Fantasie omosessuali masturbazione

Buonasera, come già sapete non è la prima volta che scrivo qui, premetto che non è l'ennesima richiesta di rassicurazione (tanto non serve a niente contro l'ansia e non farebbe andar via un'eventuale omosessualità), sono riuscito a fermare la testa (anche con i consigli della terapeuta) per qualche giorno indebolendo l'ossessione e il timore di poter essere omosessuale o di provare attrazione per uomini. Le fantasie eterosessuali sono aumentate d'intensità in quei giorni e iniziavo ad interagire con gli altri ragazzi con meno paura. Nonostante tutto nella masturbazione mi eccita tutto ciò che nella realtà mi spaventa come le fantasie omosessuali/bisessuali passive o quelle in cui una donna ti tradisce, o pensieri che che sono stati i miei peggiori incubi del passato. E' come se mi volessi punire o farmi piacere tutto ciò che temo. Provo paura per le donne, a tratti non voglio nemmeno guardarle (il fatto di non provare quello che provavo prima mi spaventa) ed è come se le vietassi a me stesso, quando sto con una ragazza mi sento a disagio ripensando alle mie fantasie e situazione in generale. In passato dalle donne sono stato molto deluso dagli uomini meno, a partire dalle figure maschili che mi incoraggiavano (fratelli) e quelle femminili che mi deludevano (sorelle o cugine). Secondo voi c'è un nesso tra la paura delle donne (seguita da scarsa eccitazione dell'organo femminile durante la masturbazione, toccando mi eccito), scarsa esperienza e delusioni con l'altro sesso e fantasie omosessuali (che non riesco a concretizzare dal vivo, ci ho provato ma sto male)...? Le mie fantasie sono quelle di essere "la compagna" della donna e sembra che provi attrazione (con eccitazione) per l'organo maschile solo in vicinanza della donna, ma è come se rivolgessi l'attenzione alla donna... con film gay non succede... non capisco... diciamo che la mia ansia ed ossessione è radicata nell'adolescenza... Secondo voi può essere dovuto ad una scarsa esperienza con l'altro sesso? Ormai sono disposto anche ad accettare anche una "forzata" realtà sessuale non desiderata (come l'omosessualità o la bisessualità), vorrà dire che avrò altre soddisfazioni nella vita, ma almeno vorrei capirci qualcosa... mi sento sessualmente spaccato in due... Mi chiedo come possa cambiare così l'orientamento...
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
online non si possono fare ipotesi diagnostiche, sarebbe solo un'interpretazione fantasiosa.
L'immaginario è veramente complesso da conoscere ed esplorare e necessita di ascolti attenti e formati per poterlo fare.

La sua strutturazione può correlare con l'infanzia, con l'adolescenza, con le esperienze vissute e con tantissimo altro...

Se sta già effettuando un percorso di introspezione, dovrebbe porgere al suo terapeuta queste domande, sarà in grado di fornirle una risposta

L'orientamento sessuale, non cambia all'improvviso, ma l'ansia mal gestita e curata, può sicuramente inficiare la serenità dell'individuo e riversarsi sull'immaginario erotico, che diventa un luogo simbolico di esame, analisi e verifica del suo orientamento

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
La ringrazio dottoressa, si con la mia terapeuta ci ho già parlato da tempo, lei dice che non mi riguarda l'omosessualità (infatti quando parlo di omosessualità ormai mi ignora, mi prende in considerazione solo quando parlo di 'cattivo rapporto con le donne' o mancanza di crescita).. però mi ha detto che si può cambiare orientamento anche durante la crescita (dipende dal tipo di vita che uno fa)... Non mi aspettavo una diagnosi (quella l'ha già fatta la mia terapeuta) ma una risposta generica (non necessariamente legata al mio caso) secondo lei l'eccitazione con fantasie omosessuali è sempre legata ad un reale desiderio oppure eccitano proprio perchè fanno paura come altre fantasie? Ogni tanto penso che se una cosa eccita prima o poi va realizzata... poi non lo so.. sono una frana nella vita sessuale (che si basa al 99% dei casi sulla masturbazione verso donne o con esperimenti infantili con cugini facendo finta di farli con una donna) e ho scarsa esperienza nella vita reale...
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
le risposte in generale, non valgono a nulla....
Lei non è uguale agli altri, ma unico ed irripetibile, così come il suo immaginario..

