Uscire da soli.

Buongiorno a tutti.
Siccome ho già scritto in questa sezione,premetto che a breve risolverò il mio problema fisico(attendo la telefonata per l'iter pre-operatorio),con un'operazione di corporoplastica,anziché sola circoncisione,mentre l'aspetto psicologico é quasi sicuramente legato solo alla questione fisica,come convenuto con la psicoterapeuta.
Vengo al dunque:anni fa avevo una compagnia di amici,con la quale uscivo,facendo però solo e sempre le stesse cose(vedi due ore di pub e stop),senza socializzare con nessuno,restando al tavolo della birreria un paio d'ore con gente che,alle 23 del Sabato,cascava già dal sonno.
Nel tempo,poi,con tanti di loro non ho più avuto rapporti,causa matrimoni-figli-famiglie,mantenendoli però con due di essi(peraltro anche loro con famiglia),che vedo spesso in settimana.
Ora,quando avrò risolto il mio problema,che,comunque,mi portava e mi porta ad avere una problematica relazionale con le donne,ho intenzione di uscire,cavandomela,in un certo senso,da solo,cioé scegliendo un locale(tipo discoteca,e so già anche quale), frequentandolo regolarmente,senza l'appoggio di nessuno,visto che gli amici hanno(giustamente)un altro stile di vita.
Secondo qualcuno,l'uscire da soli é da "sfigati",ma,la domanda di carattere socio-psicologico che mi e Vi pongo é la seguente:secondo Voi é più da sfigati fare come ho sempre fatto,quindi uscire sì in compagnia(a volte eravamo anche 10-12),senza però mai conoscere nessuno,restando sempre e solo nel gruppo(peraltro annoiandosi pure e pensando:"Per tanto così,me ne sto anche a casa".)oppure uscire in modo autonomo,con la possibilità di socializzare,approcciare ragazze,fare amicizie e conoscenze nuove?
Va anche detto che la socialità dell'essere umano,a mio avviso,si espleta al meglio quando esso é in un certo senso "forzato"a farla venire fuori,mentre,quando la persona si trova in compagnia di qualcuno che già conosce,tende a non uscire dal gruppo,isolandosi dal resto del contesto.
Cioé,la "sfiga"maggiore dove sta?
Io,in base all'esperienza che mi sono fatto,sono portato a pensare questo:per poco che una persona sia socievole,riesce a divertirsi di più uscendo da sola e cercandosi compagnia,piuttosto che facendo come ho raccontato sopra,anche perché,alla lunga diventa deprimente e squallido avere 7-8-10 persone intorno con le teste cascanti dal sonno che ti guardano in viso con un espressione cadaverica,sognando solo il letto per dormire.
Devo dire che io sono una persona piuttosto socievole,limitata solo dal problema fisico che andrò a risolvere,quindi non mi preoccupa il mettermi in gioco contando solo sulle mie forze.
Cosa mi dite Voi?
Grazie per le risposte.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 451 103
Gentile utente,
il criterio di scelta non uò essere solo l'apparire: "sfigati" o no. Ma capire quali sono i nostri desideri e rispondervi.
"Devo dire che io sono una persona piuttosto socievole", e dunque non incontra grandi difficoltà nè ad uscire da solo, nè a conoscere nuove persone non solo di sesso femminile.
Risolto il problema penieno, potrà rendersi conto a tenpi brevi se tutto diventa più facile.

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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dopo
Utente
Utente
Ill.ma Dott.ssa Brunialti,ovviamente il criterio di scelta non può essere solo l'apparire in un certo modo o no,ma io ho scritto ciò in riferimento ad una forma mentis che è piuttosto diffusa;dall'altro lato,però,ci sono anche tanti che vedono chi esce da solo come uno coraggioso e con le p***e.
Quindi,la mia scelta,oltre ad essere dettata,in un certo modo,dalla necessità,é anche una sfida nei confronti di me stesso,con la convinzione di riuscire a vincerla.
Le porgo i miei migliori ringraziamenti per la risposta fornitami.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 451 103
grazie del riscontro.
Saluti cordiali.
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Mi associo alle parole della Collega, ed insieme apprezzo il suo gusto della sfida , la voglia di farcela, farcela da solo, sposti il suo sguardo intelligente dal se', dai suoi problemi tecnici che si risolveranno,agli altri , perche' li scopre interessanti, ognuno e' un mondo e puo ' aprirci orizzonti diversi..coraggio..si puo' fare.. Restiamo in ascolto..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Utente
Utente
Ringrazio la Dott.ssa Muscarà Fregonese per il Suo parere.

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