Ansia panico e forse depressione?

buongiorno a tutti!
mi chiamo gabriele ho 39 anni,compiuti oggi.
vengo subito al punto.
dal 12 novembre 2011 ho iniziato a soffrire di ansia e principi di attacchi di panico.tutto e' nato poiche' nel 2008 ho avuto una emorraggia interna all'occhio destro e successivamente nel 2011 a novembre e a febbraio due auree visive senza emicrania.
questi episodi mi hanno fatto diventare ipocondriaco(convinto di avere malattie cerebrali)..quindi a novembre 2011,convinto di soffrire di epilessia ho un'attacco di panico mentre gioco alla playstation.
passano 2 mesi in cui sono a letto,penso di averle tutte..l'ansia e' forte i principi di panico frequenti.
inizio una psicoterapia di tipo analitico a febbraio 2012 con gocce en..l'antidepressivo non volevo usarlo per timori.mi venne prescritto il cipralex ma dissi di non tollerarlo come scusa.
le cose migliorarono fino a questa estate a partire dal 23 giugno 2013..
in cui decido di sospendere en..preso ormai a dosi placebo:1 goccia al giorno e una la sera.
capitano pero' degli episodi..la mia ragazza ha un'attacco di panico prima di andare in sardegna,si riprende subito...io pero',come ho sempre fatto..me ne faccio carico su di me..non prendo en.
poi pian piano durante le ferie vivo le giornate con una sorta di timer,ossia,oggi sto bene,domani staro' peggio.malgrado abbia attacchi di ansia e principi di panico(li chiamo cosi' perche' li sopprimo)..insisto a volermi staccare dall'ansiolitico.vogli ofarcela da solo.
dentro di me porto forti sensi di colpa nei confronti della mia ragazza per errori che ho commesso in passato e che non le ho confessato.
una sera lei ha ansia e le sembra di strozzarsi ,io mi spavento,ne faccio carico.e' l'inizio della fine..
le confesso tutto..il mio stato d'animo inizia ad accusare a volte,la sensazione che nulla mi entusiasmi.insisto a non prendere en..
anche se mi sento meglio dopo la confessione,devo ammettere a me stesso altre problematiche che mi affliggono,come la paura di perdere i capelli(che sta realmente accadendo.paura che e' diventata ossessione da quando avevo 15 anni),il non piacermi,il tenere dentro la rabbia,il sentirmi invisibile.inizia in me il timore di non guarire piu.
ancora niente en
a volte mi capita una nuova sensazione:mi sembra di avere paura di tutto..di impazzire..la soluzione e' cercare di non pensarci.
torniamo dalla sardegna.l'ansia c'e' sempre,sembra un po 'meglio.alla fine torno a milano.ed ecco la fase attuale..
analizzando capisco che se qualcosa la voglio fare..me la rovino pensando:"tanto..che la fai a fare"..mi viene il vuoto e sensazione di adrenalina al petto..paura..senso di non avere scopi..mi auto genero depressione e panico.
decisione:iniziero' la terapia farmacologica lunedi' e la affianchero' alla psicoterapia attuale.
da ieri ho ripreso en..8 gocce mattina..8 la sera.va meglio..lo psichiatra ha detto che la mia depressione e' normalissima,legata allo stato d'animo.domanda..en fino a lunedi..puo' darmi reale depressione?
[#1]
Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6.3k 119 9
Gentile Utente,
le domande sui farmaci vanno postate in area Psichiatria, lo psicologo non è medico. Inoltre on line, se ho ben compreso la sua domanda, non è possibile fare diagnosi.

In ogni caso non può pensare pensare di fare di testa sua per i farmaci che le vengono prescritti, come in passato.

Proseguire il trattamento valutato dagli specialisti, psicoterapico e farmacologico, come si propone di fare, è la strada da seguire.

Sta traendo benefici dalla psicoterapia in atto?
Come si trova con il suo curante?
Quando è stata valutata la farmacoterapia che inizierà lunedì e da quale tipo di professionista, medico o specialista psichiatra?

