Stiamo molto bene insieme ma non abbiamo ancora un'etichetta

Cinque mesi fa ho conosciuto questo ragazzo.
Lui si era lasciato da qualche settimana dopo una relazione tossica durata 6 mesi.
A lui questa relazione lo ha segnato molto, era stato tradito, trattato male...
Io quando l'ho conosciuto non cercavo nulla, ero molto in pace con me stessa in termini relazionali, ma comunque mi era simpatico e quindi ci siamo accordati per una "scopamicizia", una cosa leggera così per divertirsi a tempo perso.
I primi due mesi stavano andando bene, molto leggera, ci si vedeva, si scherzava e poi ognuno tornava alle proprie vite.
Io sentivo però che in me stava nascendo un micro sentimento per lui.
I mesi passano e a gennaio io scopro che nel mentre lui si stava sentendo con molte ragazze, e aveva avuto anche un'avventura.
Io quando lo scopro ci rimango un po' male perché pensavo che quel mio sentimento fosse anche un minimo ricambiato.
Gli confesso che lui mi piace e lui mi dice che pensava ancora alla ex, ma che comunque gli piacevo.
Ho continuato la cosa perché ormai lui mi piaceva e per me era meglio averlo solo un po' piuttosto che nulla.
Le cose continuano ad andare avanti e noi ci avviciniamo sempre di più e stiamo molto bene insieme.
Io verso fine febbraio volevo fargli il discorso "cosa siamo", ma scopro che lui nel mentre aveva tinder, e quindi mi do ormai per vinta ed evito tutto.
Continuo la "frequentazione" perché ormai ci ero dentro con tutte le scarpe e non avevo intenzione di smettere di provarci.
Nell'ultimo mese le cose sono andate solo a migliorare, ci vediamo ogni giorno, dormiamo spesso insieme, abbracciati, teniamo mano per mano.
Settimana scorsa siamo stati a Venezia insieme e abbiamo passato una bellissima giornata insieme.
La mattina ogni volta che ci svegliamo lui dice "posticipa la sveglia", io lo faccio, e entrambi ci giriamo in sincro e ci abbracciamo, e rimaniamo così per 10 minuti, senza dire una parola, poi ci svegliamo e ci riempiamo di baci.
Abbiamo anche comprato dei biglietti per un concerto tra mesi (dando per scontato che la cosa a giugno continuerà ancora).
Abbiamo accordato di essere esclusivi (ha cancellato da tempo tinder).

