Trauma per tradimento dei genitori

Egregi Dottori,
sono una ragazza di 27 anni, vi scrivo per un consulto su come aiutare il mio partner, con il quale sono legata da una relazione profonda che dura da 10 anni.
Ho sempre pensato che non ci fossero segreti tra di noi, invece ieri mi ha confidato che suo padre ha tradito sua madre quando lui aveva circa dieci anni e questo trauma non lo ha mai realmente abbandonato.
Ho sempre saputo che non provasse stima per lui, ma pensavo fosse solo per un fatto di difficoltà di rapporto dovuto ai loro caratteri molto diversi e a quella rivalità che è presente tra alcuni padri e i propri figli, nei confronti della madre. Infatti mi aveva sempre detto che non era mai stato trattato con tenerezza dal padre, severo e secondo lui geloso del bel rapporto che ha sempre avuto con la madre.
Preciso che questo tradimento, che lui ha palesemente scoperto da un litigio dei suoi genitori (scaturito dopo che l’amante aveva chiamato a casa per raccontare tutto alla madre del mio ragazzo, per ripicca, in quanto il padre l’aveva lasciata) è stato perdonato e i genitori sono rimasti insieme (anzi poi, a detta del mio ragazzo, il padre è migliorato, comportandosi in modo diverso anche con il secondo figlio, che era appena nato).
Il mio fidanzato invece, dopo un periodo in cui dice di non averci più pensato molto (cioè fino a quando ha iniziato la sua storia con me), ha rielaborato questo ricordo e tuttora (ha 29 anni) sente del rancore verso di lui e soprattutto continua a confrontarsi con la figura del padre perché, dice, ha paura di trovare in sé qualche somiglianza con lui, cosa che detesterebbe.
In famiglia questo fatto è rimasto una sorta di tabù, lui ne ha parlato solo con sua madre, poco dopo che era successo e nel suo ragionamento di bambino arrivò a dirle di lasciare il padre, che le aveva fatto del male; lei però le rispose che non era così semplice e tutto finì lì. Dopo di questo lo confidò ad una psicoterapeuta qualche anno fa, dalla quale andò volontariamente, in un periodo in cui si sentiva giù, e ora lo ha detto anche a me, dopo avermelo nascosto per anni, per paura che la mia stima nei confronti di suo padre potesse mutare (negli ultimi tempi mi sono legata molto a suo padre, cercando forse in lui la figura maschile che è mancata con la scomparsa di mio padre) e credo anche per una sorta di vergogna che prova per questo gesto. Mi sembra infatti di capire che, al di là del disprezzo, tenda in un certo senso a sentirsi in parte responsabile per quello che è accaduto, almeno, io ho interpretato così questa sua reticenza sull’argomento.
C’è da dire che, più che una vera e propria ossessione, questo ricordo affiora nei momenti particolarmente bui, come questo, nel quale non sta svolgendo attività lavorative, cosa che ovviamente lo porta a demoralizzarsi. Vorrei comunque sapere se c’è un modo per aiutarlo a liberarsi totalmente di questo peso, che in alcuni momenti lo affligge e lo spaventa sul futuro, in quanto, dice, teme di fare gli stessi errori di suo padre, avendo in qualche modo ereditato le sue debolezze (anche per questo è preoccupato quando trova in sé delle somiglianze con suo padre).
Io gl’ho detto che secondo me dovrebbe cercare di perdonare definitivamente suo padre, perché mi sembra che questo sia il nocciolo del problema, può essere così? È difficile anche per me pensare a suo padre come un traditore e fingere che non sia successo, però, se lo ha perdonato sua moglie, non vedo perché non dovremmo passare oltre anche noi.
Allo stesso tempo mi sento anch’io un po’ confusa da queste idee che si fa il mio fidanzato, non credo che il tradimento sia ereditario, o comunque, anche se si tramandasse una certa istintività a questo gesto, penso che tocchi poi al cervello bloccarla; ognuno di noi decide quello che vuole fare quando si trova nella situazione, le cose non succedono per fatalità, o sbaglio? Detto questo, può essere un ragionamento comune per una persona che ha vissuto il tradimento del padre da bambino, avere timore di assomigliargli, o devo preoccuparmi che questa sua insicurezza derivi invece da una confusione dei sentimenti che prova nei miei confronti?
Mi scuso per essermi dilungata ma volevo spiegare bene la situazione.
Vi ringrazio per l’attenzione che mi dedicherete.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"teme di fare gli stessi errori di suo padre, avendo in qualche modo ereditato le sue debolezze "