Per quanto concerne il timore di malattie e l'ansia legga qui
https://www.medicitalia.it/salute/psicologia/27-ansia.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2649-professione-ipocondriaco-l-arte-di-crearsi-malattie.html

Cordialmente



Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

[#2]
Dr. Francesco Mori Psicologo, Psicoterapeuta 1.2k 33 31
Gentile utente,
mi sembra il sintomo ansioso la perseguiti, sia su un piano personale che di coppia. Da come descrive la situazione, sembra che il problema rimbalzi tra di voi, per cui quando lei sta meglio sta peggio la sua ragazza. Se le cose stanno così è probabile che il problema si situi anche all'interno della relazione.
Perché ha deciso di ferire la sua compagna proprio nel momento in cui lei stava più male?
Anche questo è "interessante", lei si fa carico delle cose, da come racconta e alla fine esplode dicendole del tradimento (come per dire adesso non ne posso più beccati questa!).
Ritengo opportuno che affronti questi aspetti relazionali.

Restiamo in ascolto

Dr. Francesco Mori
Psicologo, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta
http://spazioinascolto.altervista.org/

[#3]
Attivo dal 2011 al 2015
Ex utente
salve!!!innanzitutto grazie davvero di cuore per le vostre risposte!!chiedo scusa per le domande sui medicinali,porro' il quesito nella sezione adeguata.
rispondendo individualmente:
dottoressa rinella,indubbiamente penso che come strada sia ottimale..per quanto i farmaci mi spaventano davvero moltissimo..ma credo sia un timore prettamente ansioso..

"Sta traendo benefici dalla psicoterapia in atto?" si ne ho avuti..infatti malgrado la ricaduta e la sensazione di panico continua,comunque non sono fermo a letto..riesco a contrastare la cosa..anche se mi dicono che dovrei..lasciarli..fluire..

"Come si trova con il suo curante?"e' molto brava ed ascoltatrice..chiaramente utilizza il metodo analitico..e' piu lento del cognitivo comportamentale..ed analizza gli aspetti della mia vita per rimuovere il problema.ad ora pero' non ho metodi o tecniche per poter affrontare l'ansia ed il panico..oltre che convertire i pensieri negativi in positivi evitando circoli viziosi..volevo sapere..forse e' davvero il caso di cambiare con un'approccio cognitivo comportamentale?

"Quando è stata valutata la farmacoterapia che inizierà lunedì e da quale tipo di professionista, medico o specialista psichiatra?" la farmacoterapia venne valutata gia' nel 2011..proponendo il cipralex con en..cipralex che come le ho scritto non assusi per timore..al tempo fu un'altra psichiatra a somministrarmelo che ora non c'e' perche' in gravidanza..
mi e' stata riproposta la stessa terapia dal suo sostituto,un'altro psichiatra del centro psico sociale di milano dove vado..

parlando invece col dottor franscesco mori,si..il sintomo ansioso insiste..a tratti ha forme diverse e piu' possibilita' di interazione rispetto al passato(Che poi sono io che creo tutto..)
si confermo il problema fu all'interno della relazione..ne parlo al passato perche' ora siamo di nuovo insieme con un'approccio totalmente differente.
devo chiaramente specificare alcune cose per maggior chiarezza.
i miei errori nei suoi confronti furono il à"fare lo scemo" attraverso sms e facebook con altre ragazze..attraverso frecciatine..un po' da marpione direi.
ho stabilito che questo mio comportamento e' legato ad una mia forma di peter pan..il non voler crescere(sono cose da 20 enni questi gesti..)..oltre che una ricerca continua di conferme su me stesso..poiche' non mi piaccio..

"Perché ha deciso di ferire la sua compagna proprio nel momento in cui lei stava più male?"
bella domanda..ci ho pensato moltissimo...c'e' da dire che usavo questi miei comportamenti anche come gratificazioni per cercare di "contrastare" demoralizzazioni,problemi irrisolti,gelosie forti..uno scappare senza affrontare praticamente!..aggiungiamo 6 anni di astinenza sessuale per mancanza di privacy ed altri problemi.
forse perche'..la mia rabbia repressa(cosa che ho)..mi faceva minimizzare i miei comportamenti..fino a quando non ho fatto i conti con la mia coscienza.
ma secondo lei..io sarei quindi esploso dicendole del tradimento..come forma di rabbia repressa nei suoi confronti?

dottori una domanda per entrambi,se consentito..posso sapere come mai..una volta che..si "impara" a farsi venire gli attacchi di panico..poi avviene piu frequentemente?la mente non perde l'abitudine?..detto proprio cosi' terra terra..
per intenderci..se prima pensavo che poteva venirmi un attacco o stare male..non mi veniva..anzi..mi venivano solo avendo determinati altri pensieri..ora..mi basta pensare che non guarisco..ed ecco che arrivano...
non sono piu ipocondriaco sulle malattie organiche..ma la mia mente si e' aggrappata alle patologie psichiatriche..e' sempre un cercare di dirmi..da parte della mia psiche..che qualcosa va risolto..
comunque sono pensieri che mi danno il panico facilmente..generati come..forma di autopunizione..legato a sensi di colpa(in generale)..ed al fatto che..io sento di non meritare nulla..

