Come far capire al mio ragazzo il disagio che sto provando

Buon giorno, mi trovo in una situazione un po' pesante per me. sto con il mio ragazzo da 8 anni, lui ne ha 37 io 27. adesso abbiamo deciso di andare a vivere insieme. lui ha due fratelli più grandi e hanno diviso le proprietà davanti al notaio. al mio ragazzo è rimasta, oltre al terreno, la casa dei suoi genitori in cui attualmente vivono ancora loro due. il mio ragazzo vuole sistemare la parte superiore della casa per andare a vivere li insieme a me ma io non voglio tutto questo. vivere in un appartamento è quello che posso fare temporaneamente in attesa di sistemarmi. nel mio futuro io vorrei una casa tutta nostra senza interferenza dei genitori di lui che vivrebbero di sotto e con cui devo avere il cortile in comune. io ho bisogno di uno spazio tutto nostro per la nostra privacy, per evitare inutili litigi e per poter gestire il mio cortile o prendere decisioni in casa, cosa che questo non mi sarebbe permessa se accettassi la proposta del mio ragazzo. io gli ho detto che vorrei comperare una casa insieme e lui ha detto che assolutamente non è possibile perchè i suoi genitori ci rimarrebbero male. ora sto malissimo. ho attacchi di panico, vomito, e crisi di pianto anche fuori casa. come faccio a fargli capire che non voglio assolutamente andare a vivere li da lui ma quello di cui ho bisogno è un posto tutto nostro? non è un problema economico, i soldi ci sono, e poi lui potrebbe utilizzare i soldi con cui dovrebbe sistemare la casa dei suoi genitori per comperare una casa con me...non so come comportarmi ma di sicuro so due cose: non voglio che ci lasciamo e non voglio andare a vivere sopra ai suoi.

Ringrazio per la disponibilità
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"io gli ho detto che vorrei comperare una casa insieme e lui ha detto che assolutamente non è possibile perchè i suoi genitori ci rimarrebbero male"

Cara Utente,

deludere in qualche misura i propri genitori è spesso indispensabile per rendersi autonomi e costruire una vita adulta.

Forse il suo ragazzo non è pronto per questo tipo di distacco, se mette la felicità dei propri genitori al primo posto ignorando la sua angoscia e il disagio che sta sentendo al solo pensiero di dover acconsentire a quella proposta.

In generale che tipo di rapporto ha il suo fidanzato con mamma e papà?
E lei che rapporto ha con i suoi suoceri?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

>>non voglio che ci lasciamo e non voglio andare a vivere sopra ai suoi.<<
allora bisogna giungere ad un compromesso. E' assolutamente comprensibile il suo vissuto, ma bisognerebbe riflettere su alcuni punti:

Chi pagherebbe per un'eventuale casa "altrove"?
E' proprio necessaria questa convivenza?

>>assolutamente non è possibile perchè i suoi genitori ci rimarrebbero male.<<
se la giustificazione è questa non regge, e comprendiamo anche le sue reazioni ansiose, soprattutto il "vomito", che rappresenta il "rifiuto" per eccellenza. Non riesce a trovare un'altro modo per "contrattare" con il suo partner?

I suoi sintomi nascono proprio per una problematica comunicativa e probabilmente regolata da una "gestione del potere" nella coppia, ossia l'unico modo per far sentire la sua voce è quello di "creare" un sintomo.





Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#3]
dopo
Utente
Utente
Gentili Dottori, vi ringrazio per le risposte tempestive.

Per quanto riguarda le domande della dottoressa Massaro, il mio ragazzo è l'ultimo dei figli rimasti in casa e i suoi genitori ovviamente per ogni esigenza fanno affidamento su di lui. Io non ho un grosso rapporto con loro, abbiamo sempre evitato di coinvolgere troppo le famiglie nella nostra vita di coppia proprio evitare inutili intrusioni. In pratica mi ritroverei a condividere gli spazi con due estranei che essendo a casa loro vogliono dire la loro su come sistemare il piano superiore.

In risposta alle domande del dottore Del Signore, una possibile casa tutta nostra la pagheremmo entrambi, lui ha i soldi necessari per affrontare la spesa, mentre io farei affidamento ai mie genitori o un eventuale mutuo. Io vorrei tanto convivere, è una cosa che sento di volere ma non riesco a queste condizioni. Vorrei iniziare la mia vita fuori casa ma non alle condizioni del mio ragazzo.
Vorrei veramente che lui capisse che quello che sto sentendo ora non è un capriccio ma un disagio reale. mi sono adeguata a tante cose che ha voluto lui in questi anni, come il fatto di non coinvolgere nelle nostre vite le famiglie, ma a questo proprio non riesco a trovare un lato positivo.

Vi ringrazio nuovamente per la disponibilità
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Gentile Utente,

Lei dice che in passato, tra le richieste del Suo compagno, c'era proprio quella di non coinvolgere le rispettive famiglie... come mai allora adesso lui vuole addirittura una convivenza così stretta coi propri genitori?