Le allego qualche lettura sull'immaginario ed i suoi possibili utilizzi, che è ben differente dalla sua attuazione.


https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3309-sesso-cuore-e-fantasie-l-immaginario-erotico-ed-i-suoi-possibili-utilizzi.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2985-pornografia-ed-immaginario-erotico-come-internet-ha-stravolto-le-fantasie.html

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2798-immaginario-erotico-e-possibili-disfunzioni-sessuali.html
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dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
La ringrazio ancora dottoressa ho letto gli articoli e mi hanno colpito alcune frasi:

1) "il giovane adolescente, spesso incapace di emozionarsi ancora e di reggere il possibile ansiogeno confronto con l’altro sesso, si rifugia nel consolatorio autoerotismo, mediante la pornografia.": questo sono io fino a pochi anni fa (anche se la mia adolescenza è lontana). Mi chiedevo se ad un certo punto può succedere di saturare tutte le fantasie con l'altro sesso (magari perchè non hanno avuto riscontro nella realtà) e iniziare a fantasticare sul proprio sesso nel tentativo di rintanarsi o addirittura identificarsi in quello che si vuole essere, ma non capisco le fantasie passive che poi mi fanno stare male.. forse per questo la mia terapeuta mi dice di frequentare le ragazze e conoscerle senza provarci... il fatto è che non sopporto di essere sfruttato come "l'amico del cuore", ho sempre ricoperto quel ruolo e sceglievano i miei amici al mio posto per le relazioni (che me li ritrovo più dominanti di me nelle fantasie sessuali)... e ora è come se non provassi più nulla per le ragazze e nelle situazioni "erotiche" mi sento a disagio, tendo a scappare (anche se al tatto mi eccito e non poco ma non concludo mai nulla)...

2) "Le fantasie hanno un grande potere eccitatorio, monitorarle, estrapolarle dal sentire sessuale, adoperarle a verifica dell’orientamento sessuale, è vano, falso e soprattutto nocivo". Da quello che ho capito finora, continui test potrebbero aumentare l'ossessione rendendola sempre più reale e richiamando un eccitazione dopo l'altra aumentando l'ansia... La paura è che penso che a furia di eccitarsi si potrebbe arrivare al volerle mettere in pratica (ho provato a metterne in pratica alcune omosessuali per vedere se sono vere ma fin'ora non sono giunto a niente se non ad altri dubbi e ansie). Anche se sono fantasie rare, mi turbano ugualmente (soprattutto quelle che sembrino eccitare). Ricordo che sono nate a 12 anni nel periodo in cui ho visto i miei genitori far sesso... scappai spaventato (pensavo che mio padre stesse forzando mia madre).. prima di allora non avevo problemi... ora il sesso mi spaventa..

Con la mia terapeuta sono giunto a risultati simili, e ci sto lavorando sul "fermare la testa", fare nuove esperienze ed acquisire autostima migliorando altri aspetti della mia vita... ma la mia paura, a lungo andare, è quella di dover accettare un'omosessualità (vissuta come impossibilità di instaurare un rapporto con l'altro sesso e rimanere imprigionato nel mio) ma allo stesso tempo non vorrei vivere una vita falsa.. Nonostante non abbia nulla contro i gay (ho amici con cui mi sono confrontato) non riuscirei a digerire una cosa del genere per me, non mi ci vedo, però devo metterlo in conto. Secondo Lei, le fantasie potrebbero mutare dopo un rapporto soddisfacente con una ragazza? Oppure dovrei non dargli ascolto più di tanto? Perchè ho queste fantasie ma ogni tanto mi emoziono con alcune ragazze? Sono disorientato in un età di cui bisognerebbe avere un minimo di certezze sulla propria identità...

PS: tengo conto che potrebbe non darmi risposte precise per vari motivi oltre a quelli che ha specificato prima. In ogni caso la ringrazio del tempo.

Saluti
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Dovrebbe discutere con la sua terapeuta di quanto ci siamo detti.

Se i miei articoli, l'hanno aiutata a riflettere, bene, ma eviti di cercare rassicurazioni online, peggiora lo stato ansioso.

la sua terapeuta, avrà gli strumenti per darle una mano adeguatamente
[#6]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
Capisco, dev'essere lo stesso motivo per cui neanche la mia terapeuta risponde se parlo di omosessualità, delle mie fantasie o se cerco conferme/rassicurazioni. La cosa buffa è che a volte con le ragazze tendo ad emozionarmi e ad addolcirmi, ma quelle fantasie quando sono solo... mi sento intrappolato, giungo sempre allo stesso punto prendendo strade diverse, non mi rimane che seguire la terapia anche se non è facile... tendo a fare l'opposto di quello che mi dice, forse perchè mi fido troppo della testa.. Devo provare a fermarla di nuovo.