[#4]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17.4k 317 528
Gentile Utente,
Lei scrive:
" "impara" a farsi venire gli attacchi di panico..poi avviene piu frequentemente?la mente non perde l'abitudine?..detto proprio cosi' terra terra.."

La lettura del panico e dell' ansia non è proprio così lineare, è vero che esiste un apprendimento anche dei comportamenti disfunzionali, ma è vero che la psicoterapia non lavora solo sulla manifestazione dell ' ansia, cioè sul sintomo visibile,ma lavora anche sulle cause che hanno fatto sì che il sintomo ansioso si sia manifestato e soprattutto mantenuto nel tempo.

Prosegua con i clinici che si stanno occupando di lei, magari spostando a loro le stesse domande che ha scritto quì, diventeranno un valido elemento di lavoro terapeutico

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#5]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 506 41
" come mai..una volta che..si "impara" a farsi venire gli attacchi di panico..poi avviene piu frequentemente?la mente non perde l'abitudine?..detto proprio cosi' terra terra..
per intenderci..se prima pensavo che poteva venirmi un attacco o stare male..non mi veniva..anzi..mi venivano solo avendo determinati altri pensieri..ora..mi basta pensare che non guarisco..ed ecco che arrivano..."


Gentile Utente,

posso risponderLe dal punto di vista del modello cognitivo-comportamentale.

Per prima cosa l'attacco di panico ha caratteristiche molto precise:

-intensa paura e disagio, accompagnati da altri sintomi, quali palpitazioni, sudorazione, tremori fini o con grandi scosse, fame d'aria e sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, vertigini, ma anche sensazioni di testa vuota, derealizzazione e depersonalizzazione, paura di perdere il controllo e di impazzire, paura di morire, a volte anche parestesie, brividi o vampate di calore.

Però le caratteristiche imprescindibili sono:

- inizio improvviso che raggiunge molto rapidamente l'apice (circa 10 minuti ma a volte anche meno) ed è accompagnato da un senso di pericolo o catastrofe imminente e dalla sensazione come di urgenza di allontanarsi.

- la persona riferisce "stavo per morire" o "mi sembrava di impazzire" e spesso si reca al PS, certo di avere un infarto.

Però l'attacco di panico è un sintomo, così descritto, che può comparire nel disturbo da panico, nella fobia sociale,nella fobia specifica, nel DPTS.

E' probabile che gli attacchi d'ansia che Le capita di avere sono diventati più frequenti proprio per le ragioni opposte a quelle che Lei sta ipotizzando. La mente non perde l'abitudine semplicemente perchè dopo ogni attacco d'ansia, se non adeguatamente trattato, permane e aumenta la paura che l'evento possa ripresentarsi. Tutto ciò spinge il pz. o a mettere in atto delle condotte di evitamento delle situazioni che potrebbero scatenare l'ansia (e i pz. sono molto abili ad intercettare queste situazioni), oppure a vivere con molto timore. Chiaramente se una persona vive con molto timore e angoscia, sarà molto più frequente sentirsi ansiosi costantemente.
Quindi la mente non perde l'abitudine, semmai mente e corpo stanno in uno stato di allerta continuo.
Vivere con il pensiero di non poter guarire non è una bella cosa: come mai è sorpreso di non stare bene?

Però vorrrei far notare che, quando parliamo di modelli psicoterapici diversi, non si tratta solo di avere un trattamento più o meno veloce, ma di terapie che hanno il vantaggio di eliminare in prima battuta il sintomo che in questo momento Lei non riesce a gestire.
Solo in seconda battuta si lavora, se il pz. ancora lo desidera (ma è piuttosto raro), sulle cause. Il pz. però, a questo punto del trattamento, sta già bene ed è in grado di camminare con le proprie gambe.
Talvolta andare alla ricerca delle cause, dal mio punto di vista, significa ancora essere ansiosi e avvitarsi su questioni che alimentano l'ansia. Inoltre nella terapia cognitivo-comportamentale non è affatto necessario trattare tutti gli aspettti della vita per poter risolvere il problema d'ansia: messo a fuoco il problema si lavora per risolvere quel problema.