Gentile Utente,

il tradimento non è ereditario. E' vero che il modello genitoriale che abbiamo avuto davanti a noi è importantissimo per aiutarci a sviluppare le nostre idee e le nostre convinzioni.
Ma è anche vero che non accade sempre di ripetere la sequenza di errori visti. Se così fosse non avremmo il libero arbitrio.
Invece a me pare nel caso specifico che il Suo fidanzato sia estremamente consapevole di ciò che è accaduto e delle conseguenze, ovvero del dolore che ha provocato alla mamma (il suo primo oggetto d'amore e che il figlio tende ovviamente a "proteggere") e il fatto che la famiglia potesse in qualche maniera essere minacciata.

Però conocrdo con Lei sul fatto che il Suo fidanzato dovrebbe perdonare il papà e prendere le distanze da un evento che riguarda i genitori e le loro dinamiche e relazione.

Visto che sono passati diversi anni un aiuto psicologico potrebbe essere utile.

Quanto al fatto che il problema sia emerso quando è iniziata la storia con Lei, può avere un senso: forse, nel ritrovarsi all'interno di una coppia stabile, sta guardando le sue responsabilità e questo lo fa riflettere e arrabbiare col papà.

Saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dottoressa,
la ringrazio molto per avermi risposto, oltretutto così prontamente!
Le sue parole mi sono state di aiuto per capire meglio la situazione, grazie ancora.
Cordiali saluti
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Cara utente,

vorrei farle notare la "coincidenza" temporale fra questi eventi:

"negli ultimi tempi mi sono legata molto a suo padre, cercando forse in lui la figura maschile che è mancata con la scomparsa di mio padre"

"ieri mi ha confidato che suo padre ha tradito sua madre".

Secondo me il suo fidanzato non riesce a capacitarsi di come un uomo fedigrafo venga non solo perdonato dalla moglie, ma ottenga perfino che la sua fidanzata gli si avvicini prendendolo a riferimento.
Considerando la normale competizione per l'affetto del genitore di sesso opposto al proprio, infatti, per un bambino può essere incomprensibile che questi perdoni il partner e continui a stare con lui anche quando ne è stato ferito.
Detto in parole povere, come può il bambino che vorrebbe la mamma tutta per sè accettare che anche quando il papà fa il cattivo e la ferisce lei continui comunque a preferire lui?

Da qui il fastidio, lo sconcerto e la vergogna che il ragazzo prova, e probabilmente la grossa difficoltà ad identificarsi con quello che è il suo modello naturale, il genitore del suo stesso sesso, perchè farlo significa di diventre davvero come lui.
L'accaduto ha oscurato tutto il resto e ha assunto un'importanza spropositata agli occhi del suo fidanzato, che, in un'età in cui i maschietti emulano il papà e stanno con lui per imparare ad essere uomini, si è trovato accanto un modello maschile negativo, da respingere invece che da imitare.

E' possibile che fino ad oggi non abbia superato il "trauma" ed è comprensibile che certi pensieri si siano in lui riattivati quando si è trovato a propria volta a vivere la dimensione di coppia.
Del resto le paure de ragazzo non sono così fantasiose:
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1136-l-infedelta-maschile-e-ereditaria.html

In ogni caso comunque tradire o non tradire implica decidere di farlo o di non farlo, anche se il modello che si ha davanti ha agito in questo modo, e il suo ragazzo per respingere questa "eredità" sta probabilmente respingendo anche tutto ciò che di positivo il padre potrebbe rappresentare per lui.

