Grossa crisi dopo una seduta

Salve, cari psicologi. Torno a scrivervi perchè mi è successa una cosa che non mi era mai successa prima d'ora (e che alla prossima seduta, tra 3 settimane, riferiro' certamente anche alla mia terapeuta): durante l'ultima seduta con la mia terapeuta sono emerse cose per me "delicate", come il fatto che ho idealizzato mia madre, vedendola sempre come infallibile e un modello, e ultimamente ne sto scoprendo (e fatico ad accettarlo..) le sue fragilità. Tendo a fare la stessa cosa con la mia terapeuta: penso sempre che lei sia nel giusto, che sia infallibile e un punto fermo della mia vita.
Mi chiedo se non si sia instaurata una sorta di "dipendenza" nei suoi confronti, dopo tanti anni.
La seduta mi ha destabilizzata, lì x lì avevo le mani fredde (tipico di quando provo ansia) e due giorni dopo, mentre ero x negozi con mia mamma, ho quasi avuto un attacco di panico mentre ero dentro un negozio (erano anni che non mi capitava + di averne!!!!), ma sono riuscita ad attuare tecniche di respirazione e calmarmi.
Mi è tornato il dubbio sul senso di irrealtà, a giorni : "come faccio a distinguere se cio' che vivo è reale o se sto sognando?". So che è assurdo, non mi viene sempre questo dubbio, ma in momenti/giorni di stress, circa 2 volte al mese. Ogni volta che mi torna mi spaventa, anche se non come la prima volta che mi capitò (4 anni fa, durante un violento attacco di panico con forte paura di impazzire).

Sicuramente ne parlerò con la mia terapeuta, ma volevo sapere se puo' accadere che una seduta destabilizzi a tal punto da far stare cosi male nei gg successivi una persona e se è un fatto che puo' essere positivo o da indagare con la terapeuta..?

Come mai continuo a spaventarmi quando mi torna questo pensiero sull'irrealtà? Fino a 3 mesi fa stavo veramente bene e questa "domanda esistenziale" era solo un brutto ricordo... spero che mi passi di nuovo, xche anche se la maggiorparte dei giorni sto bene, sono stanca che mi tornino questi stupidi sintomi!
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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 220 110
Gentile utente i contenuti che emergono d auna seduta possono creare emozioni di ogni genere, se questi siano positivi o negativi potrà valutarlo solo con il terapeuta con il quale sta lavorando.
Tuttavia se sono più le sedute in cui le capita questo forse una rivalutazione del lavoro con altro terapeuta potrebbe essere presa in considerazione.
che tipo di psicoterapia sta effettuando?
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

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Dr. Francesco Mori Psicologo, Psicoterapeuta 1,2k 33 33
Gentile utente,
concordo con quanto scrive il mio collega, dr De Vincentiis.
Le sedute di psicoterapia possono mobilitare forti emozioni ed avere ripercussioni fuori dalla stanza di terapia.
Allo stesso tempo mi domando come mai attribuisca il ripresentarsi di vecchi sintomi all'ultima seduta. E' possibile che le ragioni siano altrove.

Restiamo in ascolto.

Dr. Francesco Mori
Psicologo, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta
http://spazioinascolto.altervista.org/

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
Anche io, come i Colleghi, le suggerisco di discuterne con chi ha il piacere di occuparsi di lei.

Chiedere online, mentre si sta effettuando un percorso, genera confusioni, può accadere che una seduta destabilizzi a tal punto, ma del contenuto ne discuta con la sua terapeuta

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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dopo
Utente
Utente
Grazie a tutti voi per le tempestive risposte!

Per rispondere al dott. De Vincentiis, il tipo di psicoterapia che sto effettuando è di tipo psicodinamico. Con la mia terapeuta il lavoro che facciamo è molto centrato sul riconoscimento delle mie emozioni, poichè sono spesso concentrata sui bisogni degli altri a discapito dei miei; è centrato sia sull'analisi delle emozioni, che delle relazioni; sul presente e sul passato (sul passato in realtà abbiamo "lavorato" poco, xche nonostante sia psicodinamica sostiene che non sempre sia utile andare per forza a scavare indietro).

Dott. Mori: forse attribuisco il ripresentarsi di vecchi sintomi all'ultima seduta perchè mai come durante (oltre che dopo) quella seduta mi sono sentita cosi "scoperta" e "fragile". Ma potrei sbagliarmi e le motivazioni potrebbero essere altrove! Ne parlerò alla mia terapeuta.

Dott.ssa Randone: ha ragione, ne parlerò con la mia terapeuta alla prossima seduta.

Buon lavoro a tutti
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dopo
Utente
Utente
Mi rendo conto che il fatto di starmi per laureare in psicologia clinica (mancano 4 esami alla laurea) e di non aver ancora risolto totalmente il mio disturbo d'ansia mi preoccupa. Io CREDO di poterlo risolvere, non è che non ci creda! E' che penso che questa terapia stia andando un po' a rilento.
Sicuramente una terapia "sul profondo" come quella che sto facendo io richiede i suoi tempi ed evidentemente 5 anni di analisi non sono bastati fino ad ora. Se non volessi fare la psicologa molto probabilmente non sentirei questa urgenza di risolvere il mio disturbo... ma visto il lavoro che voglio intraprendere, forse una psicoterapia di tipo diverso (es. cognitivo-comportamentale o strategica breve) potrebbe aiutarmi in questo senso..e poi potrei ripredere il lavoro "sul profondo" dopo, in un secondo momento.

E' sensato cio' che dico? o è uno sproloquio dettato dall'ansia di voler star bene?
:)

Grazie dell'ascolto

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