Dismorfofobia

Buongiorno,

sono un ragazzo di 30 anni con dei problemi ad accettare la mia compagna, o per meglio dire la sua estetica.
Siamo assieme da undici anni e conviviamo da 4 abbondanti, caratterialmente parlando, per me, è quasi perfetta e non penserei di stare senza di lei.
Per quanto riguarda l'attrazione fisica, è scemata col tempo, purtroppo entrambi ci siamo lasciati andare parecchio nei primi anni di convivenza ed abbiamo intrapreso assieme un percorso di "recupero" di salute e di una forma accettabile. Io sono quasi soddisfatto di ciò che ho raggiunto, sono alto 174cm e pesavo 81, ora peso 67 e di pancia me ne è rimasta poca poca. Lei è alta 160cm e pesava 68, ora pesa 50 kg circa ma il problema è proprio qui. Non so perché, ma non riesco più a trovarla attraente, non ha più il fisico che aveva prima. Ha un po' di cellulite, ancora un po' di grasso su gambe, glutei e fianchi che non mi piacciono per nulla ed anzi deprimono totalmente la mia voglia di qualsiasi attività sessuale. Non sono stato inerte a guardare e l'ho sempre stimolata e sostenuta nel cercare di "darsi una sistemata", le ho regalato più di duemila euro di sedute di lpg, ora sta facendo la carbossiterapia e da luglio sta andando in palestra tutti i giorni dal lunedì al venerdì praticamente sia aerobica sia attività coi pesi. Cerca di alimentarsi il meglio possibile e insomma più di così non potrebbe fare. Ma questi difetti di andarsene non vogliono proprio saperne ed io sono un po' stufo di aspettare e comincio a pensare che non riuscirà mai a tornare "desiderabile", almeno non dal mio punto di vista.
Ho scritto tutto questo sotto al titolo di dismorfofobia perché non riesco a convincermi che forse sbaglio io e che il metro di paragone che utilizzo per lei è di ragazze di un certo tipo, da quelle che si vedono in tv nelle pubblicità a quelle che si trovano al MotorShow piuttosto che altrove, sono ovviamente delle modelle ma questo non esclude che la mia ragazza non possa diventare altrettanto bella. A me piacciono in particolare quelle che praticano allenamento calistenico perché hanno un corpo anche più bello di quello delle modelle, sono molto atletiche. Va beh, detto questo posso immaginare che stiate pensando che mi sto rispondendo da solo e che pretendo forse un po' troppo. Ma poi mi guardo in giro, e di ragazze belle, magre e senza cellulite in giro ce ne sono un'infinità, e parlo di persone normalissime, bariste, commesse, cameriere... Non riesco proprio ad accettare che la mia ragazza non riesca ad essere come riesce ad essere almeno la metà del genere femminile dai venti ai trenta-trentacinque anni.
Fra l'altro vuole anche avere un bambino, e lo vorrei anche io, ma la gravidanza sicuramente non la aiuterebbe in questo percorso di miglioramento fisico.
Aiutatemi voi, non riesco proprio a sentirmi in torto nel pensarla così.

Grazie mille
[#1]
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo Psicologo, Psicoterapeuta 2,4k 122
Gentile utente, il suo consulto è interamente incentrato sulla fisicità sua ma soprattutto della sua compagna. Non parla di emozioni. Cosa la spinge a ricercare quella che per lei rappresenta una donna perfetta fisicamente? La perfezione non esiste. Lei appare quasi ossessionato dalla fisicità della sua donna. Incentra anche l'aspetto intimo/ sessuale su questo. Teme una gravidanza perché questo potrebbe compromettere il percorso di miglioramento fisico. Da dove nasce questa sua tendenza a guardare coattivamente alla fisicità?. Quale è lo scopo? Cordialmente

Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo. Psicoterapia cognitiva e cognitivo comportamentale.

[#2]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 292 182
>>> Ma poi mi guardo in giro, e di ragazze belle, magre e senza cellulite in giro ce ne sono un'infinità, e parlo di persone normalissime, bariste, commesse, cameriere...
>>>

Certo, anche se bisognerebbe sapere a quante di queste ragazze lei potrebbe piacere.

Ciò che vogliamo è importante, ma bisogna confrontarlo con ciò che <possiamo> ragionevolmente ottenere.