La ringrazio e Le porgo i miei saluti.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

mi pare di capire che il problema che L'ha portata in terapia sia un disturbo d'ansia/ossessivo col timore di essere omosessuale.
Tant'è che Lei dichiara di essere molto preoccupato, se non addirittura terrorizzato, all'idea di poter essere omosessuale.
Chi è davvero omosessuale non è spaventato da questa eventualità...

Ad ogni modo vorrei anche chiederLe quale tipo di psicoterapia sta facendo per curare questo disturbo e quali obiettivi avete fissato.
Da quanto tempo è in terapia?

Bisogna inoltre precisare che il problema in casi come il Suo non sta nel tipo di fantasia o di pensiero che uno fa.
La fantasia omosessuale o un pensiero del tipo "Quella persona (del mio stesso sesso) è molto bella" succede a tutti.
La differenza è che chi NON è ansioso non pone attenzione su questi aspetti e non ci fa quasi caso.
Al contrario la persona ansiosa pone un'enfasi eccessiva su pensieri del genere, monitorando costantemente la sequenza: "Perchè ho pensato questo? Se ho avuto fantasie omosessuali è perchè sono omosessuale..." Si instaura così un meccanismo che non si placa, perchè il pz. cerca disperatamente di attuare dei tentativi di soluzione all'evento e tutta una serie di test per verificare, nella speranza di avere conferme di NON essere omosessuale.

Altro aspetto critico, poichè questa ossessione tocca un tema della sessualità, è che spesso i pz. evitano contatti con le donne perchè si sentono insicuri e dichiarano di non saper bene che cosa vogliono o chi sono... questo non fa altro che alimentare il disagio.

Buona giornata,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#8]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
"mi pare di capire che il problema che L'ha portata in terapia sia un disturbo d'ansia/ossessivo col timore di essere omosessuale." Provo a sintetizzare la mia storia.

In realtà le cose stanno in maniera un pò differente... tra i 12 e i 15 anni le mie eccitazioni durante la masturbazione stavano leggermente cambiando (iniziavo ad avere paura della donna e un po del corpo maschile, compreso il mio). Ogni tanto mentre guardavo la donna sui giornalini hard mi capitava di avere aumento di eccitazione a vista di genitali maschili o ricordando gli esperimenti di ripiego con i cuginetti in assenza di donne (che però a volte mi eccitavano nella masturbazione rielaborandoli in maniera passiva) è come se il corpo maschile lo conoscevo bene, mi dava sicurezza, non ci facevo caso (sentivo che il rapporto con una donna sarebbe stato più eccitante), infatti le fantasie masturbatorie erano spesso rivolte a donne (anche a sorelle e cugine). Ogni tanto avevo queste intrusioni e mi fermavo (non volevo raggiungere orgasmi omosessuali per paura di diventarlo). A 16 anni la classica domanda seguita da ansie, periodi bui e ne sono uscito da solo (con l'aiuto di mio fratello) migliorando a scuola e ignorando quelle fantasie. Come tipo ero strano, ci provavo con le donne di continuo e venivo rifiutato (le desideravo ma facevano paura, e mi comportavo in maniera strana e ridicola), piano piano sviluppai complessi di inferiorità e di autolesionismo che hanno invaso la mia vita. Decisi di andare dalla psicologa per conoscermi meglio. Solo a dicembre ho ripreso le mie vecchie paure e ho deciso di affrontarle. Gli oggetti intrusivi nelle fantasie sono spesso uomini o ragazzi che le ragazze scelgono al mio posto.

"Ad ogni modo vorrei anche chiederLe quale tipo di psicoterapia sta facendo per curare questo disturbo e quali obiettivi avete fissato.
Da quanto tempo è in terapia?"

Lei dice che dovrei fermare la testa, non masturbarmi per un pò, e non rimurginare sui pensieri lasciando scorrere le fantasie, che il mio caso non riguarda l'omosessualità e che di testa potenzialmente siamo tutti bisessuali, quindi non cercare teorie su omosessualità su internet. Mi spinge a conoscere ragazze senza provarci. E di vivere senza etichette. La terapia continua, ma ho sospeso gli incontri finchè non riesco a star fermo con le mani per almeno 15 giorni.

"il pz. cerca disperatamente di attuare dei tentativi di soluzione all'evento e tutta una serie di test per verificare, nella speranza di avere conferme di NON essere omosessuale."

