Utente 427XXX
Buonasera a tutti.
Mi chiamo Antonio, ho 28 anni e scrivo per avere un parere/opinione su un problema che mi affligge da qualche tempo.
Sono laureato in fisioterapia ma da qualche tempo ho deciso di volere cambiare qualcosa nella mia vita, per questo motivo tra meno di un mese inizierò la scuola per poter diventare pilota di linea.
È un lavoro che mi affascina molto e io sono davvero felice di poter cominciare questo nuovo percorso. Il mio unico problema riguarda i miei genitori.
Inizialmente hanno espresso la loro perplessità a riguardo perché ovviamente preferiscono che io faccia un lavoro più "tranquillo/sicuro" come è quello del fisioterapista.
Ho avuto modo di discutere con molta calma insieme a loro e fargli capire che non c'è nulla di pericoloso nel lavoro che vorrei intraprendere, ma la loro grandissima paura nei confronti dell'aereo è davvero tanta.
Ora, a distanza di alcuni mesi da quando gli ho fatto presente la mia voglia di cambiare, li vedo un po' più sereni (forse rassegnazione?), ma è proprio qui il punto che mi fa star male.
Loro non vogliono altro che vedermi felice, e quindi se per loro questa nuova strada mi rende felice, loro lo saranno per me. Il punto è che sono sicuro che quel giorno in cui diventerò pilota, loro smetteranno di vivere serenamente e saranno sempre con il pensiero rivolto a me che sarò a bordo di un aereo per almeno 8 ore al giorno.
Sono altrettanto sicuro che a costo di far sembrare che vada tutto ok, in realtà loro soffrano molto dentro e stiano continuamente in pensiero per me.
Io non voglio tutto questo. Io voglio che passino il resto della loro vita in tranquillità perché io non sono nessuno per far sì che i miei genitori continuino a passare le giornate con l'ansia.
Ne ho già parlato con loro e ho ricevuto risposte che già mi aspettavo, e cioè che se sono felice io lo sono anche loro, ma è palese la loro paura e apprensione anche se fanno di tutto per camuffarla.
Io non voglio fargli vivere questa mia voglia di cambiare vita in malo modo..
Perciò mi rivolgo a voi cari dottori, con la speranza di essere compreso e di ricevere un'opinione da voi.
Grazie mille

[#1]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

è molto premuroso da parte Sua porsi il problema della serenità dei Suoi genitori, ma non credo che Lei possa fare nulla per la loro serenità rispetto alla questione lavorativa (fare il pilota).

Lei scrive: "Io non voglio fargli vivere questa mia voglia di cambiare vita in malo modo.."

Ma come pensa di poter cambiare le cose?
Lei potrebbe rinunciare al Suo desiderio di diventare un pilota, ma non è un comportamento sano,anche perchè i genitori possono essere spesso ansiosi per molte decisioni prese dai figli.

Nello specifico che cosa temete tutti in famiglia?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]  
Dr. Enrico De Sanctis

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Buonasera,

innanzitutto mi sento di dirle che il senso di responsabilità che nutre verso i suoi genitori è importante, ci parla di un suo valore prezioso, che non è affatto scontato. Senz'altro però questo senso di responsabilità non deve diventare eccessivo al punto che lei non possa più fare le sue scelte.

Se, quindi, ha deciso di intraprendere una nuova carriera, è bene che prosegua come sta facendo. La preoccupazione dei suoi genitori è comprensibile, ma mi sembra che ci sia dialogo tra voi, e questo è un aspetto molto favorevole.

In proposito, il fatto che col passare del tempo si siano rasserenati è un buon segno. Non dubiti del fatto che la loro serenità non sia reale e la "camuffino". Guardi la situazione nella sua complessità. Senz'altro vivono una loro preoccupazione, ma allo stesso tempo possono sentire quanto lei tiene a questo suo progetto, possono capire che cosa significa seguire una propria passione, possono voler avere fiducia che tutto andrà bene. Quindi non necessariamente la loro dev'essere rassegnazione o finzione.