Perchè non discute di tutto ciò con il curante?

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#6]
Attivo dal 2011 al 2015
Ex utente
buongiorno!!e grazie per le vostre riposte professionali ed esaustive!
precisero' qualche punto per darvi ancora piu elementi..
fondamentalmente..grazie al cielo..un attacco di panico forte non mi e' mai venuto..vi elenchero' i miei sintomi:
sudorazione,palpitazione,tremori,inquietudine,paura,senso di non guarire che mi alimenta la sensazione di perdita di controllo,giramenti di testa e a volte blocco deglutizione
che mi vengono nel momento in cui penso di:non guarire,di essere malato,di finire in ospedale..avere un attacco che non termini piu..che mi porti ad una condizione di malato psichico perenne..la paura che le persone che amo possano soffrire per me vedendomi non guarire..che io abbia bisogno di psicofarmaci che altererebbero il mio cervello..magari senza ottenere risultati..in altre parole una sensazione di non avere via di uscita.
fondamentalmente il mio circolo vizioso e' questo:
mi sveglio al mattino..penso:"oggi andra' meglio?"..se ho una buona sensazione..inizio subuto a fare questi pensieri..ed ecco che arriva l'ansia.mi deprimo..i pensieri negativi sono costanti quindi...mi spaventano..pensando che io non possa piu controllarli o "metterli da parte" quindi da avere panico continuo.
perdo interesse per le cose che mi piacciono..e se mai ne avessi,di questo interesse,viene subito "abbattuto" da uno dei pensieri di cui sopra o da una cosa del tipo:"tanto? che lo fai...nn ti divertirai..e poi vivrai sempre col panico.."(e' una forma di autolesionismo che faccio,probabilmente per i miei sensi di colpa..)..allo stesso modo..se voglio fare una cosa che mi piace..ecco lo stesso autolesionismo di cui sopra.
la mia giornata e' suddivisa nella fase diurna..in cui ho piu problemi..e quella serale noturna,in cui sembra un po' andare meglio..perche' penso che poi dormiro'..
a volte la paura di avere panico nella notte mi fa avere notti insonni o sussulti con spaventi..
non vivevo in queste condizioni prima di giugno..il mio timore e' che la mia mente abbia imparato ad avere delle "cattive abitudini"..mi viene in mente l'esperimento di pavlov e i cani raccontatomi dallo psichiatra..
per questo il mio timore e' che per riabituarla debbano passare anni di medicine e psicoterapie..
anche se penso che se riuscissi a "disgregare" il panico a non temerlo piu..a farmelo passare addosso..fluidamente..e quindi se proprio..considerare di conviverci serenamente..senza pensare che si guarisce e la cosa non torna piu...perche' l'ansia fa parte di noi...e se ci sono situazioni in cui "degenera" nn ci si deve perdere in essa..ma viversela per sapere cosa ci dice..allora avrei rotto questo meccanismo..e sarei ancora piu forte di prima..il mio cambiamento in fondo..della mia vita..la mia consapevolezza di non essere piu un ragazzino..le mie paure di non piacere e non piacermi..il sentirmi invisibile..sono tutte cose che non vanno combattute..ma affrontate..cosi' come..e' inutile io combatta l'ansia..la dovrei affrontare e "farmela amica"..non so se sto sbagliando in cio' che scrivo...solo che forse e' proprio il mio approccio che e' sbagliato verso di essa..
[#7]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 506 41
Gentile Utente,

la terapeuta ha posto diagnosi di disturbo d'ansia con attacchi di panico? Da come descrive le crisi non sembrano attacchi di panico (che hanno appunto caratteristiche molto precise), ma chiaramente deve riferirsi al curante che ha avuto modo di poter valutare la situazione di persona.

Per quanto riguarda invece i sintomi sono compatibili con una disturbo d'ansia, però a questo punto mi pare evidente che Lei sia in gardo di legare tra loro emozioni (ansia, paura), pensieri (non ho via d'uscita, oggi andrà meglio o no?) e comportamenti (s'impegna a controllarli sempre più...).

