Utente
Salve
sono una ragazza di 20 anni alta 1,70 circa che oscilla dai 48 ai 50 Kg mediamente.
Sinceramente non sapevo in quale branca della medicina inserire questo mio consulto, quindi spero di avere selezionato il settore più idoneo. :)
Ultimamente mi è capitata l'occasione di stravolgere il mio orologio biologico, in quanto mi sono diplomata e sto cercando lavoro. Non avendo ancora un impiego nè qualcosa che mi impegna giornalmente -purtroppo- mi ritrovo a fare molto tardi la notte (non vado mai a dormire prima delle 2) e di conseguenza a svegliarmi nelle prime ore del pomeriggio.
Non riesco a capire se le cose che mi stanno succedendo ultimamente siano o meno legate allo stravolgimento del mio orologio biologico:

- Nonostante abbia sonno dopo una cert'ora, non voglio andare a letto. Non è che non vado a letto perché so che non mi addormenterei, ecc.. proprio non ho intenzione di andarci, non mi va! Credo che non mi vada perché questo lo trovo un momento della giornata che reputo un po' degradante: mi fa sentire sola e a volte non so perché ma è come se non volessi che arrivasse il giorno dopo. Inoltre un altro motivo per il quale non voglio andare a letto talvolta è per via del fatto che mi viene un po' di paura; totalmente infondata e irrazionale, direi. Insomma, non mi pare che a 20 anni si possa ancora avere paura dell'uomo nero, o no?

- Quando mi sveglio, che siano le 7 del mattino o le 2 del pomeriggio, ho sonno uguale! Ho sempre e comunque sonno. Per assurdo, nonostante non voglia andare a dormire la sera, al mattino non mi sveglierei mai! E' un sonno insostenibile!

- Negli ultimissimi giorni (quindi più di recente) accuso una certa fame fuori pasto. Fame di cose ricercate, tra l'altro. Di alimenti che puntualmente non ho in casa.
Generalmente io faccio 2 pasti al giorno più una piccola merenda verso le 16/17. Adesso specialmente dopo cena mi viene una gran fame! Inoltre alcuni alimenti non mi pare che abbiano lo stesso sapore che hanno sempre avuto. E' una cosa che ho riscontrato solo con dei biscotti (che mangio da anni) e dei cereali (che anch'essi prendo da molto tempo); essendo solo 2 gli alimenti che mi paiono avere un sapore diverso dal solito, magari si tratta di un caso! Però ho comunque preferito dirlo. Li mangio entrambi per colazione e mi pare che abbiano un sapore cattivo. Magari sono solo un po' "vecchi", non saprei.

Ringrazio anticipatamente e spero ancora di non aver sbagliato la sezione dove inserire il mio consulto. :)

[#1]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile ragazza,

sarebbe il caso di cercare di regolare il ritmo sonno-veglia, anche con la finalità di cercare lavoro (se ti svegli alle 14 difficilmente potrai avere il tempo e il modo di candidarti a offerte di lavoro o fare dei colloqui di selezione). Accanto all'igiene del sonno e alle sue regole, ti consiglierei di parlarne col medico di base.

Cambiamenti importanti nel ciclo di vita, come passare dalla condizione di studente a quella di lavoratore sono sempre stressanti e ci vuole tempo per assestarsi.

Come stai in generale in questo periodo? Ti sta rattristando l'idea di essere inoccupata e di non avere impegni durante la giornata?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Ragazza,
ritengo che con il medico di famiglia dovresti anche parlare della tua alimentazione, che da quanto descrivi non mi pare del tutto adeguata: due soli pasti e una merenda sono un po' poco e, probabilmente, vista la tua altezza dovresti metter su qualche kg.
Una volta regolarizzati ritmo sonno/veglia e alimentazione, potrai valutare se permangono o no disagi dal punto di vista psicologico e agire di conseguenza.

Saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#3] dopo  
Utente
Ringrazio entrambe le dottoresse per la loro risposta, anzitutto.
Da quando ho finito la scuola (che per me è stata a dir poco tediante) confesso che più che sentirmi liberata mi sono sentita cogliere da una sensazione di disorientamento. Avevo paura di non sapere cosa fare della mia vita e ho anche tentato un ingresso all'università per il quale non sono stata selezionata. E' stato un periodo un po' travagliato perché fondamentalmente non avendo un'aspirazione professionale di alcun genere, mi sono ritrovata con le mani in mano; i miei amici parevano invece avere il pieno controllo professionale e formativo della loro vita. Mi sono sentita un po' la mela marcia della situazione.
In sostanza sì, non è stato un periodo facile per me, ma devo confessare che ultimamente ho avuto modo di fare un po' di chiarezza dentro di me, quindi spererei di sentirmi un po' più su di corda prossimamente.
Avendo un po' di tendenza al sentirmi ansiosa la mia dottoressa mi ha fatto prendere per una 20ina di giorni per 3 volte al giorno 30 gocce di un medicinale omeopatico (le avevo chiesto specificatamente di non somministrarmi nulla di pesante; un po' perché non mi piace assumere medicinali e un po' perché prendendo la pillola anticoncezionale, quindi il potere contraccettivo potrebbe perdere di efficacia) che si chiamava "L qualcosa"... tipo "L e un numero". E' stato un mese fa, comunque. Mi sentivo oggettivamente più tranquilla, anche se l'effetto non era troppo evidente e trattandosi di un medicinale omeopatico mi sembra anche normale che non comporti dei cambiamenti drastici, diciamo.

[#4]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Il disorientamento è più cge comprensibile: il passaggio dalla condizione di studentessa a quello di lavoratrice (o che sta per affacciarsi al mondo del lavoro) è comunque un momento stressante e prevede inevitabilmente il cambiamento di ruolo, nonchè la perdita di un ruolo definito, anche se non soddisfacente (studentessa) ad un altro non ben definito, per il momento.

Potresti rivolgerti a uno psicologo per capire come orientarti, che cosa ti piace fare e che cosa vuoi fare del tuo futuro.

Ci sono servizi della Provincia di orientamento che prevedono colloqui gratuiti con gli psicologi. Pensaci.

Saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
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[#5] dopo  
Utente
Sono andata dalla psicologa per 5 anni, mi pare; ho smesso da un paio d'anni. Nonostante sia la prima a riconoscere che mi è stata di grande aiuto, mi ero stancata di andarci anche perché non mi sentivo molto "affine" con lei; quindi ho deciso di sospendere. Nonostante mi abbia aiutato molto! Ho dovuto sospendere anche per motivazioni finanziarie, ma potrei pensare ad un colloquio gratuito presso determinate strutture come ha consigliato la Dottoressa Angela. ;)

[#6]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Non so che tipo di terapia tu abbia seguito, né quali erano stati gli obiettivi e quali i risultati raggiunti, però si tratta di molto tempo fa: quando hai iniziato eri poco più che bambina e probabilmente ti ci portavano i tuoi genitori.
Ora potresti scegliere tu con maggior consapevolezza di "lavorare" insieme ad uno specialista per capire bene cosa vorresti fare nella tua vita, partendo magari dal cercare di rinforzare un po' la tua autostima.

Saluti.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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[#7]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Per quale motivo sei stata seguita?
Era una tua iniziativa o ti ci hanno "mandata" i tuoi?

Dal momento che ci dici questo penso che il lavoro non sia per nulla terminato:

"lo trovo un momento della giornata che reputo un po' degradante: mi fa sentire sola e a volte non so perché ma è come se non volessi che arrivasse il giorno dopo".

Tornando alla tua domanda iniziale: siamo tutti fisiologiamente legati ai ritmi circadiani (alternanza naturale luce-buio) e il sonno sopraggiunge di conseguenza.
Adottare degli orari che si distanziano eccessivamente da quello che sarebbe il sonno naturale è dannoso, e ad es. le persone che lavorano di notte o che fanno i turni sviluppano parecchi sintomi e anche patologie fisiche a causa dello stravolgimento dei ritmi naturali.
Non è sicuramente lo stesso dormire dalle 23 alle 7 piuttosto che dalle 2 alle 10.

Il fatto che di giorno tu abbia una continua sonnolenza può essere dovuto a più di un motivo e potrebbe dipendere sia dai ritmi "sballati" sia da un quadro depressivo di fondo (che provoca ipersonnia).

