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Ansia da cambiamento

Gentili dottori,
scrivo per un consulto in modo da avere un parere professionale ed eventuali consigli in merito alla situazione. Ho 22 anni e sono stata fidanzata per 4 anni con un ragazzo,il mio primo vero fidanzato. In questi medesimi anni mi sono ritrovata sola dato che le mie amiche si sono trasferite in altre città per motivi di studio e così il mio ex fidanzato e i suoi amici sono diventati la mia nuova "quotidianità". La storia si è trascinata fino a finire,complice anche il fatto che mi stavo lentamente innamorando di un altro ragazzo,il mio attuale fidanzato. Negli ultimi mesi della storia col mio ex,inoltre, la mia vita è mutata radicalmente: ho stretto un rapporto estremamente amichevole con colleghi universitari,mi sono costruita una vita indipendente dal mio ex fidanzato insomma. Quando mi sono lasciata, non sono passati pochi giorni che mi sono ri-fidanzata col ragazzo che mi piaceva. Lui è meraviglioso,sono certa che sia l'uomo della mia vita e provo per lui cose che non ho mai provato finora,è un rapporto molto profondo, ma non chiedetemi perché dall'inizio di questo rapporto ho maturato sensazioni di ansia che mi hanno portato a perdere peso (12 k nonostante non sia mai stata grassa), a reagire poco agli stimoli a essere apatica o ad avere continue crisi di panico o di pianto. Sogno di continuo, e con angoscia, di stare ancora con il mio ex di cui ho terrore di ritrovare gli atteggiamenti nel mio attuale ragazzo. In più da che col mio ex vivevo una sessualità tutto sommato spensierata e serena (chiaramente responsabile), con il mio fidanzato attuale vivo nella costante paura di una gravidanza indesidrata (ho assunto la pillola del giorno dopo due volte in breve tempo e senza un concreto pericolo,come mi è stato detto), di episodi di impotenza o di altri problemi che mi aspetto o temo avvengano. Sono molto preoccupata anche perché vorrei vivere con serenità il rapporto con una persona che amo dal profondo della mia anima e con cui vorrei avere un futuro. A volte ho atteggiamenti aggressivi con lui quasi come se lo volessi allontanare e mi rendo conto che sembra che stia cercando di sabotare il nostro rapporto, la cui riuscita è in realtà ciò che più desidero. Cosa consigliate ??? Pensavo di chiedere aiuto ad uno specialista,ma non ne sono ancora convinta e mi piacerebbe prima reagire autonomamente,anche per evitare di spaventare la mia famiglia che è davvero preoccupata. Cosa potrei fare per riprendere in mano la mia vita ? Mi manca essere la persona forte e intraprendente che sono sempre stata....
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile ragazza,
Ripercorra col pensiero il periodo antecedente la fine del rapporto con l'altro ragazzo.
Da quello che riferisce sembrerebbe che lei si senta in colpa per qualcosa.
Potrebbe essere qualcosa di inconscio (in tal caso servirebbe l'aiuto di uno psicoterapeuta), ma per intanto si faccia un riassunto critico di tutto cio' che accadde e dei suoi atteggiamenti.
Ci faccia sapere, se vuole.
I migliori saluti

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

[#2]
dopo
Utente
Utente
In effetti il concetto di "senso di colpa" nei confronti del mio ex fidanzato è stato presente per lungo tempo nei miei pensieri. Non tanto per la fine della storia che è avvenuta per comune accordo. Lui stanco della mia progressiva freddezza mi ha confessato di non amarmi più e che era il caso di finirla. Io non ho obbiettato perché d'altronde non lo amavo più nemmeno io. Ciò che tuttavia mi ha scatenato un profondo senso di colpa i primi tempi è stato piuttosto che col mio attuale fidanzato ho vissuto momenti di assoluta felicità,come se fino ad allora non fossi mai stata innamorata in vita mia. Poco tempo dopo la rottura, il nonno del mio ex è mancato improvvisamente, persona con cui lui aveva un rapporto estremamente stretto e in quell'occasione ricordo di aver detto ad una cara amica di sentirmi in colpa perché mentre lui viveva un momento tragico io ero invece al settimo cielo...oserei utilizzare un'espressione forse un po' forte,ma la mia sensazione era quasi quella di essere responsabile della morte del nonno. Mi rendo conto che è assurdo,ma a livello epidermico e intuitivo era più o meno la sensazione che provavo. Negli ultimi periodi in effetti ho teso a dimenticare questi aspetti....
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Cara ragazza,
I sensi di colpa non sono mai razionali perche' a livello razionale tutti siamo coscienti dei limiti delle nostre possibilita'. Ma a livello inconscio possono pescare in emozioni antiche, dimenticate, ma che si attivano creandoci soffferenze incomprensibili.
Se i suoi disagi dovessero perdurare sarebbe il caso di pensare a chiedere un aiuto.
I migliori auguri!
[#4]
dopo
Utente
Utente
In effetti stavo effettivamente valutando l'opzione. Per me è molto difficile riuscire ad ammettere che ho bisogno di questo tipo d'aiuto,penso come molti, dato il mio carattere. Ho una forte propensione a controllare ogni situazione e arisolvere ogni problema da sola. Capirà che quando non si comprende la provenienza del problema tentare di risolverlo da sola a volte diventa frustrante. E' come tentare di afferrare qualcosa di inafferrabile. Spero solo che questo mio stato d'animo non comprometta il mio attuale rapporto. Per fortuna il mio fidanzato è una persona estremamente intelligente e ha vissuto una condizione simile,quindi simpatizza (nel senso etimologico del termine) con me. Le farò sapere eventuali evoluzioni.

Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.

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