Nel mio caso ho provato disperatamente al contrario: ho cercato continue conferme di esserlo (volevo vedere dove mi portava la testa sperando di giungere all'assurdo) e mi sono un pò immedesimato nella vita gay (che non vedo mia ma penso che lo è e che non voglio accettarla). Nella masturbazione la trovo qualche conferma (seguita da somatizzazioni, stress, rabbia e autolesionismo), dal vivo ci ho provato più volte a fare qualcosa con ragazzi per vedere se è vero ma non ho avuto nè erezione nè eiaculazione e non è mai successo nulla (solo ansia e mi sembrava ridicola come cosa) a differenza delle poche volte che sono andato con donne (anche se un pò deluso). La mia psicoterapeuta ne era convinta e mi ha detto di fermarmi ASSOLUTAMENTE. Il mio ragionamento di base è: "se masturbandoti ti eccita di più il pene allora sei gay anche se il l'uomo nel complesso non ti piace". Ma non è solo il pene ma tutto ciò che nella vita reale non faresti mai ad eccitarti.

E' come dite voi (compresa la mia terapeuta) è un meccanismo ossessivo e ansioso ma sembra che ci siano anche delle conferme. La ringrazio per l'attenzione.

Buona giornata
[#9]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
Buonasera Dott.ssa Pileci, so che non è qui che avrò la risposta se sono omosessuale o meno nè tantomeno rassicurazioni che non lo sia. Ma qualcosa mi fa pensare che di solito l'eccitazione non è presente nelle ossessioni..
Riflettevo su quello che ha scritto:

"Chi è davvero omosessuale non è spaventato da questa eventualità...",

però le eccitazioni (durante la masturbazione) oscillano in entrambi i sessi (anche se mi blocco), l'emotività va verso la donna (una volta era tutto diretto verso la figura femminile)... Il rinnego (o l'ignorare) tali eccitazioni seguita da paura e ansia non è quella che chiamano omofobia interiorizzata? Provo a dire "sei gay o bisex, rassegnati" ma parte una rabbia (vorrei farmi male ma mi controllo) e voglia di evadere dal mio corpo... eppure non ho paura del coming out, in un certo senso l'ho fatto (nel senso che ho detto anche a mia madre di avere il dubbio)... non avrei già dovuto accettarlo? Nella sua carriera sono comuni queste ossessioni (se tali sono)? Sinceramente mi sento un caso a parte e non un semplice disturbo ossessivo dato che tutti gli altri utenti in rete che hanno dubbi come il mio parlano di "pseudo eccitazioni" nei test e non eccitazioni vere o oscillazioni... Alla mia terapeuta ho già raccontato tutto. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa data la sua esperienza.

La ringrazio dell'attenzione
Buona serata
[#10]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

se ha già avuto modo di intraprendere una terapia (ma non ho capito di che tipo... nè con quali obiettivi; una psicoterapia è la CURA di una psicopatologia come potrebbe essere un disturbo d'ansia o un disturbo ossessivo. Non si va in terapia per conoscersi meglio. E' possibile cominciare un lavoro psicologico di altro tipo, per questa ragione e comunque -nonostante i limiti di un consulto on line- non mi pare che sia una ragione valida nel Suo caso), avrà avuto modo di discutere col terapeuta che l'adolescenza fa parte di un capitolo a sè, per tantissime ragioni, non ultima la sessualità e la sperimentazione che ne deriva. Non solo: le paure degli adolescenti sulla sessualità e il loro personalissimo modo di esorcizzare queste paure (magari facendo battute sul sesso).

Quindi quanto è accaduto dai 12 ai 15 aa e anche più avanti non credo sia importante e significativo. Ma è importante per Lei adesso che sta andando alla ricerca di cuase, spiegazioni, indizi, ecc...
Questo non Le pare forse un atteggiamento ansioso?


"E' come dite voi (compresa la mia terapeuta) è un meccanismo ossessivo e ansioso ma sembra che ci siano anche delle conferme."
Lei confonde il fatto che le fantasie sessuali sono fantasie e basta con il TIMORE di poter mettere in atto una fantasia.

Qui, se la terapeuta ha confermato la diagnosi, è il TEMA delle ossessioni che riguarda la sessualità (ma il cui contenuto potrebbe riguardare la pulizia e il timore di contaminazione, oppure fantasie incestuose e timore di metterle in atto, fantasie di far male a qualcuno ad es. spingendolo sotto la metro, ecc..), non un problema con la sessualità o un disturbo sessuale.

Le suggerisco pertanto di riprendere la terapia e di chiedere alla terapeuta COME gestire il problema dell'ossessività.