Sa dirci se la psicoterapia che ha effettuato tempo fa è stata portata a compimento o è stata interrotta dopo breve tempo o comunque prima di risolvere le cause dei problemi, come in effetti sembrerebbe?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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dopo
Utente
Utente
Gentile Dottoressa Massaro,
approfondendo il discorso con il mio fidanzato ho capito che più che aver paura di arrivare a tradirmi (cosa che implica appunto lo scegliere di farlo), teme di avere, diciamo, una predisposizione inconscia al tradimento, che un giorno si manifesterà e non lo farà più vivere bene, costringendolo a lottare contro i propri istinti, per non ferire me e non rovinare la nostra storia.
Leggendo l’articolo che mi ha indicato, vedo che la possibilità che esista una sorta di ereditarietà non è così remota, anche se, per come conosco il mio ragazzo dopo 10 anni di relazione, non è affatto il tipo di uomo che ricerca l’attenzione di altre donne (nemmeno per scherzo), è un ragazzo timido e anche piuttosto chiuso (al contrario del padre che di carattere è più “brillante”).
Non dico che, nonostante ciò, non potrebbe anche lui essere attratto da un’altra, però non credo che si lascerebbe trascinare dal desiderio di un momento; penso che ci dovrebbe essere sotto un sentimento vero e proprio e in quel caso, forse mi fido troppo, ma sono sicura che me ne parlerebbe piuttosto che fare tutto alle mie spalle (anche perché è un tipo molto riflessivo e tenderebbe a pensare alle conseguenze del suo gesto).
Non so molto sulle sue sedute di psicoterapia, mi ha detto che sentiva il bisogno di farle perché era in un periodo buio e aveva bisogno di un aiuto (anche in quel momento non aveva il lavoro), ma sono rimaste una cosa molto personale e io non l’ho mai forzato a parlarne, perché ho capito che preferiva evitare. So che sono durate alcuni mesi e che il suo morale è migliorato, però non so se in questa svolta abbia influito anche la nuova occupazione, che nel frattempo aveva trovato.
Grazie anche a lei per avermi risposto e per il suo interessamento ad approfondire la questione.
Cordiali saluti
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
La ricerca di cui parla l'articolo ha stabilito che è più probabile che avvenga un tradimento da parte di un uomo il cui padre ha a sua volta tradito, ma non che questo è inevitabile o automaticamente molto probabile.
E' solo più probabile che il tradimento avvenga in questi casi piuttosto che da parte di uomini che hanno avuto un modello di fedeltà nel proprio padre.

Senza saperne di più è difficile darle altre risposte e anche ipotizzare cos'altro il suo ragazzo possa provare verso il proprio padre, se ad es. si tratta di sentimenti di invidia (vista la diversità di carattere e immagino anche il divario nel successo sociale), di inferiorità, di ostilità per un uomo che incarna una tipologia maschile così diversa dalla sua ecc.

Se il ragazzo si sta tormentando a causa di certi pensieri e le sembra che non riesca a tranquillizzarsi, come anche ad avere un rapporto equilibrato con il proprio padre, gli consigli di rivolgersi nuovamente ad uno psicologo, magari richiamando il nostro collega che si è occupato di lui tempo fa, per risolvere il problema.

