Discalculia e insicurezza

Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni e per tutta la mia infanzia e adolescenza l'ho passata con ansia e insicurezza per via della mia DSA diagnosticata in 2 elementare.
Mi avevano persino affiancata un insegnante di sostegno per tutti gli anni scolastici.

Ciò che mi causa più insicurezza è la discalculia, ho sempre avuto difficoltà soprattutto ora che lavorando come cassiera (premetto che la cassa è automatica e mi dice lei il resto da dare) e il mio problema sorge quando per esempio i clienti mi pagano in monete (es centesimi che siano 20, 10 o 5) e quando sono tutti mischiati devo stare lì a contarle e il mio cervello comincia ad andare in tilt, non riesco più a capire nulla.
E inizio a sentirmi ridicola e stupida.
Oppure quando bisogna fare i versamenti dei contanti e non riesco contare le banconote fino a un tot di numero (per questo lo faccio sempre affiancato a un collega) ma mi fa stare molto molto male... più che altro perché molti clienti non mi aiutano e mi mettono in difficoltà.
Cosa posso fare?
Ho sempre paura di sbagliare, essere giudicata e rivelarmi ignorante.
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 175 10
Buongiorno,

da quanto emerge dal suo racconto, la difficoltà che descrive non sembra legata a una mancanza di capacità, ma al fatto che si trova in situazioni molto specifiche (numeri, monete, conteggi veloci) che attivano subito confusione e una forte tensione interna.

E si sente anche quanto questo la faccia stare male quando scrive che si sente ridicola o stupida , sembra proprio che quel momento alla cassa diventi qualcosa di più grande del semplice conteggio.

Per come lo descrive, sembrerebbe attivarsi un circolo abbastanza rapido:
difficoltà con i numeri tensione paura di sbagliare e di essere giudicata ancora più confusione.

Un primo piccolo spostamento possibile è questo: provare, piano piano, a distinguere tra difficoltà specifica e valore personale. La discalculia riguarda alcune operazioni con i numeri, ma non dice nulla su chi è lei. E questo è fondamentale che non lo dimentichi mai.

Sul piano pratico, in quei momenti in cui va in tilt , può aiutare avere una specie di ancora stabile:
- rallentare volontariamente, anche se c’è fila (qualche secondo in più non definisce la sua competenza)
- separare le monete per tipo prima di contarle
- seguire sempre la stessa sequenza (prima i 50, poi i 20, poi i 10 )

Sono piccoli accorgimenti, ma danno al cervello un punto fermo quando tutto sembra confuso.

C’è anche un piccolo paradosso che può essere utile tenere a mente: più cerca di non sbagliare e di fare tutto perfettamente davanti agli altri, più aumenta la pressione e più il cervello si blocca. A volte concedersi internamente posso prendermi il mio tempo aiuta proprio a sbloccare la situazione.

E per quanto riguarda i clienti purtroppo non sempre aiutano, ma questo non significa che lei stia facendo male il suo lavoro. Sta gestendo una difficoltà reale in un contesto che richiede velocità, e non è poco.

Se sente che questa cosa la fa soffrire molto (e dal suo racconto sembra proprio così), potrebbe essere utile anche uno spazio di confronto per lavorare su come affrontare questi momenti con meno peso addosso.

Intanto, una cosa sembra già chiara: non è incapace , è una persona che sta cercando di fare bene nonostante una difficoltà specifica. E questo ha già un valore importante. Sii fiera di sé stessa.

Un caro saluto

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941

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