Saluti,
[#11]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
La ringrazio per la risposta. Le spiego subito: dall'adolescenza in poi sono sempre stato un tipo un pò ansioso e insicuro anche in altri aspetti: panico da esame e insonnia (spesso li bocciavo arrivavo stanco), bassa autostima, insicurezza con le ragazze (le mie paure le avevo messe da parte) e mi chiudevo in un mondo tutto mio. Tendo ad esagerare con la precisione (e mi perdo nei dettagli).
Quindi per conoscermi meglio intendo dire "tirar fuori la parte sicura di me che ho nascosto chissà dove", per questo ho pensato ad un colloquio con uno psicologo. Infatti dopo un pò di tempo, seguendo i consigli, parte dei risultati li ho avuti: ansia da esame e insonnia non esistono più, ho fatto nuove esperienze (alcuni pregiudizi in generale li ho rimossi) e continuavo ad andarci con meno frequenza, ma lo facevo per migliorare in altri ambiti in cui ero insicuro. Ad un certo punto, dopo l'ennesimo pensiero, ho richiamato le vecchie ossessioni dal passato con tutte le paure per affrontarle una volta per tutte. La mia terapeuta raramente usa termini tecnici e mi spiega a parole semplici come stanno le cose, per questo non le so dire il nome della terapia (probabilmente è la TCC, mi dice spesso che bisogna fermare la testa e lasciare scorrere le fantasie senza alimentarle o allontanarle ma nel frattempo di iniziare a conoscere le ragazze).. In un consulto di aprile Le scrissi quello che la mia terapeuta mi disse di fare:

1) Non andare alla ricerca sul web di informazioni sull'argomento, siti hard o forum vari
2) Non fare esperimenti di nessun tipo o mettermi alla prova di continuo
3) Di passare più tempo con le ragazze e le persone in generale.
4) In quel periodo mi confrontavo con un gruppo misto (bisex, gay, donne) e lei mi ha consigliato di passare il tempo con queste persone e di provare a relazionarmi senza etichette

Devo ammettere da parte mia che esagero facendo l'opposto con i punti 1 e 2, per presunzione o per paura che abbia nascosto così bene l'omosessualità a tal punto da non farla vedere neanche a una terapeuta (dato che sono cresciuto convinto eterosessuale). E' che sono troppo spaventato e non mi fido di nessuno (nemmeno dei consigli dei ragazzi gay in chat), neanche delle minime cose che mi fanno pensare di essere attratto da ragazze... infatti nella fantasia sono con le spalle al muro senza via di fuga.
Il discorso dell'adolescenza lo abbiamo fatto. Comunque altri tipi di ossessioni le ho risolte.

Un concetto analogo che ho avuto fino a qualche anno fa è quello dell'ansia da insonnia: partiva la stessa rabbia e mi prendevo a pugni quando le cose andavano come non volevo io, cioè

A) Ripetevo "dormi, dormi, dormi" e spesso non dormivo (mi sentivo "energico" ma non era vero era solo una sensazione che serviva a realizzare la paura, la assocerei all'eccitazione nella masturbazione)

B) Mi svegliavo a studiare (sperando che mi venisse sonno) e non dormivo lo stesso oppure mi veniva sonno però coricandomi non dormivo... sudorazione, etc...

Mi succedeva sempre quando avevo un impegno importante. La mia terapeuta mi insegnò delle tecniche che funzionarono. Ora non le pratico più perchè ho risolto mettendo in conto che potrei non dormire ma con ottimismo che se anche fosse non sarebbe un problema. E dormo. Nel caso "ansia omosessuale" mi succede una cosa simile: eccitano tutte le mie paure. I modi di fare sono: o cerchi conferme di non essere gay (A) o cerchi conferme di esserlo (B) sperando di sbagliarti. In entrambi i casi le cose vanno come non voglio e mi eccito. Mi chiedo se l'ansia arriva a causare eccitazione e a far sembrare che ti piaccia ciò che temi fino a convincertene (come nel caso dell'insonnia arrivi a sentirti energico, ma vuoi tutt'altro che star sveglio). Scusate se ho divagato, volevo esporre quel poco che ho capito, anche se spesso casco nel tranello. Comunque contatto la mia terapeuta e fisso un appuntamento appena possibile.

Saluti
[#12]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
le ossessioni non si sposano bene con la salute e serenità sessuale, inoltre l'immaginario non può e deve essere utilizzato come "verifica" dell'orientamento sessuale, perderebbe di valore e diventerebbe ansiogeno.

I siti per incontri "senza etichette", come li definisce lei, a mio avviso, potrebbero implementare l'ansia e la tendenza al monitoraggio ossessivo della sessualità, che in situazioni di serenità dovrebbe essere spontanea e ludica.

