Utente 164XXX
salve dottore le scrivo per conto di mio figlio che oggi ha 17 anni...le spiego brevemente il problema...lui ha iniziato a parlare ad un anno e mezzo circa e fin quì nessun problema, parlava bene e veloce...raggiunta l'età di 3 anni ha iniziato a bloccarsi nel pronunciare alcune parole, sembrava quasi avesse difficoltà nel pronunciare le prime lettere... tutto questo però si alternava a periodi in cui sembrava tutto apposto e questa difficoltà ricompariva solo raramente...arrivato all'età di 7 anni invece il problema si è riproposto e con una maggiore intensità...il medico di famiglia più volte consultato aveva sempre detto di lasciar stare perchè tutto sarebbe scomparso con il raggiungimento della maggiore età...in questi anni inoltre, in occasione di una visita odontoiatrica, mi è stato consigliato di portarlo da un locopedista e dopo alcune sedute la dottoressa mi disse che il ragazzo avrebbe risolto tutto con il tempo da solo e di non insistere nel cercare una soluzione anche perchè mio figlio non lo avvertiva come un problema rifiutandosi più volte di sottoporsi a determinate visite mediche...da qualche tempo invece un giorno piangendo mi ha confidato che si sente in imbarazzo a parlare con gli altri, e si sta chiudendo sempre di più rimanendo solo in casa, chattando con il pc e la cosa sta peggiorando...è diventato anche più nervoso e alcuni professori in occasione dei colloqui mi hanno fatto presente il problema di questa sua difficoltà a parlare correttamente che comunque non pregiudica voti in quanto è un ragazzo intelligente che studia e segue assiduamente...non ha mai avuto malattie importanti tranne un otite all'età di 6 anni...un altra cosa...quando a volte decide di fare una passeggiata ed uscire per passare un pò di tempo fuori casa lo fa con ragazzi che sono cresciuti con lui e lo conoscono bene e con i quali non si sente giudicato...aspetto una vostra risposta al più presto e la ringrazio in anticipo...

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Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Signore,
ritengo sia importante affrontare una volta per tutte il disturbo di suo figlio, associando eventualmente agli incontri con il logopedista alcuni colloqui psicologici per aiutarlo a superare il suo comprensibile disagio.
Convincetelo per il suo bene: ormai è grande e sempre di più si troverà in contesti in cui le persone non lo conoscono e queste sue difficoltà rischiano di generare ulteriori e più complessi disturbi di tipo psicologico.

Saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
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[#2]  
Dr.ssa Cristina Merolla

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Gentile signore,
ora è arrivato il momento per suo figlio di comprendere la natura e l'origine del problema. C'è da dire che il disagio negli anni è aumentato da un lato e dall'altro le diverse visite hanno scoraggiato il ragazzo, in quanto non hanno risolto il problema, creandogli non pochi disagi. Oggi, suo figlio, è arrivato ad ammettere a se stesso il disagio e a trovare in lei un padre accogliente, con cui confidarsi. Credo che il prossimo passo sia vicino; intendo un percorso psicoterapeutico che possa aiutarlo a trovarne la causa. Lei continui a stargli vicino e insieme informarvi sul territorio circa i terapeuti che si occupano di adolescenti e giovani adulti.
In bocca a lupo ad entrambi.
Se ha piacere può riscrivermi, facendomi sapere come va!
Dr.ssa Cristina Merolla
psicologa
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[#3] dopo  
Utente 164XXX

Salve dottoressa...vorrei seguire il suo consiglio ma non so come affrontare la questione con mio figlio...a parer suo è più opportuno aspettare che sia lui a riparlarmane o è il caso che questa volta sia io a prendere il discorso?
in attesa si una sua risposta la ringrazio in anticipo per la disponibilità...
A risentirla

[#4]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Signora,
secondo me tocca a Lei che è la madre intavolare il discorso e fare la proposta a suo figlio. Non deve essere una forzatura, ma un'opportunità che da genitori gli offrite, avendo colto il suo disagio.
Se non sa come iniziare, potrebbe anche fargli leggere questa sua richiesta di consulto a riprova della vostra volontà di stargli vicino ed aiutarlo.

Auguri!
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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Dr.ssa Simona Muzzetta

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Gentile signora,
dica a suo figlio ciò che ha scritto a noi, la sua preoccupazione e il suo desiderio di rivederlo felice e appagato.
La balbuzie è un disturbo che si può affrontare sia con l'ausilio di una logopedia, sia con un sostegno psicoterapeutico.
Le auguro buona fortuna
Simona Muzzetta
Dr.ssa Simona Muzzetta
Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Riceve a Milano e Sesto San Giovanni

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Dr.ssa Valeria Randone

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Logopedia e psicoterapia sono le due strade combinate e simultanee, parlare con chiarezza ed amore a suo figlio, aiuterà sia voi genitori, che vostro figlio nell'affrontare prima e risolvere dopo il suo disagio.
Cari saluti
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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