Disturbo iatrogeno

Gentili psicologi , ormai è un anno che vi scrivo, non ce la faccio proprio piu'. NON HO MAI SOFFERTO IN VITA MIA COME DAL MIO TERAPEUTA QUEST'ANNO. E' stata una cosa squallida, una terapia indegna, una sofferenza al di là del normale. Insomma non aggiungo altro. Come ben sapete, a seguito pure di cio' che ho scritto dopo le tre diagnosi che mi sono state fatte : BORDERLINE, NARCISISTA E OSSESSIVO per poi concludere in bellezza con ANSIA GENERALIZZATA, io sono morto 4 volte. La mia vita che prima della terapia era non dico ottima ma soddisfacente ha preso una piega orrenda. Cosa che mi ha fatto soffrire è che la terapeuta ha chiamato mio padre ( sono maggiorenne non temete), chiedendo scusa per le diagnosi e per aver sbagliato percorso. PSICOSINTESI. Avevo molte ambizioni e queste derivavano dal fatto che vedevo la vita in un certo modo. Non c'è piu'. Anzi non c'è piu' nessun pensiero e percezione della realtà come la percepivo io. Cio' che mi fa soffrire di piu' è che pure il mio metodo di studio era legato al mio modo di percepire la realtà. L'immaginazione per me ERA TUTTO. CREATIVITA'. Ora vuoto. Sentite ve lo chiedo col cuore in mano con una sofferenza pari a quella di una rastrellata sulla schiena, una irrequietezza pari a quella di una caffettiera, una PSICOANALISI (perchè in fondo la psicosintesi è questo )cosa puo' fare di male a una persona in tre mesi? SONO CONVINTO DI NON AVER PIU' ANSIA PER NIENTE, SONO CONVINTO DI ESSERE GUARITO MA SOFFRO. NON HO PIU' I MIEI PENSIERI E NEMMENO IL MIO MODO DI PERCEPIRMI. TUTTO QUESTO DOPO LA TERAPIA . Prima percepivo la realtà in maniera artistica adesso penso che è sintomo della mia disomorfofobia. Penso che ogni mio pensiero sia sintomo di un conflitto inconscio. Pensate che per colpa della vostra collega terapeuta io sono caduto dalla bicicletta disperato a piangere. Ho paura di non aver paura piu' di niente. E io, mi metto in testa che questa è la guarigione perchè tutti me lo dicono e io mi autoconvinco. E allora mentre perdo ogni emozione mi convinco che sia il cambiamento del conflitto inconscio e mi metto a urlare dalla disperazione. IO a casa adesso mi dispero pensando di aver perso gli affetti, di aver perso ogni cosa, anche le ossessioni. Esco di casa e lo sguardo di una ragazza non mi colpisce piu', non provo piu' niente. Ho la sensazione di aver perso i miei impulsi. Tuttavia esco durante il giorno e mi tengo tutto dentro. Adesso visto che soffro cosi' tanto e che in terapia non ce la faccio piu' a mettere piede (capitemi)mi volete spiegare che danni puo' fare una terapia in tre mesi alla psiche umana. Ha distrutto il mio IO? scusate per i toni .
[#1]
Attivo dal 2012 al 2016
Psicologo
Gentile Utente,

Lei sembra molto confuso e preoccupato, e non è molto chiaro su cosa si basano certe Sue affermazioni.

Pare che si sia verificato un cambiamento a cui Lei per il momento non riesce ad adattarsi.

Credo che la cosa migliore sia parlare delle Sue perplessità con la terapeuta che la segue, così che possiate valutare insieme come procedere.



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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
anche io, come il collega ravviso tanta confusione della sua richiesta di consulenza
In tre mesi, non può succedere nulla di grave, stia sereno.
Parli con la sua terapeuta e chiarisca tutto con lei, che ha sicuramente più elementi di noi per poterla aiutare a capire meglio

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
La psicoterapia non può fare danni se condotta da professionisti. Tuttavia può accadere che nelle prime fasi del trattamento, soprattutto se parliamo di orientamenti psicodinamici e psicoanalitici, di avere le sensazioni da lei descritte proprio perché le difese rigide (disfunzionali) vengono meno e gli stati ansiosi possono aumentare di intensità.