Da un punto di vista del modello cognitivo-comportamentale, emozioni, pensieri e comportamenti s'inflenzano reciprocamente e come può vedere Lei è "nel panico" perchè non ha ancora spezzato questo meccanismo disfunzionale.
Cercare di controllare l'ansia (e porsi il problema di non riuscire a controllarla) non fa altro che generare ansia e aumentarla.
Quindi ritengo che sulla questione dovrebbe far luce con la terapeuta appena la vedrà.

Certamente l'ansia è un'emozione utile: si attiva infatti in prossimità dei pericoli. Diventa un problema se si attiva in momenti in cui apparentemente non ci sono pericoli e se è eccessiva.

Qui trova tutto sull'ansia:
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/205-caro-psicologo-mi-sento-ansioso-i-disturbi-d-ansia-e-la-terapia-cognitivo-comportamentale.html

https://www.medicitalia.it/salute/psicologia/27-ansia.html

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/816-la-trappola-del-panico.html

Cordiali saluti,
[#8]
Attivo dal 2011 al 2015
Ex utente
salve dottoressa pileci
in effetti mi sembrano dei principi di attacchi di panico..poiche' io li sopprimo sul nascere.
si,venne diagnosticata ansia generalizzata con attacchi di panico,questo nel 2011..non so poi in cosa si possa essere trasformata la cosa.ma nella mia piccola ignoranza,mi sembra che non possano sfociare ad altro questi tipi di disagi psicologici.
se non ad acutizzazioni invalidanti..
a lei cosa sembrano questi sintomi,con tutto il limite del fatto che ci troviamo online e quindi sarebbero solo ipotesi,fatte comunque da un professionista?
le faccio l'esempio di quest'oggi..risveglio diciamo non male..pensiero di non guarire..prima ansia forte (con quel senso di paura nel petto)..poi pian piano..durante la giornata..cerco di far fluire queste sensazioni senza contrastarle..mi si presenta,stavolta sotto forma di derealizzazione..presumo..il sintomo e' una serie di "piccole solletichi" su tutto il corpo..sensazione di inquietudine..testa vuota..quindi paura..legato sempre al fatto di non guarire..
sto assumendo gocce en da due giorni...quindi:venerdi' 8 mattina e 8 la sera...ieri solo 8 la sera..oggi nulla..
domanda..so che non sono nella sezione giusta..ma...se assumo l'ansiolito(che ho interrotto 2 mesi fa dopo che lo assumevo a placebo quasi...1 goccia la mattina e una la sera)..questo nasconde i sintomi dell'ansia..ma..puo' creare dei peggioramenti?...in attesa di domani in cui iniziero' la terapia con antidepressivi..seguito dallo psichiatra..
[#9]
Attivo dal 2011 al 2015
Ex utente
volevo aggiungere una sintomatologia..e capire se era riconducibile all'attacco di panico e l'ansia..
in altre parole mi capita questo:
1)se inizio a pensare che:non guariro',impazziro',avro' una'attacco di panico che non si fermera',finiro' al pronto soccorso..insomma come se fosse una cosa talmente forte dal non uscirne..allora inizio a sentire inquietudine..paura...sempre piu forte..con sensazione di mancanza di controllo che mi fa venire la sensazione di attacco imminente di panico..
2)se provo una forte emozione..di qualsiasi tipo..soprattutto positiva...essendo ansioso mi si alza l'ansia..che poi esagera...dopodiche'..forse con un "retropensiero" dico "qualsiasi cosa positiva proverai..verra' rovinata da questo tuo disturbo"..ed ecco che mi sale l'inquietudine e la paura..quindi con sensazione di cui sopra di panico imminente..in aggiunta ai pensieri di prima(divento matto,perdo il controllo ecc ecc..)..
riguardo il secondo punto e' come se..cercassi di autorovinarmi le esperienze positive..
altro piccolo esempio..voglio giocare alla playstation...mi piace l'idea..mi amoziona...ma mi genera immediatamente del panico...
e' come se..non dovessi assolutamente avere quei pensieri per vivere normale..
nel tempo,questa cosa e' diventata piu dominante..dopo questa estate...e' come se..mi volessi togliere i piaceri della vita...
la mia psicoterapeuta ha anche rilevato un conflitto tra la mia parte piccola e la mia parte adulta..ma credo che la mia morale..possa essere degenerata in seguito ai fatti accaduti questa estate(la mia confessione,l'ammissione delle mie debolezze,i miei complessi..)..anche perche' faccio un'altro esempio...puo' essere possibile che mi venga ansia forte..panico e senso di svuotamento..se cerco di masturbarmi???
devo lavorare,a mio parere,moltissimo con la psicoterapeuta..e forse cambiare indirizzo..
una volta...una mia amica mi disse che..in stati d'ansia..quando si e' molto scossi..capita che qualsiasi emozione possa non essere collocata bene e far risalire l'ansia senza senso..piu o meno ricordo cosi'..potrei essermi sbagliato nella definizione.
aspetto vostre spiegazioni in merito
gabriele
[#10]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 506 41
Gentile Utente,