Inoltre Lei scrive: " In pratica mi ritroverei a condividere gli spazi con due estranei che essendo a casa loro vogliono dire la loro su come sistemare il piano superiore."
E' davvero certa che questo accadrà?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#5]
dopo
Utente
Utente
Gentile dottoressa Pileci, La ringrazio per la risposta. sinceramente non lo so perchè proprio per una cosa così importante come la convivenza, il mio ragazzo abbia deciso di cambiare rotta e coinvolgerli nella nostra vita. ho scritto che i genitori vogliono dire la loro proprio perchè, discutendo con il mio ragazzo di come avrebbe sistemato il piano superiore, parlavamo di pavimenti e rimodernamento e lui con fare molto arrabbiato mi ha detto che va tutto bene così com'è, che avrebbe dovuto chiedere ai suoi. gli ho fatto presente che non posso sentirmi un ospite in un posto che dovrebbe essere la mia casa definitiva, e lui ha detto che sono io che voglio sentirmi tale. Un'altra questione è stato il cortile, io amo curare i giardini per cui mi sono sempre immaginata la mia casa con un bel giardino e lo spazio per le aiuole. ora mi ritrovo con un fazzoletto di erba davanti a casa e non posso toccare nulla perchè ci le piante di sua mamma....
se solo lui capisse la situazione dalla mia visuale, dal mio punto di vista, forse capirebbe che non è la sistemazione giusta per tutti e due. ma non so come fare ciò...
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Mi pare però che sia il punto di vista del Suo fidanzato, più che quello dei genitori di lui... in altri termini sembra che lui non abbia il coraggio per comportarsi da adulto ed essere autonomo e indipendente nelle scelte con i Suoi genitori, chiedendo a Lei un sacrificio.

Potrebbe esserci lo spazio per un compromesso secondo Lei (ad es. vivere in quella casa ma decidendo voi due come ristrutturare) se ne parlasse con il Suo fidanzato?

Se economicamente non è un problema andare via dalla casa genitoriale, si potrebbe anche ipotizzare un problema di dipendenza dai genitori...
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

>>non lo so perchè proprio per una cosa così importante come la convivenza, il mio ragazzo abbia deciso di cambiare rotta e coinvolgerli nella nostra vita.<<
questo è tipico di una certa cultura italiana, che trova sempre più difficoltà nell'emancipazione e nella separazione dalla propria famiglia di origine. Come in questo caso che i genitori costruiscono la casa ai figli nel piano superiore.

Certe questioni nella coppia andrebbero chiarite prima, così come la possibilità di prendere insieme decisioni importanti.

Credo che anche lei debba cambiare la sua "visuale", perché sembra un po' stereotipata, forse ci sono dei suoi timori personali che formano dei "preconcetti" in merito a queste tematiche.




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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Potrebbero esserci dei motivi che lei non ha considerato per i quali lui improvvisamente è ben felice di non rendersi autonomo e di continuare a vivere in fianco ai suoi genitori: sono anziani?
Potrebbero avergli fatto delle pressioni perché "almeno lui" rimanga lì, dopo che gli altri figli se ne sono andati?
Potrebbero avergli fatto capire che sono disposti a finanziare una ristrutturazione purchè rimaniate lì, ma non ad aiutarlo economicamente ad acquistare un'altra casa?

Quello che ha aggiunto:

"mi sono adeguata a tante cose che ha voluto lui in questi anni"

non è sicuramente una premessa incoraggiante.
E' infatti possibile che la vostra relazione si sia nel tempo "tarata" su questo tipo di rapporto e che per il suo ragazzo sia ormai normale aspettarsi che lei ceda, magari dopo aver fatto delle "storie", e che non la stia insomma prendendo troppo sul serio perché l'esperienza gli insegna che lei prima o poi cederà.
Cosa ne pensa?

[#9]
dopo
Utente
Utente
Gentili dottori, vi ringrazio per il tempo dedicato. Sabato e domenica avrò modo di passare un po' di tempo da sola con il mio ragazzo, senza il gruppo di amici, e provo a riesporre il mio disagio prendendo spunto dalle domande che mi avete fatto e che sinceramente non avevo pensato. spero troveremo un compromesso che faccia star bene entrambi e sicuramente chiederò perchè proprio ora dopo 8 anni questo cambiamento e se sono i suoi genitori che hanno paura di rimanere soli, a volere che lui stia li.

vi ringrazio tantissimo, sembrerà strano ma a parlarne già mi sento più positiva e determinata a far valere, almeno questa volta, il mio punto di vista così da trovare un buon compresso.

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Molto bene, magari prima di dire la Sua, perchè non prova a fare delle domande al Suo fidanzato per capire prima il suo punto di vista e poi tarare meglio ciò che deve dire?

Avrà modo, in questa maniera, di avere le informazioni che Le servono ma Le mancano sulla visione del Suo compagno.

Ci faccia sapere, se vuole!
Cordiali saluti,
[#11]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Nel parlargli tenga sempre presente che ha diritto quanto lui a far presente e a far valere le sue esigenze: anche se in passato ha solitamente ceduto questo non significa che debba farlo anche ora.
Adeguarsi a troppe richieste esterne può portare solo risentimento e sensazione di essersi sacrificata per niente o quasi.

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