La sua sembra una forma di fissazione ossessiva, più che dismorfofobia, dato che quest'ultima è riferita per definizione a se stessi.

Tutti gli uomini trovano attraenti le donne giovani e in forma. Non è il solo. Ma lei, probabilmente a causa di una certa rigidità, si è fissato sul top, sul massimo dello standard e non riesce a uscire da tali canoni strettissimi di valutazione.

Non è possibile aiutarla online, questo va detto. Però potrebbe giovarsi dell'aiuto di un collega di persona. Perché se non fosse possibile rivedere i suoi metri di giudizio, potrebbe doversi confrontare con una relazione insoddisfacente e tutte le conseguenze che ciò potrebbe portare.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#3]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
Ha mai sentito parlare di sapiosexual?

Sa cos'è?

Se le interessa, provi a leggere questo articolo.

https://www.valeriarandone.it/articoli/sapiosexual-per-una-sessualita-intelligente/

Nell'incontro tra due partners, non esiste soltanto la fisicità, ma tantissimo altro di cui lei non fa menzione...

Immagino che non sappia nemmeno di cosa stia parlando.
Dove sono le emozioni?
L'attrazione di anima?
Di testa?
L'interesse - quello vero - per una donna?
Per intero...

Dal suo racconto lei la fa a pezzi, tra cellulite, kg, pancia e possibili peggioramenti da gravidanza.

Il titolo della sua richiesta di conuslenza inoltre, è inadeguato: la dismorfofobia dovrebbe riferirsi al suo stesso sguardo su se stesso, non su altro da lei.
Forse non le piace e basta, ci ha mai pensato?



Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#4]
dopo
Utente
Utente
Buonasera a tutti e tre,

tento di rispondere a tutti, vado in ordine.
Dottor Pizzoleo
Innanzitutto la ringrazio per la risposta. La mia ossessione per la ricerca della perfezione estetica non si riferisce esclusivamente alla mia ragazza, applico (mio malgrado) lo stesso criterio di valutazione anche a me stesso ed agli altri uomini. Il mio modello di riferimento sono atleti che praticano calisthenics (vi invito a vedere un paio di foto per rendervi conto di cosa intendo). Sono costantemente al lavoro per cercare di diventare minimamente somigliante a queste persone, non sono cattivo verso la mia ragazza più di quanto lo sono con me stesso (ed anzi la stimolo a migliorarsi costantemente, tutti i giorni, e contribuisco economicamente a tutte le spese che deve sostenere. Faccio presente che ho una paga da operaio e per me si tratta di un grossissimo sacrificio che mi costa molte rinunce), e devo dire che onestamente non so neanche io come sia possibile che alla mia ragazza io vada bene come sono, essendo ben lontano dal mio modello di riferimento (che per inciso trova attraente anche lei). Fatta questa premessa, davvero lo dico col cuore, non so come ho fatto a diventare ciò che sono e pensare ciò che penso, è come se un giorno mi fosse scattata in testa una lampadina, ho iniziato a guardarmi in giro e vedo che le ragazze dei miei amici sono più belle (fisicamente, e solo fisicamente, lo ribadisco), le ragazze dei miei due cugini anche, le mie due colleghe (le uniche due donne su dieci persone), e così via, tutte sono più magre e senza cellulite. Non riesco a non trovarle più attraenti della mia ragazza, è un dato di fatto che qualsiasi estetista o psicologo o chirurgo estetico definisca la cellulite come un "inestetismo", che è l'opposto di qualcosa di visivamente bello. Se poi guardo in tv o sui giornali, ovviamente la lancetta di riferimento si sposta ancora più in alto. E proprio non riesco a trovarci nulla di male in tutto questo, per me si tratta solo di affrontare la realtà, è un dato di fatto.

