I primi tre mesi i rapporti sono ridotti al minimo, visto la gravidanza, poi

Buongiorno,
Premetto che amo mia moglie più di ogni altra cosa!
Fidanzato da 2 anni , sposato da 4 anni, amo mia moglie ma non siamo mai riusciti a trovare la giusta intesa sessuale , sicuramente a causa di fattori esterni, che io non riesco ad vedere!
1 anno fidanzamento - tutto bene, io innamoratissimo, lei idem, rapporti sessuali 4 volte settimana, insomma tutto molto romantico.
2-anno fidanzamento - lei ha un lutto in famiglia di una persona a lei molto vicina (dopo che comunque ha passato una infanzia difficile vista l'assenza dei genitori) dal gg cambia tutto, entra in una forma di depressione acuta, che dura circa un anno! In questo asso di tempo ho cercato di starle vicino, ma sopratutto le ho consigliato di parlare con qualcuno, visto che comunque aveva già subito ila perdita dei genitori in età molto piccola 7anni circa! In questo periodo i rapporti erano giustamente assenti!
Grazie all'aiuto della psichiatra, e con l'apporto di medicine, ha migliorato tantissimo però sessualmente gli é rimasto un blocco!
1- anno da sposati, cerchiamo di avere dei figli, quindi i rapporti esistono, ma tutto ciò che concerne passione romanticismo, emozioni, sono da parte sua completamente assenti, tranne che in alcuni casi!
2 -anno da sposati, nasce il primo figlio, le ns vite vengono completamente stravolte, io probabilmente non ero pronto psicologicamente ad affrontarlo, e per 6/8 mesi circa, ho nei confronti di mia moglie dei comportamenti nervosi e in taluni casi anche offensivi! Capisco i miei errori, e cerco finalmente di ritornare un buon marito ed iniziare ad essere un discreto padre. Vita sessuale sempre senza emozioni da parte sua e probilmente anche da parte mia, rapporti 1 volta alla settimana!
3 anno da sposati - cerchiamo di avere un secondo figlio, per dare al primo la possibilità di avere un rapporto speciale con un fratello! Rapporti sempre 1 volta a settimana ma sempre senza/pochissime emozioni da ambo le parti! Nasce la piccola sorellina,
4 anno da sposati - nasce la piccola per i primi tre mesi i rapporti sono ridotti al minimo, visto la gravidanza, poi in lei scatta qualcosa, si iscrive in un gruppo di mamme che parlano di vita sessuale con i mariti, anche a livello "Hot"! La mia reazione è stata molto positiva, ho passato 2 settimane come se fossi tornato indietro al primo anno di fidanzamento, non per i numeri di rapporti ma bensì per la qualità, emozioni passione romanticismo! Tutto bellissimo, se non fosse che dopo due settimane é tornato tutto come prima! Quindi ultimamente sono nervoso perché probabilmente ho paura di ritornare come prima. Apatico..
Chiedo scusa se ho esagerato con la lunghezza del post ma era doveroso elencare tutto anche se in modo molto schematico!
Cordiali saluti
[#1]
Dr.ssa Daniela Pellitteri Psicoterapeuta, Psicologo 40 7
Gent. mo Utente,
leggendo la sua richiesta sembra che da parte sua ci sia una forte focalizzazione sull'area sessuale per poter considerare una relazione come adeguata e funzionale; sono assolutamente d'accordo nell'immaginare un rapporto sessuale soddisfacente e gratificante per i partner come un momento topico e molto bello di una unione ciò nonostante mi chiedevo se quella "passione, romanticismo, emozioni" che lei ricerca nell'incontro sessuale possano immaginarsi declinati nella vostra quotidianità di coppia : coppia coniugale e coppia genitoriale.
Quante occasioni per condividere piaceri ed incombenze genitoriali e familiari avete? Come è organizzata la vostra 'routine' quotidiana (asilo, pappe, spesa, pisolini, parco, ecc.) ? Avete la possibilità di uscire qualche volta da soli? Avete un appoggio esterno a voi due che vi possa supportare in caso di bisogno?
Come vi ritrovate a parlare dei vostri piccolini?
Lei con la massima onestà si è dichiarato un padre "non pronto psicologicamente" per la prima gravidanza/nascita e poi un padre che è tornato ad essere contento (quando la moglie frequenta un gruppo di mamme ecc. ecc.) per poi ripiombare nella paura di tornare ad essere apatico perché si ricomincia a percepire di nuovo come 'nervoso' (io aggiungerei insoddisfatto perché non è proprio piacevole aver voglia di fare l'amore in un certo modo e poi provare l'inquietudine di non riuscire a farlo).
Suppongo che con sua moglie ne avrete parlato e vi sarete confidati su quello che sta succedendo ...
Quando ci sono difficoltà siete abituati ad affrontarle separatamente o ne parlate anche insieme? E' possibile considerare questo momento così impegnativo ( da quello che ho compreso avete due figli piccoli e sua moglie ha avuto due gravidanze in pochi anni) per il nucleo familiare come una fase nella quale diventi un'opportunità il potersi confrontare su criticità affrontandole insieme?
Non credo sia semplice per sua moglie , orfana dei genitori sin da piccola, confrontarsi con il ruolo di genitore.
Chissà se ogni tanto sua moglie penserà a come sarebbe stato avere una madre ad aiutarla durante la gravidanza, dei nonni che potessero portare a spasso i vostri piccoli.
E lei ha mai approfondito le motivazioni che lo hanno fatto sentire un padre poco pronto psicologicamente? Su cosa non si è sentito pronto? Quali fantasie si sono attivate al pensarsi genitore , responsabile della crescita e dello sviluppo di due piccoli individui?
Lei ha scritto che 'giustamente' in un momento nel quale sua moglie ha subito un nuovo lutto i vostri rapporti erano assenti.
Ora sembrano essere presenti, ma sporadicamente e di una 'qualità' erotica sentimentale che la preoccupano.
Questa preoccupazione può essere il volano per un vostro cambiamento in termini di maggiore conoscenza e condivisione e credo che degli incontri di coppia nei quali possiate affrontare anche tematiche individuali significative sia per lei che per sua moglie potrebbero aiutarvi molto. Vi auguro di poterlo fare e di poter attingere alle vostre tante risorse che sicuramente avrete.
Cordialmente
Daniela Pellitteri


