Utente 478XXX
Gentili dottori.. in pratica io non ho voglia di lavorare. Mi spiego meglio. L’idea di sgobbare e di dedicare gran parte del mio tempo al lavoro mi deprime. Il pensiero di doversi stare costantemente con la testa dentro perché le cose funzionino e vadano avanti. In una realtà ideale dedicherei il mio tempo a prendermi cura di me stesso, ai rapporti sociali, alla curiosità di visitare e vivere questo mondo.. anche a cimentarmi in qualcosa che richieda impegno, ma che sia personalmente gratificante per qualche ragione o ideale differente dal semplice guadagnare . Tutto ciò è paradossale, e mi sento stupido, poichè in questa realtà si lavora per vivere: Si lavora per avere la possibilità di svolgere una passione, si lavora per prendere parte agli eventi sociali. Non capisco se dovrei accettare il lavoro come un vero e proprio sacrificio atto a poter soddisfare il piacere, forse lo interpreto male, perché il pensiero di guadagnare soldi in sé non mi dice niente, ma il fatto che i soldi servano a fare le cose che mi fanno stare bene si. Ho sempre lavorato nell’impresa avviata da mio padre, quindi libero professionista, e per indole sarei totalmente incapace di sottostare in una gerarchia come tipicamente spetta a un dipendente. Ma il mio lavoro di libero professionista richiede di starci con la testa dentro sempre, ed io in tutta onestà non mi sono mai fatto carico di esso a pieno, lasciando che fosse mio padre a sbizzarrirsi e a gestire ed lavorando solo per guadagnare il minimo a togliermi gli sfizi, senza sentire dentro alcuna ambizione di crescita professionale. Mi pongo adesso questi quesiti perché a 25 anni sento l’esigenza di allontanarmi dal nucleo familiare, ma l’unico prospetto che potenzialmente vedo sarebbe di diventare completamente padrone del mio corrente mestiere, avviando un’attività mia altrove. Attività che non mi piace, che è dispendiosa, che richiede sacrificio costante. Sono viziato? Sono poco propenso al dovere e vorrei soltanto il piacere? Sento che potrei impegnarmi veramente e con determinazione soltanto in qualcosa che mi piace e che sento dentro. Ma non vorrei che ciò fosse dovuto a un mio errato modo d'interpretare, appunto.. "viziato", ideale anzichè reale.. dove più reale sarebbe accettare l'idea di dover sgobbare, sia pure con stress e sacrificio, proprio con lo scopo ultimo di potermi permettere di sentirmi economicamente libero di soddisfare la sfera "piacere"

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Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile ragazzo,

non ci conosciamo e non posso sapere se Lei sia viziato o con poca voglia di fare, ma anche per quei lavori che appassionano moltissimo bisogna sgobbare! Non esiste il lavoro che non darà mai problemi, che non ci costringerà a sacrificare il piacere, ecc...

A me Lei sembra, invece, un po' confuso e incerto su quello che vuole fare e che Le piacerebbe fare. Perchè non prova a pensarci con calma, a ragionare sulle Sue potenzialità, magari a farsi aiutare dalle persone che La conoscono bene e che sanno in che cosa Lei è particolarmente bravo ecc....

Del lavoro che ha svolto col papà, c'è qualcosa che Le piace?
Che cosa Le piacerebbe fare? Che cosa non farebbe mai?
Lavorare da dipendente La rassicurerebbe?

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica