Ansia e testosterone basso

Un saluto a tutti,
io sono un uomo di 36 anni, sono single e ho un problema di disturbo dell'erezione che si trascina da agosto-settembre 2011. Mi son rivolto agli urologi, ho effettuato vari esami e gli esami del sangue che hanno certificato un testosterone basso (2,3); la forbice è compresa fra 2,4 e 8,3.
Senza escludere cause organiche (di cui parlerò meglio nei giorni prossimi con l'urologo-andrologo) vorrei sapere quanto può incidere la psiche in tutto questo.
Sto vivendo una live crisi di identità "virile" se così si può dire. Non so quanto il testosterone basso sia causa del mio disturbo di ansia (che mi porto dietro da tutta la vita) o piuttosto conseguenza del mio disturbo di ansia. Sono un soggetto molto ansioso, ipersensibile e fragile (sotto molti aspetti). Mi sorge il dubbio di avere sempre avuto un basso testosterone (comunque i disturbi di erezione non li avevo prima dell'agosto-settembre 2011) sono sempre stato un tipo emotivo e ho sempre provato una grande attrazione per le donne (anche sessuale). Un testosterone basso può incidere (scusate la domanda forse idiota) sulle proprie inclinazioni, sui propri interessi? Nutro un enorme passione per il cinema, sono un accanito lettore, amo la natura e i bambini, ho una natura contemplativa (di tutto questo vado fiero) e anti-competitiva, però mi chiedo se queste mie caratteristiche (così poco da "maschio alfa", tanto per intenderci) siano collegabili ad un basso testosterone (che però a questo punto dovrei avere da sempre, e non da quasi quattro anni a questa parte, vale a dire dal momento dell'insorgenza del disturbo di erezione).
Confido nella vostra disponibilità,
Cordiali saluti
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Riguardo ai valori ormonali e alla loro possibile influenza sul suo stato attuale dobbiamo necessariamente rimandarla alla visita che dovrà fare a breve. In quella sede potrà fare tutte le domande che ritiene necessarie.

D'altra parte, la variabile psicologica è spesso importantissima nel determinare cosa uno fa o non fa con il corredo genetico che madre natura gli ha dato.

Perciò, oltre agli interessi e alle inclinazioni che elenca, come definirebbe il suo rapporto con l'altro sesso? Anche lì ha lo stesso atteggiamento remissivo oppure alla sua forte attrazione che dice di avere per le donne corrisponde una forte assertività?

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

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dopo
Utente
Utente
Intanto la ringrazio per la risposta,
io mi sono innamorato molte volte, mi sono anche dichiarato, in alcuni momenti e situazioni la mia timidezza è addirittura scomparsa (e comunque ora più di prima), ma non ho mai avuto una partner... questo mi ha fatto soffrire molto, ora molto meno, un po' perchè me ne sto facendo una ragione, ma soprattutto perchè frequento un sito internet dove qualche donna l'ho conosciuta (per ora niente è andato a buon fine, ma persevero e spero sempre che la volta giusta arrivi).
Non dico di essere bello (ma nemmeno brutto) a detta di qualcuno sono anche una persona interessante, ho sempre avuto amici (maschi) ma mi sono sempre sentito più a mio agio con le donne, non ho modi effeminati o "ambigui", tutt'altro... i dubbi stanno sorgendo a seguito della scoperta del testosterone basso. Non penso di avere un atteggiamento remissivo (forse mi sono spiegato male) bensì molto garbato e rispettoso, non so come dire. Ho sempre avuto un carattere tendente al ribelle e non ho mai sopportato le ingiustizie, ad esempio... da adolescente in alcuni casi mi ribellavo ai professori, e questa cosa, anche se in forme diverse mi è rimasta.
Mi scusi se le ripeto la domanda: anche interessi e inclinazioni possono essere collegate al testosterone?
Scusi l'insistenza...