Dottor Santonocito,
come detto poco fa, applico questi rigidissimi canoni di valutazione anche a me stesso, e non sono mai stato soddisfatto della mia fisicità, non voglio dire che mi faccio schifo perché attualmente non è così, ma mi sono fatto schifo per parecchio tempo. Tutt'ora, dopo aver perso 14kg e dopo esser diventato un buon corridore e allenandomi costantemente, ho un po' di pancia e un po' di fianchi che proprio non vogliono saperne di lasciarmi in pace (tenga presente che iniziano già a vedersi gli addominali, quindi capisco che non sono grasso, ma questo per me non è abbastanza). Non ho le spalle abbastanza sviluppate, né i dorsali. Insomma cerco di farle capire che sono molto rigido anche con me stesso, e non so come faccia la mia ragazza ad accettarmi perché è un dato di fatto che ci sono migliaia di maschi molto più belli di me. Non so quante delle ragazze che vedo starebbero effettivamente con me, certo che se caratterialmente non sono così ossessionate dalla fisicità come me, sono ragionevolmente sicuro che avrei ottime probabilità con molte di loro. Non la prenda come sfrontatezza o arroganza, ma davvero cerco sempre di essere il miglior essere umano possibile, sono dolce, sincero, altruista, comprensivo. Non me li sono dati da solo questi aggettivi, mi son stati dati dalla mia ragazza (e da altre ragazze). Sempre disponibile all'ascolto (immagino che non necessariamente ascoltare significhi comprendere...).
Questo solo per dire che non mi ritengo bello ma non sono brutto, non avrei aspettative più alte di ciò che posso permettermi anche se tendo a non mettere limiti dove ancora non ce ne sono, in questo campo come in qualsiasi altro.

Dottoressa Randone,
dove sono i sentimenti? Sono sempre con me e sempre con lei, non mi abbandonano mai, ed è proprio per questo che la nostra relazione sta andando avanti bene, a parte la sfera sessuale. Per farle capire come sono (ma questo può "tornare utile" anche agli altri due dottori che mi hanno gentilmente risposto) di questo problema nell'accettare la sua fisicità imperfetta ne ho parlato con la mia ragazza ad agosto di quest'anno, e le ho detto che non riesco ad avere dei rapporti con lei perché non la trovo attraente. Ma non voglio rinunciare a lei perché è una donna fantastica, un'amica e sarà anche una bravissima mamma. Da agosto non abbiamo più avuto rapporti, è stata una decisione presa consensualmente, ed anzi devo dire che l'ho voluto io, nel senso che lei era disposta a "far del resto" finché fosse diventata come io vorrei. Le ho detto di no e che l'avrei aspettata per tutto il tempo che le serve, e così sto facendo.
I sentimenti sono nelle continue sorprese che le ho fatto, sempre con grandi sacrifici economici da parte mia (che ormai non mi concedo più nulla e dedico tutto il poco che ho a lei, e non lo faccio per sensi di colpa, sono sempre stato così da quando siamo assieme). Vacanze in crociera ai Caraibi, a Zanzibar, in Grecia, in Egitto. Regali costosi e tutto il corollario.
Al di là di tutto questo, che rappresenta una parte importante ma non l'unica, sono sempre stato comprensivo, ogni volta che non si è trovata bene sul lavoro non le ho mai fatto pressioni per restare dove era e l'ho sempre supportata in ogni sua decisione, cambiando un posto dopo l'altro. Adesso è da un anno che è disoccupata e sono stato l'unico, e ribadisco il solo ed unico di tutte le persone che conosciamo nessuno escluso, ad appoggiare la sua idea di tornare a scuola (che ha iniziato a settembre di quest'anno, le manca il diploma), nonostante questo significhi per noi vivere con ottocento euro al mese. Non mi importa, mi basta che faccia ciò che le piace e che vuole fare.
L'ho sempre ascoltata ed aiutata in ogni occasione, e parlo "psicologicamente", moralmente, non materialmente. Difficile mettere "su carta" undici anni di buone azioni e comprensione, risalta molto di più questa mia parte negativa purtroppo ma d'altronde sto scrivendovi proprio per questo.

Ditemi in cosa sbaglio, se pensate stia sbagliando.
Ultima cosa importante e che voglio sottoporre a tutti e tre:
per me "fare l'amore" è tutt'ora un'espressione incomprensibile, non riesco a vedere l'amore in un atto fisico che non trovo diverso da ciò che fanno gli altri mammiferi ed animali. Mi sembra un velo di romanticismo forzatamente appoggiato su qualcosa che non merita una definizione di questo genere, l'amore è altro e non centra con i rapporti sessuali. Forse è anche per questo che non riesco a cambiare idea.

