Utente 240XXX
Gentilissimi dottori,
vi scrivo per un problema che è sorto in me pochi giorni fa: un disturbo ossessivo compulsivo da relazione.
Tutto ha inizio quando, l'anno scorso, la mia ex mi lascia per rimettersi col suo ex, facendomi sprofondare nella più totale tristezza e minando ancora di più la mia già debole autostima, lasciandomi con un'impronta all'interno fin troppo profonda e abbattendo del tutto la mia già precaria autostima; il tutto è durato fino a questo Gennaio, quando ho conosciuto la mia attuale ragazza, bellissima, intelligente, sensibile e tranquilla, oltre ad essere insicura come me: dopo un mese di conversazione, decidiamo di frequentarci e poi di metterci insieme: preso dall'euforia e dall'innamoramento, decido di farlo per la prima volta con lei (sono rimasto vergine fino a poche settimane fa poichè la mia ex si ostinava a non farlo) dopo mille paranoie e problemi vari derivanti dalla mia ansia (soprattutto difficoltà a mantenere l'erezione e complessi di inferiorità riguardo il suo ultimo ex) che mina e non poco la mia vita giornaliera come vi illustrerò tra poco.
Come stavo dicendo, in questi mesi di frequentazione lei si è rivelata essere perfetta per me, eccezion fatta per due aspetti:
1) Ogni qual volta nominava il suo ex, magari anche solo per raccontarmi un fatto accaduto in passato per illustrarmi la sua vita, memore della profonda ferita che mi aveva lasciato la mia ex, mi sentivo come impaurito e arrabbiato nei suoi confronti.
2) Dopo un bellissimo weekend trascorso a Roma lei mi comunica che secondo lei abbiamo corso troppo e vuole un po' distaccarsi da me; ovviamente ho pensato che mi volesse lasciare da un momento all'altro, o che comunque non provasse più quello che pensavo provasse per me: dopo circa una settimana ci rivediamo e io, preso dall'angoscia e dalla tristezza, ho una sorta di crisi di panico davanti a lei, in cui le comunico tutto il mio sentire tra le lacrime. Dopo avermi ascoltato, lei mi rassicura poichè è solo una fase passeggera e che comunque prova qualcosa di più della semplice attrazione.

Ora direte: ma che tipo di problemi ti fai se ti ha rassicurato? Beh, complice anche il periodo pre esame, non ci siamo sentiti nè visti più come prima da quando è avvenuta la mia crisi di panico, e ciò mi ha portato dapprima ad avere risentimento nei suoi confronti (io volevo vederla, ma ho preso il suo atteggiamento di "limitare gli incontri" come un modo per non vedermi), risentimento che si è trasformato poi in nervosismo ed infine in una apparente mancanza di sentimenti nei suoi confronti.
Ora mi chiedo: com'è possibile non provare più niente da un giorno all'altro per una persona con cui ho condiviso bellissimi momenti? Non è forse un controsenso volerla vedere ancora e aver paura di non provare più niente per lei? Perchè sento risentimenti e rabbia per cose che sono di una normalità disarmante? Chiedo aiuto a voi poichè non riesco a trovare risposta dentro me stesso e vorrei godermi questa relazione.

[#1] dopo  
Dr. Armando De Vincentiis

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gentile utente, che ci sia rabbia è cosa comprensibile, non confonda i sentimenti. Troppo presto per essere vittima della classica trappola "e se non provassi nulla?" poichè il rapporto è ancora in uno stato in cui tutto è da vedere e/o valutare.
Lo viva e dia tempo alle cose di venir fuori da sole.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it

[#2] dopo  
Utente 240XXX

Gentile dottor De Vincentiis,
la ringrazio per il suo contributo, che è riuscito almeno un po' a tranquillizzarmi.
La cosa che mi ha fatto più spavento è l'essere passato dalla rabbia repressa alla paura di non provare più niente per lei e di avere compulsioni e manie vari a riguardo.

Vorrei precisare inoltre che soffro comunque di DOC proprio per il mio modo di essere e che forse questo si è scatenato anche nella sfera affettiva.

Ha comunque ragione lei: devo darmi tempo e non fasciarmi la testa prima di romperla.