Per tutti questo motivi, come ti ha suggerito la d.ssa Scalco, è il caso che tu pensi a chiedere nuovamente un aiuto, questa volta probabilmente in maniera più consapevole e motivata rispetto a quando eri una ragazzina.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#8] dopo  
Utente
Diciamo che tutto è cominciato quando mia madre mi ha semplicemente chiesto se mi sarebbe potuto interessare avere un piccolo sostegno psicologico durante l'adolescenza; io accettai, così mi ha mandata dalla psicologa.
In realtà lei me lo chiese anche perché sapeva di essere fisicamente poco presente e perché era perfettamente a conoscenza del conflitto irrisolto con mio padre, oltre ad una forte chiusura emozionale accusata in seguito la morte di mio nonno quando avevo 5 anni.
Grazie alla psicologa ho avuto modo di aprirmi di più con gli altri e con me stessa; mi ha aiutata a conciliare il rapporto con mio padre (che adesso è buono) e abbiamo sempre lavorato molto per stabilire la linea che separa la finzione dalla realtà. Diciamo che la visione reale della vita non è esattamente il mio forte fin da quando sono piccola (la trovo davvero deprimente); posso dire di essere una persona un po' sognatrice, sempre con la testa tra le nuvole. La psicologa l'aveva capito, così ci siamo messe a lavorare su questo problema. Questo è l'unico "disagio" di me al quale nè io nè lei siamo riuscite a venire a capo.
Alla fine poi mi sono stancata della terapia perché secondo me la psicologa aveva un carattere un po' troppo "buonista" per i miei gusti. Mi infastidiva che la maggior parte delle cose che le dicevo venivano irrimediabilmente sottoposte alla sua rivisitazione, che consisteva sostanzialmente nel farmi rendere conto che le cose non erano come le immaginavo io. Aveva ragione a correggermi talvolta, ma non in continuazione!
Sarà perché sono cresciuta in una famiglia che mi ha dato molta libertà sia fisica che di pensiero e di parola, però trovavo che l'approccio che la psicologa utilizzava con me fosse davvero troppo stereotipato: quello è giusto e questo no. Non si poteva nemmeno fare delle battute! Era una donna dolcissima, per carità.. le ho voluto bene! Ma il suo approccio terapeutico non credo fosse affine al mio carattere. Inoltre erano subentrate anche complicanze economiche, quindi alla fine smisi.
Mi piacerebbe tornare da uno psicologo, ma non lei, probabilmente.

[#9]  
Dr.ssa Paola Scalco

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Bene: ora hai più strumenti per cercare e decidere.
Può essere una buona scelta quella di trovare un nuovo professionista con cui iniziare un nuovo "cammino".
L'importante è che non trascuri questa nuova motivazione a prenderti cura di te stessa.

Molti auguri.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
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[#10]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> Da quando ho finito la scuola (che per me è stata a dir poco tediante) confesso che più che sentirmi liberata mi sono sentita cogliere da una sensazione di disorientamento.
>>>

Sì, questo ogni tanto succede ai ragazzi. Si finisce un periodo difficile, con tanto di rito di passaggio (l'esame di Stato) e poi? Che si fa? Tanta fatica... per cosa?

Nel tuo caso però sembra rivelatrice la sottolineatura della scuola come tediante, che però paradossalmente causa disorientamento al suo termine. Così come, apparentemente allo stesso modo, non vuoi andare a letto ma poi non ti alzeresti mai. Sembra trattarsi di un tratto un po' rigido e preoccupato (ossessivo) nell'affrontare le cose di tutti i giorni. Perciò, se tu stessa ti reputi una persona ansiosa, faresti bene stavolta a rivolgerti a uno psicologo psicoterapeuta che utilizzi un approccio adatto all'ansia, come uno strategico o comportamentale.

Puoi informarti di più leggendo qui:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-la-psicoterapia-che-cos-e-e-come-funziona.html

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#11]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Al momento quindi cosa stai facendo?
Come passi le giornate?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#12] dopo  
Utente
Ringrazio il Dottor Santonocito dei preziosi consigli. :)
Al momento passo le mie giornate ad iscrivermi in tutte le agenzie del lavoro che conosco e a portare curriculum di qua e di là. Al martedì faccio la music academy, una scuola di musica. Purtroppo mi impegna solo un giorno a settimana dalle 18 alle 22..

[#13]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Anche se per il momento non hai impegni lavorativi è importante che tu cerchi di alzarti lo stesso al mattino e di non restare a letto finchè capita.

Fissare un'orario preciso per alzarti e rispettarlo sempre e comunque è la prima mossa da fare per riscrivere la tua tabella di marcia, perchè di conseguenza avrai più sonno la sera e riuscirai (anche se magari non immediatamente) a dormire prima rispetto ad ora.

Potresti inoltre prendere almeno transitoriamente altri impegni, dal volontariato alla palestra, per mantenerti attiva e uscire di casa.

Ovviamente questo non ti sarà sufficiente e per cambiare i pensieri e gli atteggiamenti che hai sviluppato riguardo al sonno (e non solo) ti serve un aiuto esterno.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#14] dopo  
Utente
Ho capito. Tenterò di tenermi impegnata finché non troverò lavoro, e magari mi informerò sull'opportunità di seguire delle sedute gratuitamente. :)
Grazie molte a tutti!

[#15]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Grazie a te per averci scritto, se vuoi facci avere tue notizie!
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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