Paura di non saper affrontare la vita

Salve, vorei esporre nel modo piú breve e soddisfacente possibile il mio problema. Premesso che sono sempre stato un ragazzo piuttosto ansioso, all'etá di quattordici anni quasi quindici mi sono trovato a dover affrontare una malattia invalidante, clono ed una emiparesi sinistra in seguito ad un intervento chirurgico cerebrale molto invasivo (era il dicembre 2002). Sa allora i progressi sono stati tanti, ma fu come un fulmine a ciel sereno allora. Andavo bene a scuola, ero molto bravo a tennis, e tutto ad un tratto mi sono trovato a dover affrontare fisioterapie giornaliere, con la speranza di rimettermi in sesto in un annetto e mezzo. Ovviamente tremori mancanza di sensibilità alla parte sinistra non sono piú quelli di una volta, ma devo rassegnarmi a una leggera zoppia perenne e ad una rigiditá muscolare permanente. La scuola è andata lentamente ma inesorabilmente peggiorando per il peso che rappresentava, i compagni che prima mi sostenevano hanno cominciato a deridermi (tant'è che ho deciso di cambiare scuola a metá anno della terza liceo scientifico) e la mia personalitá ne risentiva silenziosamente. Finisco il liceo senza nè debiti nè bocciature, mi iscrivo all'universitá convinto che continuando a studiare e ad impegnarmi nella riabilitazione sarei riuscito a fare a meno degli svaghi di cui tutti i ragazzi della mia etá vivevano. Ogni volta che uscivo mi sentivo inadeguato e poco partecipe, non a mio agio...lo studio all'universitá sembrava andare bene, ma anche in quell'ambiente, a xausa delle persone e delle mie continue insicurezze, non ho mai vissuto al megloo la mia vita. Se ci aggiungiamo il fatto che intanto è pure sopraggiunto un forte senso di invidia nei confronti dei colleghi che superavano brillantemente gli esami e che hanno la ragazza ed escono, arriviamo al fulcro del mio problema attuale: mi vedo sempre piú emarginato, non riesco a pensare ad altro che al fatto di essere tre anni fuoricorso, di non poter diventare qualcuno veramente se mi faccio continuamente attanagliare da queste sensazioni e di poter davvero deludere i miei genitori, che forse mi hanno sempre eccessivamente rassicurato sulla non importanza dei tempi di studio.
Mi scuso per eventuali punti non chiari e per probabili errori di battitura, vorrei solo chiedere suale potrebbe essere una soluzione a questo senso di eccessiva insicurezza e vulnerabilità con cui di nascosto ma non troppo ho sempre convissuto. Grazie
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Dr. Michele Matera Psicologo 58 2
Gentile Utente, posso comprendere perfettamente la sua situazione. Ha un trascorso difficile con cui fa i conti giornalmente. I problemi nelle relazioni sociali sono strettamente legati alle sue insicurezze e questo si ripercuote sulla sua autostima e senso di adeguatezza. Le suggerisco di consultare uno psicologo per approfondire questi aspetti della sua situazione.Garantendo uno spazio protetto ed attento alle sue difficoltà, completamente dedicato a lei, potrà migliare questi aspetti della sua vita.

Saluti

Dott. Michele Matera
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Dr. Michele Matera - Psicologo ad indirizzo Clinico e della Salute - Bologna - www.michelematera.it