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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> i dubbi stanno sorgendo a seguito della scoperta del testosterone basso
>>>

La invito a non farsi una fissazione su questo punto, così come sull'ultima domanda che ripropone. Altrimenti cadrebbe in una delle trappole più comuni dell'ansia ossessiva, che fa preoccupare chi ne soffre che dai geni potrebbe dipendere gran parte della sua esistenza. "Eh, ma tanto è genetico. Non posso farci nulla".

C'è sicuramente un problema: se non ha mai avuto una partner, le manca quella fondamentale esperienza di base che dovrebbe permetterle di sentirsi sicuro di sé. E la fiducia in se stessi si ottiene più facilmente quando, appunto, *sappiamo* di aver raggiunto dei risultati, in passato.

Ma come dicevo nel primo post, quello che *facciamo* con la dotazione che la natura ci ha dato è sovente ben più importante della dotazione stessa. Il mondo è pieno di persone nate in posizione di svantaggio, ma che hanno avuto la determinazione di risalire la china in modo clamoroso.

C'è poi un altro aspetto problematico. Non avendo mai avuto una partner, in tutti questi anni può essersi innescata una percezione d'impotenza appresa tale da averla demotivata. Alle persone depresse può succedere di avere problemi di ordine sessuale, sia di prestazione che di desiderio.

Ritengo che oltre ai dosaggi ormonali dovrebbe interpellare di persona un bravo psicologo psicoterapeuta, capace di darle un parere anche su questi aspetti.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
Provi a consultare queste letture così si renderà conto quanto incide la psiche - ed aggiungo io le dinamiche di coppia- sulla salute sessuale.

Troverà anche un canale salute redatto a quattro mani con un andrologo dove troverà un integrazione tra psiche, soma e coppia.

Poi se desidera ne riparliamo

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-un-problema-di-coppia-il-ruolo-della-partner.html
https://www.medicitalia.it/salute/andrologia/111-disfunzione-erettile.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1593-mancanza-d-erezione-10-cose-da-sapere.html-
https://www.medicitalia.it/blog/andrologia/106-dipendenza-psicologica-dalla-terapia-orale-per-il-deficit-erettivo.html
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-un-problema-di-coppia-il-ruolo-della-partner.html-

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Utente
Utente
Ringrazio entrambi! Per il dott. Santonocito: non ho mai sofferto di ansia ossessiva, nè tantomeno ragionato in termini "genetici", lungi da me. Non ho mai pensato al numero di partner come "risultati"... so solo che ho sempre sentito di amare fortemente le donne, ho sempre sentito in me una forte libido, non sono frustrato per questa mia condizione problematica (fino a qualche anno fa sì), spero sempre che in quel sito di incontri riesca a trovare la persona giusta (e già questa speranza per me non è poco)... sa cosa c'é? è che io, nonostante il disturbo di erezione mi sono sentito sempre un uomo (nel senso di maschio) discretamente virile, ed è solo da ieri che questa immagine di me è entrata (in parte almeno) in crisi. Ragiono così: spero di conoscere l'anima gemella, oppure se conosco una donna in una qualunque situazione (come a volte mi è capitato) sono pronto a conoscerla e a farmi conoscere e nel caso la cosa vada a buon fine ad amarla con tutto me stesso (con o senza disturbo), forse non ci crederà ma mi sono mancate anche le occasioni, spesso (a ciò uniamo una strana timidezza oscillante e contraddetta talora da un certo mio "coraggio", alle volte) un rimuginio paralizzante, un pensare troopo ai miei problemi che in quaesto modo si ingigantiscono, una certa sfortuna... mai nessuna donna si è mostrata interessata a me (almeno credo, eppure a molti è capitato) o forse sì, ma io non colsi l'occasione (la cosa frustrante è che se mi capitasse ora sicuramente l'occasione la coglierei)... in breve non mi sono mai sentito svantaggiato, fino alla diagnosi di ieri... la cosa strana è che non sono demotivato, ma probabilmente più motivato di prima. Comunque la ringrazio per la disponibilità.
Per la dottoressa Randone: leggerò attentamente gli articoli da lei postati e desidererei riparlarne, le scrivo sempre qui?
Un cordiale saluto ad entrambi.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Si, certo.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Rimuginio paralizzante, pensare troppo ai propri problemi = ansia ossessiva.

