ma è scettica per non dire che non vuole.
ma dopo 15 anni mi sembra assurdo prima di parlare con nostra figlia, non capire cosa sia successo e se c'è modo di provare ad avere uno spiraglio.
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
quando ci sono figli, a maggior ragione se ancora bambini, la terapia di coppia è indispensabile.
Le spiego perché.
Al contrario dell'idea banalizzante che ne hanno le coppie in crisi, la terapia di coppia non ha lo scopo di rimettere a tutti i costi insieme i due partner, come una specie di bacchetta magica o di colla miracolosa.
Gli scopi fondamentali della terapia di coppia sono due, e si producono spesso altri effetti, che qui ometto per brevità:
- riaprire un corretto canale di comunicazione tra i due partner:
- ricostruire la storia della loro relazione.
Entrambi questi elementi sono il minimo per garantire ai partner, qualunque decisione poi prendano, quella dose di serenità che permetta di guardare al futuro senza rancori e senza rimorsi.
Per i figli sono indispensabili perché altrimenti non capiranno perché la loro famiglia non esiste più, e peggio ancora non capiranno da quale genere di legame sono nati.
Nel suo caso, a tutto questo si potrebbero aggiungere altri elementi, ma preferisco fermarmi qui.
Nella vostra stessa città c'è un terapeuta molto valido e senza dubbio anche altri.
Legga con sua moglie questo consulto e la inviti a riflettere al bene vostro e di vostra figlia.
Buone cose.

Prof.ssa Anna Potenza
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Intanto la ringrazio infintamente per la sua risposta. Lei pensa che una terapia di coppia ora possa servire solo ad accompagnarci verso la separazione per nostra figlia o che sebbene lei abbia manifestato la convinzione di non essere innamorata, ci sia ancora modo di poter tenere in vita questa coppia, dal momento che una terapia di coppia non l'abbiamo mai affrontata? La ringrazio in anticipo per la disponibilità
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
sulla funzione della terapia di coppia ho espresso solo i dati certi, ossia quello che un professionista può fare per voi.
Tutto il resto è nelle intenzioni, nelle paure, nei desideri, nelle aspettative nuove o in quelle deluse dei due protagonisti, a noi fin qui ignoti.
Ci sono persone che grazie alla terapia di coppia si ritrovano, altre che confermano il proposito di lasciarsi, altre ancora che rimandano la decisione.
Noi psicologi possiamo fare in modo che questi processi non avvengano alla cieca, ma in maniera consapevole e palese; che non siano dominati dall'emozione del momento, ma affondino su una visione solida di sé, del proprio passato e del futuro che si desidera.
Per farle un esempio, può accadere che il partner che resisteva a oltranza alla separazione, al termine della terapia si accorga che quella è invece la soluzione migliore anche per sé e insista per condurla a termine.
Tutto questo è certamente noto anche all'attuale terapeuta di sua moglie, che potrà confermargliene l'utilità.
Auguri infiniti.

Prof.ssa Anna Potenza
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👍🏻Il Dr. Capretto concorda con la risposta.

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Utente
Utente
La ringrazio. Proverò ancora a far riflettere la mia ex compagna sulla possibilità di parlare insieme davanti una terapeuta, anche se mi pare difficile che non avendolo voluto fare prima, accetti di farlo ora. La sensazione che ho è che in questi mesi, sebbene mi confermasse di amarmi , sebbene prenotassimo viaggi e avessimo rapporti, lei si stesse preparando a chiudere questa storia, lasciandomi come attore completamente esterno alla cosa. E questo mi fa molto male. In primis perchè sono ancora innamorato e poi per nostra figlia. Sono dell'idea che vada fatto tutto per provare a salvaguardare un rapporto, ma vada fatto insieme, mentre lei lo ha fatto da sola. Adesso per me è difficile capire come ripartire, è davvero un momento duro. Grazie
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
già in un'altra email lei esprimeva il timore che sua moglie abbia riflettuto da sola sui propri sentimenti e sull'esito che intende dare alla vostra relazione.
Nel percorso interiore condotto da sua moglie, questo è inevitabile: da lei è nata la crisi, lei deve riflettere sulle conseguenze, con un processo mentale che non può più essere un "noi", ma diventa un "io".
So bene quanto questo sia straziante per il membro della coppia che sente ancora vivo il legame.
Per ora l'importante è capire che non si tratta di un rifiuto di lei che ci scrive, ma di un procedimento necessario perché sua moglie ritrovi sé, i suoi bisogni, i suoi desideri. In questa fase un certo egoismo è indispensabile.
Oltretutto sua moglie ha il supporto di un proprio psicologo, quindi il dialogo di riflessione e chiarimento avviene in quella sede.
Lei che ci scrive a quanto sembra non ha un confronto dello stesso genere, e questo le rende ancora più doloroso il distacco emotivo di sua moglie, che per lei è rimasta l'unica interlocutrice anche di questa crisi.
Questo paradosso, per cui si vorrebbe ancora come confidente del nostro dolore proprio la persona che lo sta provocando, rende più difficile affrontare la separazione, e impossibile vedere con distacco uno spiraglio di luce, una soluzione.
Proprio questo sta succedendo a lei che ci scrive, per cui mi sento di consigliarle anche un colloquio individuale con un* psicolog*.
La consulenza di coppia -meglio chiamarla consulenza che terapia, così anche sua moglie capirà che non si tratta di incollare i cocci per forza- è un gesto di onestà e di chiarezza per tutti, e di generosità verso chi viene lasciato. Per i figli, poi, questo è indispensabile.
In quest'ottica può dire a sua moglie che almeno un colloquio è dovuto, per rispetto del vostro passato e di chi resta tra le macerie di un progetto di vita interrotto; ma soprattutto per vostra figlia, che deve capire perché e come la sua famiglia non c'è più.
C'è una spiegazione che i partner tentano di dare ai figli, ma è la più pericolosa: "L'amore finisce". I figli, specie se bambini, non sanno nulla dell'amore di coppia: a loro arriva la notizia terribile che i genitori possono smettere di amare, e questo significa che loro stessi saranno preda del caso, possibili vittime di abbandono.
Credo, gentile utente, che da questa sede non si possa fare altro.
A mio avviso, come partner e come padre, lei ha diritto al chiarimento davanti a uno specialista, unico che possa, in poche o molte sedute, andare a fondo della causa del vostro distacco.
Un tempo in questi casi si chiedeva consiglio agli anziani della famiglia, a un sacerdote, al medico di famiglia; oggi queste figure sono raccolte e superate dallo specialista che ha studiato le relazioni umane.
L'unico errore, troppo diffuso, è credere di poter capire e risolvere da soli.
La lascio con l'augurio che lei trovi le parole per convincere sua moglie, magari cercandole assieme ad un suo psicologo. Nella sua città ce n'è uno molto bravo e sensibile.
Le auguro di affrontare al meglio questa difficile congiuntura della sua vita.

Prof.ssa Anna Potenza
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Bupnasera Dottoressa,
intanto la ringrazio ancora per la delicatezza e la disponibilità con cui ha speso delle parole relative alla mia situazione. Specifico che io sono già seguito da una terapeuta da diverso tempo, avevo interrotto, e poi ricominciato quando sono iniziati i problemi con mia moglie.
Abbiamo parlato in questi giorni con mia moglie , alla quale ho chiesto ancora la possibilità di una consulenza di coppia che lei ha rifiutato. Ha detto che sarebbe disposta a parlare con una psicologa solo relativamente al problema dell'affrontare la separazione con nostra figlia. Io a quel punto le ho chiesto , prima di fare certi passi che poi sono definitivi, come parlare con nostra figlia, se potesse prendersi , senza nutrire io speranze, almeno un secondo ancora di riflessione per essere sicuri della strada che ha deciso di intraprendere. Dopo un paio di giorni in cui ci sono stati dei gesti di affetto ( ma credo solo un residuo di affetto dovuto a tutti gli anni passati insieme ) mi ha mandato un messaggio in cui, pur confermando la sua decisione al momento, mi dice che crede sia giusto prendersi tutto il tempo per riflettere prima di compiere certi passi e mi ringrazia per il modo in cui sto affrontando la cosa, perchè non si sente giudicata. Ma di consulenza di coppia, non se ne parla. Ovviamente io sono nel caos più totale per questa ambivalenza. Spero di riuscire con l'aiuto della mia terapeuta ad avere la forza di superare questo momento delicato. Mi preme ancora ringraziarla per la sua gentilezza.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
sono contenta se ho potuto fare qualcosa.
Avverto la sua profonda tristezza e il suo sgomento davanti a quello che le appare come un baratro spalancato davanti a lei, a sua figlia, alla famiglia che avevate costruito.
Rifletta però, anche assieme alla sua terapeuta, che alcune crisi possono essere delle opportunità anziché delle perdite: se le cose sono arrivate al punto di rottura c'era per forza qualche guasto nell'intero meccanismo.
Mettiamo pure che fosse solo la sua compagna ad essere insofferente; questo si riverberava per forza sulla vostra relazione, sull'umore di entrambi, sulla vostra progettualità.
Quanto al fatto che la sua partner accetti la consulenza solo su come annunciare la separazione a vostra figlia, mi sembra un passo avanti. Faccia scegliere alla signora l* psicolog* e affrontate i colloqui con lui o lei con sincero impegno, senza aspettarvi la formuletta magica che in un solo incontro vi dia la risposta.
Auguri per tutto.

Prof.ssa Anna Potenza
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