Quando siamo lontani però non mi scrive quasi mai, su whatsapp ad esempio sono sempre io che comincio le conversazioni e lui risponde sempre dopo.
Non è un gran messaggiatore eh, però 2 minuti per rispondermi li trovi.
Ora contestualizzo: lui è una persona molto particolare con diversi problemi (adhd, dislessia) è stato depresso ecc, non una persona facile, ha avuto carenze affettive da parte dei genitori da piccolo.
Io cerco sempre di farlo stare bene, e lui infatti con me sta bene.
Il mio dubbio più grande è sapere se gli piaccio davvero o sono davvero solo un passatempo (ci vediamo molto spesso), e perché non ufficializzare la cosa.
Se fosse ufficiale a me nemmeno importerebbe del fatto che non mi risponde, ma dato che nel concreto non siamo nulla sono sempre in ansia che chissà cosa potrebbe star facendo.
Come dovrei vederla?
Troncarla e continuare?
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5.1k 208
Gentile utente,
lei si è venuta a trovare nella situazione che spesso coinvolge le donne quando scelgono una relazione sessuale non preceduta da un coinvolgimento affettivo.
Ci sono molti studi che considerano differente la sessualità femminile da quella maschile e anche i relativi processi di attaccamento. Anche nella visione popolare gli uomini sono considerati quelli che "vogliono una cosa sola", che traggono piacere, o almeno appagamento, anche da un singolo incontro sessuale con sconosciute (altrimenti non sarebbe così diffusa, da sempre, la prostituzione femminile), che passano dall'una all'altra e rifuggono dai legami.
Le donne al contrario desiderano essere apprezzate, sentirsi al centro dell'attenzione del partner, avere e concedere l'esclusiva della propria sessualità, e cercano legami costruiti sul "per sempre".
Queste differenze si spiegano mediante i ruoli dispari nell'ambito riproduttivo: un uomo per fare un figlio impiega il tempo di un incontro sessuale, una donna ci aggiunge i nove mesi della gestazione, più gli anni di accudimento perché il figlio diventi autonomo. Nulla di strano dunque che scelga un partner affidabile, stabile, geneticamente soddisfacente.
La natura quindi sembra aver disposto un trascorrere di fiore in fiore per gli uomini, perché fecondino quante più donne possibile, e una scelta oculata e poi un legarsi al partner per le donne, perché siano supportate durante il lungo periodo riproduttivo e nella crescita dei figli.
Ovviamente per gli esseri umani alla natura si affianca la cultura, ossia le consuetudini sociali che sono storicamente mutevoli, per cui oggi troviamo uomini che desiderano disperatamente rapporti stabili, e donne che al contrario non sanno che farsene, perché si mantengono da sole, non hanno bisogno di un marito se vogliono un figlio, e spesso non hanno proprio nessun desiderio di avere figli.
Di qui la disinvoltura degli incontri sessuali odierni, incoraggiata dalla pillola contraccettiva e dall'aborto, ma anche l'equivoco in cui si trovano molti, più spesso donne, ma anche uomini, che scoprono a discapito dei propri sentimenti che il sesso da loro voluto non era solo il contatto di due epidermidi.
Gli addetti ai lavori sanno, anche in termini di neuroscienze, che alla sessualità si accompagna lo sviluppo di neurormoni che determinano attaccamento (l'ossitocina, ma non solo) e che uno dei due partner può trovarsi dolorosamente coinvolto in un sentimento che l'altro non condivide.
Se rilegge la sua email, il crescente attaccamento è proprio ciò che è capitato a lei. Da "una cosa leggera così per divertirsi a tempo perso" in lei è nato "un micro sentimento per lui". Ne segue il dispiacere quando scopre che questo sentimento, che per lei comporta l'esclusiva, non è ricambiato negli stessi termini, e di seguito erompe un classico femminile: "Ho continuato la cosa perché ormai lui mi piaceva e per me era meglio averlo solo un po' piuttosto che nulla".
Ossia, da disinvolta conquistatrice, la donna si trasforma in vittima del proprio attaccamento; e al giorno d'oggi può anche considerare colpevole il narcisista seduttore, ma molto più spesso la vera colpevole è lei stessa. Al momento di chiedere a lui "cosa siamo", lei scopre che il momento giusto è passato; e si accorge di esserci "dentro con tutte le scarpe".
Malgrado i segnali di vicinanza e di affetto del partner, a questo punto lei vive la relazione con ansia più che con piacere, fino alla finale, patetica riflessione di molte donne che hanno dato troppo senza la giusta cautela: "Il mio dubbio più grande è sapere se gli piaccio davvero o sono davvero solo un passatempo".
In genere, questo va stabilito prima.
Di qui tutte le sue ansie sui messaggi senza risposta; di qui la domanda non coerente col sentimento che si è ormai radicato: "Troncarla o continuare?"
Ma avere il coraggio di amare, ed eventualmente soffrire per un amore non ricambiato, è proprio impossibile al giorno d'oggi? Si preferisce una parvenza di "divertimento alla leggera", che è poi quasi sempre un boomerang, come tutti vediamo?
Allo stesso titolo, trattenersi qualche settimana per non fare di un incontro una scopamicizia, in modo da favorire la nascita e l'espressione dei sentimenti e la creazione di un legame definito, ossia l'etichetta che adesso vorrebbe, non le era proprio possibile?
Fra le numerose lettere che ci pervengono ce n'è di uomini disperati perché non riescono ad amare le loro ragazze, le quali "si sono concesse" troppo facilmente.
Noti che quest'espressione arcaica non è mia, ma dei ventenni che ci scrivono.
Rifletta su tutto questo, e se crede ci dica le sue conclusioni.

Prof.ssa Anna Potenza
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Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com

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