Uno psicologo può aiutarla a dipanane la matassa emozionale in cui verte
[#13]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
Scusi dott.ssa mi sono espresso male. Ultimamente ho frequentato le chat gay per confrontarmi (non erano chat erotiche), ma all'inizio mi riferivo a gruppi di omosessuali in carne e ossa (amici dell'università): per qualche mese sono stato con loro a studiare, ci ho parlato (i gusti sessuali erano un pò differenti), e ho fatto anche serata, volevo anche andare nei locali per vedere cosa succede però me lo hanno impedito più volte dicendo che non era per me, e che il mio era solo un periodo (si affidano alla teoria 'omosessuali si nasce', lo si può solo nascondere a se stessi, anche se ci credo poco). Mi avvicinai per confrontarmi con quel mondo e con ciò che mi spaventa (che non sono gli omosessuali in sè ma la paura di esserlo). Nonostante tutto sono ancora in questo giro d'ansie. Tendo ad essere attratto verso ciò che mi spaventa (il punto B di prima) nel tentativo di "farmelo passare" ma peggioro la situazione e rendo tutto più reale. Per un pò di giorni sono riuscito a smettere di pensare, però ho paure che questo a lungo andare significhi reprimersi.

La ringrazio
Buona giornata
[#14]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
È abbastanza evidente un'ossessività intensa. I disturbi ossessivi sono disturbi d'ansia e, come ogni disturbo d'ansia, presentano il pericolo di materializzare le proprie paure.

"Chi cerca trova", dice il proverbio.

Più continuerà a mettersi alla prova, a uscire e frequentare persone e locali gay o a guardare scene hard con contenuti omosessuali nel disperato tentativo di "andare fino in fondo" e vedere se è gay per davvero, più renderà probabile che alla fine ci prenda gusto.

Omosessuali si nasce, probabilmente (ancora non è del tutto chiaro), ma è certo che i gusti, di qualunque genere, cambiano anche in base alle abitudini. Nessun bambino nasce amando il whisky o il tabacco, ma continuando a prenderne da adulti alla fine ci si abitua e diventa piacevole. È questo che vuole? Farsi piacere whisky e tabacco? Allora vada avanti.

Il problema di base che lei deve risolvere è l'ossessività, e le tentate soluzioni che la stanno facendo infossare sempre di più. Ma se non sta riuscendo a farlo con una psicoterapia di persona, non deve illudersi che potrà riuscirci scrivendo a noi, perché purtroppo non potrà accadere. Scriverci, nei casi come i suoi, è solo un'espressione dell'ansia che vuole solo alimentare se stessa.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#15]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
Buonasera Dr. Giuseppe Santonocito, ho letto da tempo anche il suo articolo "E se fossi omosessuale" e mi ci vedo.

"Più continuerà a mettersi alla prova, a uscire e frequentare persone e locali gay o a guardare scene hard con contenuti omosessuali nel disperato tentativo di "andare fino in fondo" e vedere se è gay per davvero, più renderà probabile che alla fine ci prenda gusto."

Infatti quello che prima era forzato o per test ora sembra automatico e "spontaneo" (con ansia, fastidio e bassa autostima). La mia terapeuta mi aveva messo in guardia ma presuntuoso come sono ho fatto di testa mia. E spesso mi dimentico che ho iniziato a prendere "il vizio" testandomi (e modifico i ricordi a favore dell'ossessione con fatti che non sono mai successi). Con il suo esempio mi viene da pensare alla sigaretta che pur essendo amara all'inizio, fumando si arriva a non sentire più il cattivo sapore del fumo e a fumare sempre di più fino a non farne a meno. E penso anche che se fossero stati impulsi omosessuali autentici li avrei avuti già da bambino (al posto di quelli eterosessuali), non li avrei certo vissuti in questo modo (anche in intimità con me stesso), date le occasioni gay che ho avuto (avviate per test ma fermandomi sul concretizzare) mi sarei lasciato andare da anni invece che scappare e di sicuro non avrei sofferto per rifiuti da parte di donne... a volte sono lucido, altre ci casco.. Qui riesco a collegare tutto, Convincermi che da solo risolvo peggiora le cose, ed è meglio tornare seguire la psicoterapia. Questa volta devo togliermi questa robaccia dalla testa e riscoprire i vecchi desideri mai realizzati.. dall'altro lato però c'è l'insicurezza e la frustrazione di non riuscirci con le ragazze e la mia terapeuta sta insistendo su quello puntando su altri aspetti che potrebbero aumentare l'autostima fino a superare le insicurezze...