Con ciò non intendo dire che lei soffra di ossessioni. Ma dato che l'ossessività può presentarsi a vari livelli, il suo appare come il caso tipico della persona che, per mancanza di confronto con la realtà e per mancanza di esperienza, tende a farsi un sacco di film nella propria testa. In altre parole, si inizia a scambiare la realtà con l'immagine poco realistica che ce ne siamo formati. E anche questa è ossessività.

E così si iniziano a cercare spiegazioni alternative: i geni, la sfortuna ecc.

Invece, sarebbe probabilmente sufficiente che lei iniziasse a fare alcune cose in modo leggermente diverso, per cambiare il suo "destino".

È una buona cosa se si sente più motivato, adesso.
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Utente
Utente
Salve dott. Santonocito,
la ringrazio per la risposta, a questo punto credo che a volte il comunicare virtualmente falsi l'immagine di me, nel senso che ho sempre pensato al mio disturbo come ad un disturbo di ansia generalizzato (corrisponde davvero tutto o quasi, in modo impressionante)!, mancanza di esperienza, se intende esperienze amorose lei ha pienamente ragione, per il resto qualche esperienza l'ho avuta: posti che ho visitato, bei dialoghi con certe persone, molti ricordi, una certa flessibilità mentale (questo me lo fece proprio notare una psicologa, tra l'altro) che mi permette di cambiare opinione (quando è giusto farlo) e di essere sempre pronto all'auto-critica, osservo molto, mi guardo intorno, memorizzo ed incamero dati, poi gioie e dolori anche per piccole cose, esperienze mentali ottenute tramite il cinema e la lettura, con la realtà mi confronto e la affronto (anche se talora con qualche difficoltà), ho ripreso anche se afaticaa guidare (avevo un blocco, a seguito di un piccolo incidente, anni e anni fa)... ma mi manca il contatto concreto con una donna concreta, a volte mi pare che il mio unico grosso limite risieda proprio in questo, poi certo ho anche molti difetti: dare importanza a cose che non la hanno, una troppa emotività ed ansia che a volte mi appanna i processi mentali (quindi devo tornarci dopo con più calma, e rivedere le mie posizioni), irascibilità... riguardo ai geni: come le ho già scritto non credo alle questioni genetiche, e riguardo alla sfortuna, non dico che sia tutto spiegabile tramite la sfortuna, dico soltanto che la sfortuna gioca il suo ruolo, secondo me, peggiora la situazione... c'è una bella differenza, non crede?
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Comunicare virtualmente ha di certo i suoi limiti. Così come ce li ha l'accanirsi nel cerare spiegazioni piuttosto che agire per cambiare le cose. Per questo credo che lei avrebbe bisogno di un aiuto psicologico concreto, più orientato all'azione che all'interpretazione.

>>> mancanza di esperienza, se intende esperienze amorose lei ha pienamente ragione
[...]
mi manca il contatto concreto con una donna concreta, a volte mi pare che il mio unico grosso limite risieda proprio in questo
>>>

Beh, e non era di questo che si stava parlando?

Non si tratta di fare la lista dei suoi pregi e difetti. Sicuramente lei avrà gli uni e gli altri, come chiunque. Ma non è questo che interessa.

Se il suo problema è che non ha mai avuto una donna, è da qui che occorre partire e su questo che occorre ragionare. Non in questa sede, purtroppo, perché la terapia per email non funziona. Le suggerisco di rivolgersi a un terapeuta che adotti un approccio focalizzato, come lo strategico breve o il comportamentale.

>>> ho sempre pensato al mio disturbo come ad un disturbo di ansia generalizzato
>>>

Da quel poco che traspare dal suo racconto, invece, secondo me lei è più soggetto a una modalità di tipo ossessivo (puro, cioè apparentemente senza compulsioni).

Ma in ogni caso non è la certezza di una diagnosi che potrà aiutarla a superare il suo disagio.

