Confusione nella vita sentimentale

Buongiorno,
sono una ragazza di 20 anni e le scrivo perchè avrei assolutamente bisogno di una consultazione in tempi rapidi.
Sto con un ragazzo di trent'anni da ormai due anni e nella nostra relazione, come in tutte le coppie, abbiamo avuto alti e bassi, ma tutte le difficoltà le abbiamo sempre affrontate insieme.
Mi sono molto legata al mio ragazzo, tanto da arrivare a vivere la mia vita in funzione della sua: stavo male nei weekend se non ci vedevamo, stavo male la domenica sera quando arrivava il momento di salutarsi,stavo male quando andava in trasferta per lavoro perchè avevo paura gli succedesse qualcosa che mi avrebbe impedito di rivederlo. Insomma, sono stata tanto male per un motivo o un altro. (Aggiungo che i miei genitori si sono separati quando avevo 11 anni e io in questo arco di tempo non ho mai sentito mio padre veramente presente nella mia vita, anzi, non l'ho mai considerato un vero padre).
Da un mese circa le cose vanno meglio, nel senso che non sto più male come una volta e riesco ad affrontare tutto più serenamente. Diciamo che ho cercato di "staccarmi" un po dalla vita del mio ragazzo e pensare un po a me.
Il fatto è che mi sono presa una "sbandata" per il mio allenatore (40 anni). Il mio allenatore è una persona che ha sempre creduto in me e nelle mie capacità, è una persona che se ho bisogno di parlare, anche di argomenti extra sportivi, è disponibile. Vorrei tanto abbracciarlo e dirgli che gli voglio bene; è come se mi trasmettesse sicurezza e protezione. Vorrei che mi volesse bene.
Tutto ciò il mio ragazzo non me lo fa mancare, perchè è sempre disponibile per parlare, mi dà protezione e sicurezza nella vita e dunque non so proprio cosa mi stia succedendo. Non voglio rovinare la mia relazione, tutto quello che ho costruito e che voglio costruire e quindi vorrei trovare una soluzione al più presto. La prego di aiutarmi, grazie.
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Cara ragazza, i dati che ha fornito ( separazione dei genitori ad una eta' iper-critica per una bambina, fidanzato di 30 anni a cui l'ha sempre legata un rapporto iper richiedente, sbandata per l'allenatore 40 enne - gli allenatore come i professori, sono figure che insegnano/proteggono e come tali simbolicamente rappresentative del padre) fanno ipotizzare che tutta la Sua maniera di vivere l'affettivita' sia da rielaborare in una terapia adeguata. A livello inconscio Lei proietta, e temo che continuera' a farlo, su tali figure "protettive" i suoi desideri piu' intimi, quelli che forse non e' riuscita a distogliere dalla figura paterna a causa della separazione dei suoi genitori.
Se questa non fosse avvenuta pian piano l'accesso alla vita piu' adulta Le avrebbe permesso di "lasciare" l'attrazione e l'affettivita' assoluta verso suo padre per andare incontro alla Sua vita adulta. Come accade a tutte le adolescenti.
Purtroppo da quanto dice cio' non si e' verificato.
Non e' un caso inusuale. Tutt'altro. Succede quando si perde il papa' per una separazione o per cause ancora peggiori, che destabilizzano profondamente la psiche di una bambina.
Tenga presente che fino a 14-15 anni i lutti reali o simbolici non si possono elaborare per l'immaturita' della fase di sviluppo.
Ora tramite una terapia analitica o dinamica Lei puo' comprendere ed elaborare cio' che ha provato in questi anni e cercare il modo di non venire danneggiata dalle pulsioni inconsce non gestibili attualmente.
Auguri cara ragazza! Ce la fara'!

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 451 103
Gentile ragazza,

occorre innanzi tutto dire che a 18-20 anni la scelta del partner è influenzata parecchio dalla relazione (o non-relazione) con il genitore dell'altro genere.

Non a caso - ritengo - il suo ragazzo ha 10 anni più di Lei; e quello di cui si sta interessando ora ne conta circa 20 in più!

Il fatto è che <<il mio ragazzo non me lo fa mancare, perchè è sempre disponibile per parlare, mi dà protezione e sicurezza nella vita e dunque non so proprio cosa mi stia succedendo. <<.

E dunque sta succedendo che, se non ci mette mano attraverso un percorso psicologico, rischia che il Suo bisogno di <<sicurezza e protezione<< diventi un pozzo senza fondo.
E che quando cerca di staccarsi un po', diventando affettivamente più autonoma,
si prenda una sbandata per un altro.

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#3]
dopo
Utente
Utente
Ringrazio per la tempestività delle risposte e per le due consultazioni.
Forse prima ho tralasciato dei dettagli importanti, ovvero che a 16 anni mi ero innamorata perdutamente di un ragazzo di dieci anni più grande(e anche qui ritorna la tanta differenza di età). Mia madre mentre parlavamo, un giorno mi disse che guardo i ragazzi più grandi di me perché secondo lei mi è mancata la figura paterna. È vero, io non ho un legame fortissimo con mio padre. Lui si è sempre mostrato disponibile nei miei confronti, ma ha fatto una sua famiglia e io da più giovane ero gelosa della figlia "acquisita" della sua nuova compagna. (Poi questa gelosia l'ho superata, accettando la situazione). È da anni che non chiamo mio padre "papà", non lo abbraccio, non gli confido praticamente nulla, sa ben poco della mia vita, anche se abitiamo vicini. Si, gli voglio bene, però non c'è mai stato come avrei voluto.
Dunque da queste vostre consultazioni ho dedotto che io nella persona che amo e con cui vorrei un futuro, vedo sia la figura di un fidanzato che quella di un padre che mi sappia dare sicurezza, protezione e stabilità, come un punto di riferimento, giusto? Cose che comunque un ragazzo della mia età solitamente non è in grado di trasmettermi. Ed è una cosa grave?
Quindi la mia "sbandata" per l'allenatore non coinvolge la sfera sentimentale, ossia, non mi sono presa una cotta, ma semplicemente vedo in lui una persona che può garantirmi quello che mio padre non mi ha dato?
Come mi devo comportare? Devo parlare con il diretto interessato, ossia l'allenatore, per farmi aiutare a ragionare e lasciar perdere questa "sbandata" o "cotta" che sia?
Vi ringrazio ancora
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 451 103
Ambedue Le abbiamo consigliato un percorso psicologico, per permetterLe sia di comprendere, ma soprattutto di evitare che diventi ancor più una coazione a ripetere; cioè che Lei continui ad applicare questo meccanismo.


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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Cara ragazza,
Io lascerei stare di parlare all'allenatore: gli saranno capitati gia' casi come questo perche' come "uomo sulla quarantina che allena ragazze" e' un soggetto certamente già "fatto oggetto" di tali proiezioni.
E forse questa situazione lo metterebbe solo in grande imbarazzo. Forse potrebbe addirittura arrivare a chiederLe di allenarsi con qualcun altro.!
Chi invece povrebbe aiutarLa e' uno psicoterapeuta.
Faccia molta attenzione a chi sceglie : se lei ha un problema con la figura maschile penso sia piu' utile che Lei scelga un uomo non giovanissimo. Una figura "vicariante".

Auguri! E ci faccia sapere!
[#6]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno,
Vi ringrazio per l'aiuto e il consulto. Dunque inizieró un percorso con uno psicologo come mi avete consigliato e spero si risolva tutto.
Grazie
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 451 103
Un buon percorso!

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