"Il problema di base che lei deve risolvere è l'ossessività, e le tentate soluzioni che la stanno facendo infossare sempre di più. "

Uso una metafora "informatica" per vedere se ho capito: l'ossessione si presenta come un virus che simula un messaggio di errore riguardo ad un componente difettoso del pc (con il classico "click to fix" che chiede la carta di credito). Essendo un fake è differente da un errore concreto ed è riconoscibile da un esperto, mentre l'ansioso inesperto ci casca e si fossilizza sul contenuto andando in panico e seguendo alla lettera le istruzioni, ignorando il problema reale.. dev'essere un meccanismo di questo tipo se non ho intuito male... l' ossessione "omosex" crea una realtà simile a quella di un gay che non si accetta (comprese le eccitazioni)?

La ringrazio
Saluti
[#16]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
"l' ossessione "omosex" crea una realtà simile a quella di un gay che non si accetta (comprese le eccitazioni)? "

Lasciate perdere... era l'ennesima trappola... ;)

Ringrazio tutti voi dottori, cercherò di "far pace" con il sesso femminile, accetto il passato da "sfigato" e vedo cosa posso fare per allontanarmi da questo mondo forzato a cui sono "allergico"... mi affiderò solo alla mia terapeuta.

Saluti
[#17]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Mi pare sia una decisione molto saggia.
Concluda il lavoro in terapia e poi, se vuole, ci faccia sapere.

SAluti,
[#18]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
Se posso condividere e aiutare qualcuno lo farò senz'altro... mi ci vuole tempo ed esperienze positive con l'altro sesso, vediamo se riesco a riprendere le vecchie fantasie masturbatorie con fatti concreti...

Saluti
[#19]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
Buonasera, purtroppo la mia terapeuta non è in attività per problemi personali.
Diciamo che ho proseguito un pò il fai da te, e ho notato il distacco tra realtà e fantasia... Volevo solo dirvi che nonostante le fantasie un pò bisex, difficilmente penso di essere omosessuale: giorni fa un uomo ci ha provato con me, ma pur toccando non sentivo nulla di simile a quello che provavo toccando le ragazze, ma solo ansia, paura e fitte allo stomaco nel sentire mani maschili che ti toccano (nemmeno erezione). Sembrava di toccare mio fratello, insomma volevo scappare mi sembrava grigia come situazione... Lui ogni tanto continua a sedurmi (lo percepisco dal tono di voce e dalle battute) ma non mi fa nessun effetto (a parte provare il piacere di piacere a qualcuno), mi mette solo ansia e disagio, anche se riesco a far finta di nulla e a chiaccherare. Diciamo che non credo sia la mia strada anche se il tarlo nella mia testa martella di continuo: mi sta distruggendo la vita (non voglio vedere nessuno e mi sono chiuso in casa e le ore di sonno sono aumentate).

Il punto è che non so come uscirne da ciò che mi fa paura: sembra che le mie pulsioni durante la masturbazione (direi compulsiva) vanno verso ciò che sono state le mie paure nella vita reale. La mia speranza è quello di scoprire nuovi piaceri trovando una ragazza con cui sto bene. Se in futuro dovessi riscoprirmi un cuckold bisessuale (le mie fantasie vanno solo in quella direzione ed eccitano, anche leggendo racconti sui vari siti o immaginando che una ragazza che ti piace faccia sesso con un altro) è possibile uscirne con qualche psicoterapia? Ho già fatto una vita da perdente e non vorrei ripeterla... Nessuna cosa al mondo mi fa paura come il sesso ed è per questo che non voglio legarmi ad una ragazza. Secondo voi andrebbe bene contattare un terapeuta della ASL finché non ritorna la mia terapeuta o faccio solo confusione?

Grazie
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
E' meglio attendere il rientro della Collega, se assente per le vacanze.
Se l'assenza invece dovesse essere più lunga (es per malattia o maternità, ecc...), allora potrebbe chiamare la Sua terapeuta e discutere con lei cosa fare, magari facendosi consigliare il nome di altro collega.

Cordiali saluti,
[#21]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
La ringrazio D.ssa Pileci, l'ho sentita stasera ed è per uno dei motivi che Lei ha elencato (quindi l'attesa è lunga). Mi chiedevo se di solito la psicoterapia mira a rimuovere solo l'ansia e i pensieri ossessivi oppure può anche rimuovere le fantasie masturbatorie (come quella di immedesimarsi nel cuckold). Non è facile rapportarsi con sicurezza con le ragazze sapendo di avere queste fantasie un pò diffuse ma che personalmente considero un pò strane e le vivo con ansia (come se non mi sentissi un uomo) oltre alla paura di realizzarle... eppure nella fantasia attirano... è possibile uscirne facendo esperienze positive o è una condanna?
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

in genere quando l'assenza dello psicoterapeuta si protrae, è buona norma che sia il professionista a prendersi la briga di informare i pz. ed eventualmente di suggerire il nome di un professionista di fiducia per poter permettere al pz. di proseguire con il lavoro terapeutico che non deve essere interrotto e di poter fare anche, se lo desidera e se necessario, un passaggio di consegne con il collega.