Dr.ssa Daniela Pellitteri

[#2]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Salve a lei,

il suo racconto ha evocato in me alcune riflessioni e molteplici domande.

In particolar modo, in questa sede, ci tengo a dirle che mi ha trasmesso il dolore per la mancanza di vicinanza e calore da parte di sua moglie. Immagino quanto questo possa essere difficile per lei.

Dopo un anno di fidanzamento, qualcosa compromette il benessere di sua moglie. Mi sembra che lei sia stato un compagno vicino e comprensivo. Questo mi sento di dire che rappresenta un profondo gesto di amore indispensabile in una relazione.

Ciononostante, questo stato d'animo che sua moglie si trovava a vivere non può non avere generato un clima emotivo tra di voi, che per lei dev'essere stato incisivo.

Dev'essersi sentito frustrato, poco amato e desiderato. La mancanza di vicinanza, che nell'intimità carnale può raggiungere un suo apice, può essere una carenza, soprattutto se protratta, che inaridisce gli animi.

M'immagino, arrivando il primo figlio, che le attenzioni fossero rivolte giustamente a lui, e per voi come coppia possa esserci stato un momento ancora più rilevante di distanza.
La sua reazione di nervosismo mi sembra comprensibile, non so se condivide le mie parole, ma leggendo il suo racconto, verrebbe da dirmi che è emersa tutta la sua rabbia.

È importante che lei possa ascoltare se stesso senza giudicarsi, cercando di affrontare certe paure, ad esempio quella di guardare quello che sta succedendo, magari anche la paura di perdere sua moglie. Quello che prova non è un "errore": lei lo prova, e infatti mi sembra abbia un suo senso.

Certo offendere non è ciò che deve fare, ma concepire se stesso come arrabbiato e deluso, questo sì.
Le dico questo perché anche lei merita un po' d'amore.
E nascondere i propri legittimi sentimenti non sembra favorire la situazione, come sembra dirci: si rimette in riga, tornando "buon padre e buon marito", ma a questo punto diventa anche lei distante.

Le emozioni le possiamo allontanare, possiamo cercare di non pensare al peso che hanno, ma alla fine se non le riconosciamo restano lì silenti, e in un modo o nell'altro si faranno sentire. Forse, potremmo dire, fortunatamente. Certo possono essere scomode, ma parlano della sua autenticità e rappresentano ciò che di più vivo lei è.

Credo che l'apatia potrebbe essere coerente come modalità rinunciataria attraverso cui preferisce evitare di riconoscere la complessità delle sue emozioni, con le conseguenze che essa può comportare.

Accanto a queste riflessioni che ci tenevo a condividere con lei, vorrei anche suggerirle in questa sede l'opportunità di comprendere il "blocco" di sua moglie. I farmaci non hanno portato benefici, come dice, ed è importante capire in modo profondo quello che sta succedendo.
Potrebbe essere consigliabile parlare con uno psicoterapeuta, insieme o separatamente, per approfondire i vostri vissuti e sentimenti più intimi.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis

Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

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