Grazie mille e scusate per la lunghezza della risposta, ma a dir la verità non ho neppure scritto tutto, mi sembra fin troppo corta....
[#5]
Dr.ssa Raffaella Dibiase Psicologo 7 1
<Da agosto non abbiamo più avuto rapporti, è stata una decisione presa consensualmente, ed anzi devo dire che l'ho voluto io, nel senso che lei era disposta a "far del resto" finché fosse diventata come io vorrei. Le ho detto di no e che l'avrei aspettata per tutto il tempo che le serve, e così sto facendo.>

Mi faccia capire, avete interrotto i rapporti in attesa che la sua ragazza migliori fisicamente? Lei come sta vivendo questa decisione? E come pensa che la stia vivendo la sua ragazza?

<per me "fare l'amore" è tutt'ora un'espressione incomprensibile, non riesco a vedere l'amore in un atto fisico che non trovo diverso da ciò che fanno gli altri mammiferi ed animali. Mi sembra un velo di romanticismo forzatamente appoggiato su qualcosa che non merita una definizione di questo genere, l'amore è altro e non centra con i rapporti sessuali. Forse è anche per questo che non riesco a cambiare idea.>

Forse questa sua difficoltà ad accettare la fisicità (inevitabilmente imperfetta) dell’altro ha una funzione, serve a qualcosa, ad esempio a “regolare l’intimità”. Se così fosse, sarebbe un meccanismo piuttosto dannoso per sé e per la coppia. Se vuole portare avanti questa (o qualsiasi altra) relazione in modo soddisfacente, sarebbe utile affrontare il tutto con un professionista.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Raffaella Dibiase

http://www.raffaelladibiase.it

[#6]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
A parte la lungaggine, credo ci sia parecchio su cui riflettere sulle sue parole, decisioni e scelte.

Non si tratta di sbagliare o meno.
Lei non è consapevole di quello che le (vi) sta accadendo.

Un mio collega, de visu, saprà guidarla nella disamina delle pieghe psichiche correlate alle sue scelte; e sofferenze.
[#7]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 292 182
In tal caso è probabile che lei soffra realmente di dismorfofobia oppure di vigoressia, entrambe varianti del disturbo ossessivo.

Etichette a parte, che le serve sapere fino a un certo punto, dovrebbe rivolgersi a un nostro collega per una valutazione precisa del suo caso. Da qui non possiamo esserle utili in modo incisivo.

I ragionamenti elaborati che fa per giustificare la preoccupazione per il fisico suo e degli altri sono inutili. L'unico fatto che conta è che ha sentito il bisogno di rivolgersi a degli psicologi, a causa di un disagio.

>>> Ditemi in cosa sbaglio, se pensate stia sbagliando.
>>>

Non è questione di sbagliare, lei sta facendo ciò che sta facendo presumo in buona fede.

Ma se proprio volessimo metterla sul piano dello sbaglio, ci tiene davvero a sapere dov'è il "bug" nei suoi ragionamenti? È il suo attribuire valore estremo a qualcosa (linea e forma fisica) che ha solo un valore relativo. In altre parole: una tendenza ossessiva, apparentemente ben radicata.

Lei è tutto preso dalla domanda "come posso migliorare il fisico?" mentre l'unica domanda sensata che dovrebbe farsi ora è "come posso liberarmi dall'ossessione di migliorare il fisico?"

Parta da qui.