Nel Suo caso mi pare di capire che tutto questo non sia stato fatto...

Quindi sarebbe utile contattare un altro terapeuta e proseguire il lavoro.

La Sua terapeuta non ha dato a Lei alcuna prescrizione per quanto riguarda la gestione del sintomo?

Chiaramente da qui non posso darLe alcuna prescrizione, perchè vietato, ma in terapia cognitivo-comportamentale la gestione di questa sintomatologia è gestita con diverse tecniche.

E' chiaro che è preferibile che la situazione non si cronicizzi, ma ritengo che il Suo problema non sarà una condanna se trattato adeguatamente.

Cordiali saluti,
[#23]
dopo
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<< Gentile Utente,

in genere quando l'assenza dello psicoterapeuta si protrae, è buona norma che sia il professionista a prendersi la briga di informare i pz. ed eventualmente di suggerire il nome di un professionista di fiducia per poter permettere al pz. di proseguire con il lavoro terapeutico che non deve essere interrotto e di poter fare anche, se lo desidera e se necessario, un passaggio di consegne con il collega.

Nel Suo caso mi pare di capire che tutto questo non sia stato fatto... >>

Capisco. Ad essere sincero l'ultima volta l'ho scelto io di non incontrarci finchè non sarei riuscito a non masturbarmi per un pò, ma comunque siamo rimasti in contatto. Dovevamo incontrarci e poi in questi giorni le è capitato un imprevisto che ha impedito tale incontro. Ma lei non mi ha dato nessuna conferma che si assenterà per molto tempo e, per come la conosco, non è una che chiude così. Sicuramente mi contatterà e mi farà sapere...

<< La Sua terapeuta non ha dato a Lei alcuna prescrizione per quanto riguarda la gestione del sintomo? >>

Come le ho già scritto lei più volte mi ha spiegato di distinguere realtà dalla fantasia, che la mente lavora con l'illusione e che nella fantasia tutto è possibile. Eravamo rimasti d'accordo che mi sarei fermato con la masturbazione per un pò e avrei frequentato le ragazze senza provarci. E poi avremmo proseguito. Con il tempo ho rimandato gli incontri (perchè sono riuscito solo in parte a fare quanto stabilito) fino ad arrivare ad oggi. Farmaci mai presi.

<< E' chiaro che è preferibile che la situazione non si cronicizzi, ma ritengo che il Suo problema non sarà una condanna se trattato adeguatamente. >>

Da quello che ho capito o arriverò a rimuoverle come fantasie oppure a conviverci.
Vedremo come si evolve nei prossimi giorni la faccenda e mi muoverò di conseguenza. La ringrazio dottoressa.
[#24]
dopo
Attivo dal 2013 al 2014
Ex utente
Buonasera dottori, dato che mi avete dato qualche consiglio volevo informarvi dell'andamento della situazione (anche per qualche lettore che capita qui). Oggi ho incontrato la mia terapeuta (anche se al momento non è in attività) e dopo avermi spiegato la situazione (cosa c'è dietro le quinte del vecchio percorso terapeutico) abbiamo fissato gli obiettivi da raggiungere.

Giusto per rendere l'idea, partendo da un'insicurezza di fondo, si aggiunge la goccia che ha fatto traboccare il vaso: da bambino/primo adolescente non ho elaborato bene la scena primaria vivendola come se mio padre volesse fare del male a mia madre (oltre all'abbandono percepito) di conseguenza nelle fantasie c'è un rifiuto verso la figura maschile e un'identificazione con quella femminile, che ovviamente va in contrasto con l'attrazione reale che ho verso la donna. Negli anni l'insicurezza e il rifiuto (che in parte me lo sono cercato) hanno fatto il resto fino a farmi dubitare della mia identità sessuale. Ovviamente è una sintesi di quello che è stato un discorso e non scrivo altri dettagli che ora mi tornano anche nell'approccio (sbagliato) che ho con l'altro sesso. E' tutto collegato.

Sentendomi fiducioso nei suoi confronti e non dando nulla per scontato (non si sa mai ci sta che mi sbaglio), di sicuro farà molto meglio di quanto ho fatto fin'ora da solo, quindi staccherò completamente da internet, forum gay, siti di psicologia, e soprattutto dalla pornografia (per un bel pò) e credo che seguirò le sue indicazioni (anche se sarà tosta). Colgo l'occasione per ringraziarvi ed eventualmente vi farò sapere. Spero di riuscirci :)

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