Vale la pensa che lo faccia non solo per la serenità di entrambi, ma anche perchè se un domani aveste dei figli i sentimenti che prova per suo padre potrebbero ostacolare anche il rapporto con loro.
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Gentile utente, d'accordo con la collega, penso che qualche colloquio con uno psicoterapeuta sarà certo utile.
Intanto io l'inviterei ad essere più tranquilla, quel lontano tradimento, di cui non sappiamo nulla, nulla della relazione tra i genitori di allora , del loro tipo di vita relazionale, affettiva, sociale , non va drammatizzato, reso presente , quasi enfatizzato nei pensieri.
Il suo ragazzo risente del non avere un lavoro, troppo tempo per tormentarsi.
Cerchi lei di essere calma e affettuosa e fiduciosa.
Le persone cambiano, anche questi anziani genitori sono cambiati, ci può essere stata una"rinegoziazione del rapporto di coppia", per cui adesso sono vicini più di quel che voi pensate.
Non sembra poi negativo il modello di questa coppia genitoriale , hanno saputo, insieme reggere alle tempeste, più forti di quel che sembra .
Il matrimonio è difficile, perchè la vita è difficile, ce la farete , se c'è intelligenza e amore..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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dopo
Utente
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Credo anch’io che i genitori del mio ragazzo siano in realtà una coppia forte, dato che hanno superato una prova molto difficile. Il mio fidanzato invece è convinto che la madre non abbia lasciato suo padre, esclusivamente, per un senso di dovere verso i figli, che avrebbero sofferto per la divisione della famiglia. La sua tesi è avvalorata, secondo lui, da una mancanza di dimostrazioni di affetto dei due coniugi e dal fatto che si siano creati diverse abitudini, cosa che fa sì che passino solo una piccola parte del loro tempo libero insieme. Dico “secondo lui” perché io non percepisco astio fra di loro, anzi, li ho sempre visti come una coppia del tutto normale. Insomma, la sua visione del rapporto che c’è fra i genitori, è sempre influenzata dal ricordo di questo tradimento, che lo ha colpito profondamente e sicuramente, come dite voi, la cosa migliore sarebbe che si allontanasse dalle loro dinamiche. Resta però il fatto, che una certa propensione del padre a cercare il conflitto con lui, l’ho notata anch’io e questo temo che sia un ostacolo alla creazione di un bel rapporto fra loro.
Sicuramente ho sbagliato, in questi ultimi giorni, a ritornare più volte su questo argomento, quando ho parlato con il mio ragazzo, probabilmente ho contribuito a riportare alla mente i ricordi, che come dice la Dottoressa Muscarà Fregonese, non vanno enfatizzati. Il mio intento era cercare di capire cosa passava per la sua testa, per poi aiutarlo, ma mi rendo conto che la cosa migliore sarebbe lasciare questo compito ad uno psicoterapeuta, cosa che proporrò al mio ragazzo se il problema persisterà.
In quanto a me, le mie preoccupazioni nei confronti dei suoi sentimenti, sono sorte perché non comprendevo il fatto che lui mi avesse nascosto per tutto questo tempo una cosa che lo aveva fatto stare così male (io gli ho sempre rivelato tutte le mie ansie, perché per me è stato sempre naturale comportarmi in questo modo), l’avevo percepito come mancanza di un totale abbandono nei miei confronti e di conseguenza come un’incertezza di quello che poteva provare per me. Ho poi invece capito che, la sua reticenza, era dovuta ad un desiderio di lasciarmi fuori da una questione pesante da confessare, che avrebbe impensierito anche me e ad un tentativo di mascherare una sensibilità, che non vorrebbe mai totalmente ammettere (nonostante io la apprezzi molto). Quindi in realtà le mie ansie in merito si sono placate e devo dire che gli avvenimenti tragici che ho vissuto negli ultimi tempi, mi hanno già rivelato quanto possa essere dura la vita e ne sono pienamente cosciente, ma credo di poterla affrontare.
Quello che mi preme ora è di potere aiutare in qualche modo il mio compagno e grazie di nuovo a voi Dottoresse per avermi aiutato a capire come farlo.
Cordiali saluti
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Forse lui non vuole vederli come una coppia perchè non si capacita di come la madre possa averlo perdonato.
In tutto questo può giocare un ruolo importante, psicoanaliticamente parlando, il conflitto edipico non risolto che forse lo porta a non considerare possibili ulteriori rapporti d'amore fra i suoi.
Per questo motivo ciò che a lei, da fuori, appare chiaro, per lui non può esserlo.

Si tratta comunque di temi delicati, che il ragazzo potrà affrontare se e quando si rivolgerà ad uno psicologo.

Se vuole ci faccia sapere!
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Utente
Utente
D'accordo.La ringrazio ancora una volta per il suo interesse.
Cordiali saluti

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