Quando c'è l'ansia di mezzo occorre FARE di più e pensare di meno.
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Utente
Utente
Lei non crede che per cambiare le cose è prima necessario saper interpretare correttamente la propria condizione? altrimenti su che cosa si lavora? Non so... a volte sa che sospetto mi viene? che il problema c'è dal momento che lo vedi come tale... e comunque da un certo punto di vista della mia situazione me ne sono fatto una ragione, certo mi sento di traboccare di amore, ma la vita è fatta di tantissime altre cose, amicizia, interessi culturali, attualità, un bel rapporto con i propri fratelli... non si potrebbe dare il caso di un disturbo di ansia generalizzato con qualche tratto ossessivo? perdoni la domanda... e comunque, so che dalla sua postazione è difficile, ma cosa potrei fare? dove vivo è un deserto... comunque penso proprio che dopo le ferie estive proverò a contattare uno psicoterapeuta.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> Lei non crede che per cambiare le cose è prima necessario saper interpretare correttamente la propria condizione?
>>>

Certo, ma questo punto è delicato e controverso e occorre essere precisi nell'uso delle parole. In questo senso, "interpretare" non è necessariamente la parola più adatta.

Per molti comuni problemi psicologici, tutto ciò che è necessario sapere da un punto di vista strategico è il funzionamento del problema allo stato presente. E per ottenere tali informazioni può bastare anche una sola seduta. Quasi mai occorre volgere lo sguardo al passato o estendere più di tanto l'analisi. Tutto ciò potrà essere fatto dopo aver superato il problema, se occorre e se è richiesto dalla persona.

La fase successiva, almeno nelle terapie focalizzate e attive, consiste nel prescrivere compiti pratici che aiutano la persona a sperimentare le situazioni problematiche in modo diverso.

Se abita nei dintorni di Pisa non direi che si trova in mezzo a un deserto. Una cosa molto semplice che può fare per partire è cercare dei nominativi nell'elenco di professionisti iscritti a questo sito, ad esempio.
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Utente
Utente
Sì, grazie, intendevo "deserto" dal punto di vista della vita sociale... so già dove rivolgermi, comunque... un'ultima cosa: come si spiega la coincidenza quasi totale fra i miei sintomi e il DAG?
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Chi avrebbe rilevato tale coincidnza? Lei o una diagnosi ricevuta da un professionista?
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Utente
Utente
No, nessuna diagnosi... vorrei precisare che tipo di rimuginio è il mio. Dunque, io non ho idee fisse angoscianti, bensì attesa apprensiva per problemucci di poco conto (che io riconosco come tali); il mio (non) rapporto con le donne non c'entra mai (se non nei tempi passati come preoccupazione per tale difficoltà, a cui sto tentando di ovviare almeno con conoscenze virtuali, virtuali ma che spero sempre di rendere reali e concrete, ma a parte questo) le dicevo problemucci di poco conto FORTEMENTE INTERSCAMBIABILI, sembrano tutti solo articolazioni di qualcosa che sta a monte: paura degli incidenti stradali (ansia sempre lieve e solo fastidiosa, questa molto meno di prima, comunque), ansia (sempre leggera, a me l'ansia è sempre leggera, ma pervasiva e quasi inconscia) di fare tardi ad un appuntamento, ansia quando mi reco ad un colloquio di lavoro di essere fregato da qualche truffa, ansia di perdere il controllo ed esplodere, quest'ultima cosa succede il più delle volte in famiglia, ho paura che qualcosa risulti sgradito ai miei (qualcosa di poco conto) e che io mi trovi impelagato in una discussione aspra... in una parola ansia DEL LITIGIO (questa forse la più pervasiva), ansia per i miei familiari se hanno qualche problema di salute, paura di "non farcela" ed ingigantimento di problemi minimi... altri esempi adesso non mi vengono in mente. Infine soffro di bruxismo (porto il bite), di coliche intestinali (prima di più), ronzii alle orecchie, a volte oppressione toracica (senza riscontro di cause organiche) e nodo alla gola, talora dolori muscolari e sonno a volte interrotto (ma non soffro di insonnia). Ecco, forse adesso le ho fornito un quadro un pochino più esauriente... cosa ne pensa?
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Le confermo che la sfumatura ossessiva sembra piuttosto evidente. Le liste di sintomi, la preoccupazione di spiegarsi bene - basata sull'illusione più o meno consapevole che riuscendo a capire di cosa soffre, riuscirà da solo a porvi rimedio - le molteplici preoccupazioni che determinate cose possano non andare nel senso voluto, sono tutte caratteristiche del tentativo di controllo, cioè dell'ossessività:

>>> a cui sto tentando di ovviare almeno con conoscenze virtuali, virtuali ma che spero sempre di rendere reali e concrete
>>>

Abbandoni pure il tentativo. Si tratta di un'illusione indotta dall'ossessività e dal suddetto bisogno di controllo:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2109-ansia-depressione-problemi-sessuali-relazionali-c-posso-farcela-da-solo.html

Non è informandosi che riuscirà a stare meglio. È iniziando a FARE in concreto cose diverse. Se la "diagnosi" non è stata posta da un professionista, dopo averla vista di persona, serve a pocoo. Diffidi delle autodiagnosi e si affidi a un professionista:

https://www.medicitalia.it/news/psicologia/5702-the-google-university-parte-ii-le-autodiagnosi-online-producono-risultati-irrilevanti.html
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Utente
Utente
Mi sembra di essere travisato, o forse no, vediamo: sfumatura è diverso da disturbo vero e proprio, o no? Le ripeto la domanda: non potrebbero combinarsi più disturbi ansiosi? Le liste di sintomi, mi perdoni, ma SONO VERI, spetterebbe a lei inquadrarli, io le dico soltanto come si manifesta l'ansia, altro non saprei dirle, non c'è nessun significato recondito nella mia "lista di sintomi", sono solo i sintomi che davvero provo, giorno per giorno. L'illusione che capendo di cosa soffro è un rimedio io non l'ho mai detto, lo dice lei ora: so bene che c'è da fare alcune cose, piuttosto amo conoscere: me stesso, gli altri, ciò che mi circonda... non capisco perchè mi mette in bocca cose che non ho detto.
Se poi tale illusione è inconsapevole, non so, può anche darsi... ma alivello inconscio può accadere di tutto... io dico che sono d'accordo con lei nel provare una terapia psico-comportamentale, mi scusi ma come si fa a pensare che capendo di cosa si soffre è già la soluzione? io dico che capire è la base su cui partire praticamente, nel fare delle cose.
Preoccupazioni che le cose non vadano nel senso voluto? Però mi scusi, mi saprebbe fare un esempio, nel mio caso? Colloqui di lavoro per call center, ad esempio: beh, le truffe o gli imbrogli sono abbastanza comuni... io ho paura di incorrere in qualche imbroglio... oppure voler evitare un possibile litigio... non mi pare tanto di preoccuparmi che le cose non vadano nel senso voluto, bensì di evitare quello che io trovo brutto, mi basta evitare il litigio, il possibile imbroglio, etc.... non voglio controllare nulla , semplicemente ho paura di incorrere in quello che temo e che mi mette ansia.
Stesso discorso per il sito di incontri: allora chi vi si rivolge sperando di incontrare l'anima gemella denota un bisogno di controllo, secondo lei?
Spero semplicemente di conoscere una donna con cui incontrarmi e costruire un rapporto, ma la mia tra l'altro è una speranza, solo una speranza, niente di più.
Ah, un'altra cosa? preoccupazione di spiegarsi bene? questo sì, ma stiamo comunicando, il virtuale ha molti limiti, e non vorrei essere frainteso (o non vorrei spiegarmi male, come abbastanza spesso mi capita).
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> spetterebbe a lei inquadrarli
>>>

Si sbaglia, a noi non spetta inquadrare nulla in questa sede. Qualunque informazione lei riceva online ha il dovere di prenderla con le molle, perché non può essere confermata senza il colloquio di persona.

Pertanto spetta a lei decidere: o rivolgersi a un professionista di persona, oppure continuare a illudersi di poter dirimere i suoi dubbi per email.