Lei probabilmente è una persona suggestionabile e si fa influenzare troppo dalla sue emozioni. Le suggerisco di evitare di fare auto-monitoraggi "tecnici", non dovrebbe pensare in termini di "conflitto" o di "inconscio", sono termini utili solo ai professionisti.







Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 226 108
(...)Ho paura di non aver paura piu' di niente. E io, mi metto in testa che questa è la guarigione perchè tutti me lo dicono e io mi autoconvinco. E allora mentre perdo ogni emozione mi convinco che sia il cambiamento del conflitto inconscio e mi metto a urlare dalla disperazione (...)
gentile utente da quello che dice -ma è solo una ipotesi- sembra che ci sia una dinamica ossessiva che non è stata affatto risolta. Quello che può succedere dopo tre mesi di terapia è che il problema per il quale ci si è presentati sia ancora lì.
Detto questo se non sente di avere fiducia del suo terapeuta allora meglio cambiare approccio.
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

[#5]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Sulle altre ipotesi diagnostiche sarebbe difficile esprimersi senza poterla vedere di persona, ma le preoccupazioni che esprime e il senso d'urgenza farebbero in effetti propendere per un meccanismo ossessivo non risolto.

La terapia potrebbe non solo non essere stata efficace, ma aver aggiunto materiale alle sue ossessioni, alimentandole. Anch'io penso che sarebbe il caso di chiedersi se restare nell'attuale terapia.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#6]
dopo
Utente
Utente
Ma si puo' sporgere denuncia per danno esistenziale?
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Attivo dal 2012 al 2016
Psicologo
Direi che per queste cose è meglio consultare un avvocato.
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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 226 108
gentile utente, non è affatto facile dimostrare un danno in tal senso. se ha un problema di tipo ossessiva, l'idea di aver ricevuto un danno e la conseguente soluzione (o risarcimento di questo) può essere espressione stessa della sua sintomatologia. Cambi terapeuta, approccio e risolva il suo problema attraverso vie più funzionali. iL rischio è quello di mantenere vivo il suo sintomo.
saluti
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
Il danno andrebbe dimostrato,ma come dice il Dr. De Vincentis, il suo desiderio di denuncia è espressione della sua sintomatologia ossessiva

Eviti di nutrire tale disagio e, se desidera, cambi terapeuta, e sicuramente un percorso meno doloroso
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Leggendo le sue passate richieste di consulto, sembra che rabbia e preoccupazione siano rivolte in modo particolare al passato, a ciò che è andato storto nella sua vita, comprese le cure inefficaci, il rammarico per ciò che avrebbe potuto (dovuto) essere e non è stato.

Se così è, la informo che esistono percorsi psicoterapeutici, non necessariamente lunghi, che potrebbero farla venire a capo del suo problema. Probabilmente finora non è riuscito a trovare la cura adatta e anche se può sembrare semplicistico, forse è successo proprio questo. Oppure il suo potrebbe essere un caso irrisolvibile. Ma dobbiamo dare per scontato che non sia così, altrimenti perderemmo le speranze in partenza.

Può denunciare gli specialisti che l'hanno avuta in cura per chiedere danni? Certo, è suo diritto. Ma tenga conto di due cose. La prima è che potrebbe perdere la causa. Se un perito di parte che sa il fatto suo riuscisse a dimostrare che le cure che ha ricevuto non l'hanno danneggiata, ma solo spostato la sua ossessività, se ne potrebbe dedurre che magari nessuno è riuscito a curarla, ma neanche le è stato prodotto un danno. La seconda ragione, a mio avviso più importante, è che intraprendere un'azione legale la farebbe concentrare ancora di più sul suo problema, ottenendo cosa? Di alimentare ancor più rabbia e ossessioni.

Perciò il mio consiglio è: cerchi prima un professionista che sappia aiutarla; quando sarà guarito, eventualmente, se ne sentirà il bisogno potrà ancora chiedere risarcimenti se lo vorrà. Ma è probabile che a quel punto non gliene importerà più di tanto.

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