Utente 339XXX
Salve,
premetto che sono sempre stata una persona ansiosa, ma mai a questi livelli.
A inizio Maggio mi sono trasferita col mio ragazzo in un'altra città, lontana da quella di provenienza, perché lui aveva trovato il lavoro dei suoi sogni lì e io l'ho seguito. Dal momento che non stavo lavorando, pur non volendo spostarmi lì, sono andata con lui. Già in quel periodo soffrivo di forte ansia nei suoi confronti, avevo paura che stesse male quando non era con me, avevo bisogno di sapere quando arrivava nei posti, se non rispondeva mi agitavo, eccetera.
Dopo un mese, a inizio Giugno, ho iniziato a lavorare anche io. Forse a causa della mia ansia, e anche per la mia timidezza, non ho ancora legato bene coi colleghi, ed essendo un periodo un po' scarico come progetti, non sto facendo granché a lavoro. Oltre a ciò, neanche due settimane dopo l'inizio, mi hanno messa a fare trasferte due o tre volte a settimana, fissa. E questo non mi ha aiutata e non mi aiuta, perché l'ansia e l'ipocondria mi fanno star male visto che sono da sola lontana da casa.
A fine Giugno ho deciso di andare da uno psicologo, che mi ha diagnosticato il disturbo di ansia generalizzato. Abbiamo fatto 3 sedute, ora lui è in ferie, e a me sono cominciati gli attacchi di panico.
Il fatto è che quando sono coi colleghi devo ovviamente cercare di trattenerli, ora che li conosco riesco meglio. Ciò che mi spaventa però è che la sera quando torno a casa poi scoppio. Eppure, penso, c'è il mio ragazzo lì con me, dovrei essere felice.
Quel che volevo capire è se è possibile che riesca effettivamente a trattenerli e che esplodano poi la sera, e se ormai io stia associando quella casa al posto/momento in cui sto male.
Mi fa paura perché dovrei essere felice di potermi finalmente riposare la sera dopo il lavoro, invece sto male e basta.
Un'altra cosa a cui penso è che, ad esempio oggi, sono arrivata a lavoro con l'idea di essere aperta coi colleghi, interagire di più, e la mattinata è andata bene, ero tranquilla, sicura di quel che facevo e del fatto che potevo guarire. Abbiamo pranzato ed ora eccomi qua con ansia e mille pensieri negativi in testa, voglio scappare, mi sento agitata. È come se di punto in bianco fossero arrivati i pensieri e l'agitazione, mentre fino a stamattina ero tranquilla.
È anche questo un attacco di panico? O c'è dell'altro?
Passo le mie giornate ad alternare momenti forti a momenti deboli in cui vedo tutto nero e soffocante, in cui nulla mi dà sollievo o mi fa venire voglia di fare le cose.
Quando sto bene invece sono entusiasta dei miei progetti. In quei momenti invece no, perdono di significato.
Che cosa sto passando?
Dal medico, in assenza dello psicologo, mi è stato consigliato lo Xanax, 8 gocce al giorno.
Temo a prenderlo, a causa di controindicazioni varie, e anche perché inizierei senza che lo psicologo lo sappia.
Serve davvero alla mia situazione? O è meglio aspettare di parlarci per vedere se c'è altro sotto?

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

da come descrive la sintomatologia non mi sembra proprio che siano attacchi di panico che hanno una connotazione ben precisa e sintomi diversi da quelli che elenca.

D'altra parte, mi pare che lo stesso terapeuta non abbia parlato di attacchi di panico, ma di ansia generalizzata, cosa che sembra più verosimile.

Per quanto riguarda la prescrizione di farmaci, posso comprendere la perplessità, ma tenga presente che ogni farmaco può avere anche effetti indesiderati. D'altra parte soltanto il medico (e NON lo psicologo) che l'ha visitata può esprimersi a riguardo.

Per quanto riguarda la terapia psicologica, posso chiedere quali obiettivi sono stati fissati? Che tipo di terapia fa? Ha ricevuto indicazioni specifiche per il periodo estivo?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 339XXX

Il fatto è che comunque mi sono successi, sentivo oppressione al petto, paura di impazzire, ecc... Però appunto gli altri momenti durante i quali ho "solo" pensieri negativi e tanta ansia mi hanno fatto pensare "e se ci fosse dell'altro?".

Gli attacchi di panico sono nati dopo aver visto lo psicologo, per cui non sono riuscita a parlargliene ancora. La cosa si è evoluta abbastanza in fretta, e non so se riuscirò a rivederlo prima di Settembre.

La terapia per ora prevede delle sedute con l'obiettivo di rieducare la mente a pensare correttamente, dal momento che il mio disturbo mi porta a pensare al peggio, sia per me che per gli altri.
Per questo periodo mi ha lasciato degli opuscoli con delle tecniche di respiro per rilassarsi, e prima di salutarci mi ha insegnato a farle. Mi ha detto di usarle alla necessità ma anche come abitudine giornaliera per calmare i pensieri.

[#3] dopo  
Utente 339XXX

Vorrei aggiungere che questa mattina ho iniziato a prendere lo Xanax, perché mi sono svegliata con pensieri brutti e mi sono decisa a iniziare. La dose che mi è stata data è di 4 gocce due volte a giorno, quindi un totale di 8.
È poco come inizio? Va bene?
E ora, circa un'ora dopo che le ho prese, mi sento strana, continuo ad avere le mie paure ma è come se mi sentissi inibita e non riuscissi a piangere, disperarmi o impanicarmi fino in fondo.
È solo suggestione? O sta davvero facendo già effetto?
Vorrei già smettere di prenderlo perché mi fa paura stare così, quasi come se mi mancasse sentirmi come prima quando, seppur nel panico, mi veniva da piangere e stare male.
Come dovrei comportarmi? Non voglio rimanere schiava di questo medicinale, vorrei curarmi definitivamente con la mente.