E adesso la lascio, dato che discutere oltre credo sarebbe improduttivo e nulla potrei aggiungere, del resto, a quanto le ho già fatto presente.

La faccio molti auguri.
[#18]
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Utente
Utente
Dott . Santonocito ho letto l'articolo da lei postato (sulla mania di controllo): ma io non rifuggo gli psicologi, anzi, tutt'altro... ho bisogno di comunicare, di parlare e di mettermi in discussione... sopratutto faccia a faccia.
[#19]
dopo
Utente
Utente
Sì, un'ultima cosa: lei ha un atteggiamento strano, ho detto e ribadito che mi rivolgerò a uno psicologo in carne e ossa!
In questa sede è solo un assaggio, niente a che vedere con un colloquio di persona, mi perdoni, ma continua a mettermi in bocca cose che non ho detto e che non penso.
Cordiali saluti
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Questa sede, come ha giustamente scritto Lei, è solo un assaggio.

Il primo step per acquistare consapevolezza, per avere uno scambio preliminare di opinioni con dei clinici, per consultare delle letture e del materiale in merito alla propria problematica.

Ma credo non sia affatto poco.

Le diagnosi e le cure più si fanno altrove.

Sono certa che le abbiamo fornito parecchi spunti di riflessione e parecchio materiale scientifico è chiaro.

Un caro augurio per tutto.
[#21]
dopo
Utente
Utente
Grazie per la risposta, dottoressa Randone,
beh, lei mi ha letto nel pensiero! Concordo totalmente con quello che mi ha scritto, e quello che ho tentato di far capire... questo è solo un assaggio, ovviamente il vero consulto e la vera diagnosi si effettuano in altra sede.
Comunque sto leggendo gli articoli che mi ha postato, sono molto interessanti, e desidererei poi farle alcune domande.
La ringrazio per la gentilezza,
Cordiali saluti
[#22]
dopo
Utente
Utente
Gentile dottoressa Randone,
ho letto i suoi interessanti articoli. Per quanto mi riguarda è difficile capire la natura del mio problema; se di origine più organica o più psicologica, e in più, in che misura manifestazioni organiche siano riconducibili (anche quelle) a cause psicologiche. Giovedì ho effettuato l'ennesimo controllo urologico. Secondo l'urologo il mio testosterone è basso ma normale (mi ha assicurato che molti uomini presentano i miei valori e non accusano nessun disturbo sessuale), per lui la causa non è da ricercare lì. Ho un problema infiammatorio (infiammazione anche alla prostata) e secondo il medico la chiave di volta del problema risiede proprio nel processo infiammatorio, ma io chiedo: in che misura la mia ansia di base ha inciso nell'esordio dell'infiammazione prostatica? mi sembra un cane che si morde la coda. Comunque m rivolgerò ad uno psicoterapeuta (in settembre, dopo la pausa estiva) per parlare del mio problema segreto (pochi lo sanno, non lo confido nemmeno agli amici), vale a dire quello di non aver mai avuto una partner... il punto è che mi sembra di aver acquistato molta fiducia in me stesso (questo già da qualche anno), guardo le persone negli occhi, so ridere scherzare e stare in compagnia, mi è capitato anche, in una situazione, di attaccare discorso con una ragazza e presentarmi, chiedendole il nome (in sede di esame all'università) senza nessun problema, con la massima naturalezza, in più ho avuto amiche donne (forse non proprio amiche, ma comunque usiamo il termine per capirci), buone compagne di conversazione, con cui avevo un ottimo rapporto fatto di stima reciproca. Io poi, in generale, rispetto moltissimo le donne, l'universo femminile mi attrae moltissimo (non solo da un punto di vista sentimentale ed erotico), mi sono innamorato molto spesso e mi sono anche dichiarato in un paio di situazioni. Però... c'è un però. Sono arrivato a 36 anni senza mai aver avuto una compagna, e non riesco a capire il vero motivo, e non riesco nemmeno a capire dove lavorare, su quale aspetto di me stesso.
Perdoni la lunghezza,
Confido nella sua disponibilità,

Cordiali saluti

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