[#8]
dopo
Utente
Utente
Buonasera di nuovo a tutti,

ringrazio nuovamente per le risposte.
Vado nuovamente in ordine nelle risposte.
Dottoressa Dibiase,
è esattamente ciò che ho scritto e che lei ha capito: abbiamo interrotto i rapporti in attesa che la mia ragazza migliori fisicamente. Non trovandola attraente non ho proprio voglia di avere rapporti, l'ultimo che abbiamo avuto è stato quello che, per me, ha dato la spinta decisiva: non vedevo l'ora che finisse, si trattava di un lavoro e non di un piacere. Capisce bene che non posso vivere la sessualità in questo modo...
La mia ragazza non saprei come la sta vivendo, non me ne ha mai parlato. Posso però immaginare che non sia felice né abbia piacere nel vivere in questo modo, anche perchè sicuramente si sentirà svalorizzata, almeno fisicamente. Mi sento in colpa per questo, ma non troppo, non riesco a non essere sincero e non dire ciò che penso, soprattutto a lei.
Dottoressa Randone,
lei mi consiglia di affrontare il tutto con uno psicologo, immagino sarebbe la scelta migliore ma attualmente non me lo posso permettere, essendo fra l'altro un percorso di cui non si può prevedere la durata (e conseguentemente i costi). Lei dice che non sono consapevole di ciò che mi sta accadendo, ma questa affermazione non l'ho proprio capita.
Dottor Santonocito,
è vero che l'estetica è un valore relativo? Credo che ognuno abbia una propria "scala" (?) di valori e di priorità, difficile giudicare migliori alcuni valori piuttosto che altri, il relativismo morale non è facile da combattere e ogni ragionamento che tento di fare per razionalizzare tutti i pensieri che "porto con me" tutti i giorni crollano inevitabilmente di fronte al fatto che non trovo sbagliato considerare molto importante l'estetica mia e della mia ragazza.
Come posso liberarmi di questa mia ossessione? Credo raggiungendo l'obiettivo, sia per quanto riguarda me, sia facendolo raggiungere alla mia ragazza.
L'ovvia obiezione che mi si può fare è che questo obiettivo potrei non raggiungerlo mai, e neanche la mia ragazza, e forse una volta raggiunto non mi sembrerà abbastanza e non avrò più un limite da raggiungere. Quest'ultima eventualità la escludo, il mio canone estetico di riferimento è ciò che ho citato come esempio nel primo intervento, e gli specchi non mentono.
Il dietologo che mi ha seguito durante i sei anni di dieta ora mi conosce bene, e gli ho sempre detto che non mi vedo magro (attenzione che non ho detto che non lo sono, me lo dicono tutti e sarà anche vero, ma io non mi reputo assolutamente tale).
Mi ha detto che questo dipende fondamentalmente da due fattori:
1 - durante la mia infanzia e fino alla terza-quarta superiore sono sempre stato sovrappeso. Fin da bambino ho avuto un po' di pancia, anche un bel po' in certi periodi, e ricordo tutt'ora le prese in giro dei miei compagni di classe delle elementari e la vergogna durante le visite mediche in cui dovevo pesarmi.
2 - la percezione di se e del proprio corpo è un atto che richiede molto tempo per "stabilizzarsi", secondo lui ci metterò almeno una decina di anni a realizzare il cambiamento che sono riuscito ad ottenere (fermo restando che non mi lascio andare e resto sul mio peso attuale).
Cosa ne pensate?

Grazie mille nuovamente per la disponibilità, svolgete davvero un gran servizio
[#9]
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo Psicologo, Psicoterapeuta 2,4k 122
Quando la dottssa Randone dice che lei (e voi) non è consapevole di cosa le stia accadendo, si riferisce al fatto che ossessionato come è dalla fisicità, non vede altro intorno e dentro lei.

Sta rinunciando a tantissimo, concentrandosi solo sulla corporeità.

"Come posso liberarmi di questa mia ossessione? Credo raggiungendo l'obiettivo, sia per quanto riguarda me, sia facendolo raggiungere alla mia ragazza." ASSOLUTAMENTE NO. Non è in questo modo che risolverà la sua ossessione. Sarebbe come dire ad una persona che teme costantemente di avere una malattia, che tutto si risolverà quando avrà terminato il ciclo di esami clinici a cui si sottopone. Ma non è così perché la stessa persona continuerebbe a fare esami diagnostici fino allo sfinimento senza venire a capo di nulla e peggiorando ulteriormente il suo stato di salute mentale.

Segua la strada che le è stata indicata. Contatti un collega in persona!
Lo faccia senza pensare di risolvere, nel modo che ci ha esposto, la sua ossessione. Le occorre un aiuto specialistico!
[#10]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 292 182
>>> difficile giudicare migliori alcuni valori piuttosto che altri
>>>

Difficile finché non ci sono di mezzo sofferenza e disagio.

Delle due l'una: o lei è del tutto convinto che la bellezza fisica sia una cosa per la quale vale la pena ossessionarsi e soffrire, e in tal caso non avrebbe bisogno del nostro parere ("Cosa ne pensate?").

Oppure non ne è convinto e in tal caso avrebbe bisogno di un aiuto <concreto>, che da qui non siamo in condizioni di darle.

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