da qui chiaramente non si può fare diagnosi perchè vietato dalle Linee Guida del sito e anche dalla Legge, oltre che dal buon senso.
Quindi teniamo buona la diagnosi del curante che ha avuto modo di vedere e valutare di persona.
Tuttavia queste domande e dubbi a me sembrano ancora l'espressione di uno stato ansioso.

Per quanto riguarda il trattamento, il modo di procedere della Sua terapeuta è diverso dal mio e io non mi occupo di conflitti tra la parte adulta e quella infantile.
Ma se anche ci fosse, ritengo che la priorità -almeno nel modo di procedere di una psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale- sia quella di risolvere il problema relativo all'ansia e (se c'è) al panico.

Più che cercare spiegazioni (é come se volessi togliermi i piaceri della vita) una maniera efficace di gestione del problema è quello di intercettare lo schema cognitivo che lega emozioni, pensieri e comportamenti e poi modificare i comportamenti: poichè queste tre variabili si influenzano tra loro, modificando il comportamento, cambiano anche le credenze e le idee e le emozioni che si provano.

In ogni caso, in terapia cognitivo-comportamentale tutto ciò è possibile solo grazie alla prescrizione di compiti da parte del terapeuta e al monitoraggio in seduta.

Saluti,
[#11]
Attivo dal 2011 al 2015
Ex utente
grazie dottoressa pileci..si le mie domande sono di origine ansiosa...e tutto cio ' che mi dice..mi fa davvero propendere per intraprendere un cammino di tipo cognitivo comportamentale....
credo che se risolvo in prima battuta la gestione dell'ansia e del panico..allora poi ho la possibilita' eventualmente di risolverne le cause..
il panico e' parte i noi..come l'ansia..e deve essere mio alleato..
dottoressa e' plausibile pensare che la erapia cognitivo comportamentale..possa essere fatta senza l'ausilio di farmaci?
[#12]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 506 41
Non esistono mai due pazienti uguali, ma ogni caso deve essere valutato. Se Lei è già in cura anche con lo psichiatra, perchè non esprime ciò che pensa al medico? Apprezza effetti collaterali? Che idea ha del farmaco?
[#13]
Attivo dal 2011 al 2015
Ex utente
salve dottoressa!
degli psicofarmaci ho il terrore letteralmente..per quanto sia un paradoso poiche' EN l'ho assunto per due anni...anche a bassi a dosaggi..ma l'ho assunto..
diciamo che pensando all'antidepressivo la cosa mi impaurisce in particolar modo.
ossia l'idea che qualcosa vada a toccare certi processi chimici del mio cervello non mi piace.
sono comunque consapevole che a volte la cura farmacologica e' necessaria AFFIANCATA PERO' ALLA PSICOTERAPIA..che ritengo FONDAMENTALE e DI PRIMARIA IMPORTANZA.
io ho fatto presente questo allo psichiatra con cui sono in cura..che poi e' il sostituto della psichiatra di 2 anni fa che ora e' in gravidanza.oltre al fatto che non facevo visite di controllo da tempo...piu di un anno e mezzo..
sono stato visitato giovedi' scorso..quindi lui mi ha detto che vedendomi come desideroso di controllo e con dubbi mi lasciava il tempo di prendere la decisione a riguardo.
sinceramente non ho mai assunto antidepressivi..mi spaventano gli stessi effetti collaterali..
ma ammetto che la mia psiche arriva al punto di pensare che non ci sia via di uscita se non quella faracologica affiancata..cio' mi induce a pensare sempre di essere inguaribile..
bel circolo vizioso,vero?
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