Mentre realizzerà il suo progetto e quando avrà raggiunto il traguardo di diventare pilota, all'inizio potremmo aspettarci tensione e paura, anche se non è detto. Piano piano poi, vedendo che il suo lavoro procede regolarmente, avranno modo di tranquillizzarsi. Penso che sia importante che loro diano fiducia a lei, ma che anche lei possa dare fiducia a loro, ed essere più sereno.

Penso che il suo consulto sia anche un'occasione importante per approfondire alcuni aspetti che possono essere legati al suo mondo interiore. Provo allora a porle tre domande in questa sede, se avesse voglia di parlarne.
1) Lei comunica molto entusiasmo per questo lavoro ma, come i suoi genitori, può vivere un senso di paura all'idea di lasciare il suo lavoro e intraprendere un nuovo progetto, che implica incertezza per il futuro?
2) Sente di essere tranquillo rispetto all'idea di volare quotidianamente o l'idea genera qualche tensione anche in lei?
3) Infine, il senso di responsabilità che ha per i suoi genitori, sente che a volte diventa eccessivo, come ho cercato di dire all'inizio?

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#3] dopo  
Utente 427XXX

Gentile Dott.ssa grazie mille per la Sua risposta.
Nello specifico loro hanno semplicemente paura dell'aereo. L'unica volta che l'hanno preso l'hanno fanno con un terrore assurdo.
Di conseguenza non riescono ad immaginarmi ogni giorno su un mezzo del genere, perciò ho paura che soffrano molto (e ripeto, soffrano ma lo camuffano..io questo lo capisco).
È una situazione difficile

[#4] dopo  
Utente 427XXX

Gentilissimo Dott. de Sanctis,
ringrazio infinitamente anche Lei per la sua cortese risposta.
Rispondo con molta onestà alle sue domande.

1) Non vivo un senso di paura in quanto sono consapevole che la mia figura professionale (fisioterapista) è abbastanza ricercata, e avendo conoscenze di lingua inglese e tedesca non avrei problemi nemmeno a trovare un lavoro all'estero qualora la situazione in Italia non sia favorevole.

2) Questo è un punto molto importante per me. Non le nego per nulla che l'idea di volare quotidianamente genera un briciolo di tensione anche a me, ma piuttosto lieve. Non le nascondo nemmeno che fino a qualche anno fa avevo paura anche io di volare (dovuto a una paura da parte dei miei riversata su di me? Questo non lo so), ma col passare del tempo, questa paura è scomparsa arrivando al punto da voler fare del pilota addirittura la mia professione. Capisco che sembra una cosa del tutto contorta e fuori ogni normalità, e sinceramente ogni tanto mi chiedo se è normale tutto ciò, e cioè che prima ne avevo la fobia e ora ci voglio vivere su un aereo, sebbene con ancora una leggera tensione (Lei pensa sia normale?)

3) Il senso di protezione così eccessivo nei confronti dei miei genitori è la prima volta che si manifesta in modo così forte. Anche se non nego che spesso dietro ogni scelta penso sempre se quello che faccio a loro farebbe piacere o meno.

[#5]  
Dr. Enrico De Sanctis

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Buongiorno,

leggendo le sue ricche e puntuali argomentazioni, mi sembra che esse rappresentino una strada percorribile per iniziare a capire meglio l'ansia che sente per i suoi genitori, in modo tale da poterla poi affrontare ed eliminare.

Escludiamo l'incertezza per il futuro lavorativo, è rassicurante sia per lei sia per i suoi genitori sapere che troverà una stabilità professionale in ogni caso.

Rispetto agli altri due aspetti, invece, essi potrebbero riguardare il suo malessere. Non conoscendola posso parlare soltanto in linea generale e suggerirle che non dobbiamo stupirci per la complessità dei nostri vissuti. Voglio cioè dire, pensando alla paura, che è possibile che lei senta sia un forte desiderio all'idea di diventare pilota sia una tensione di volare quotidianamente. Questo non è "contorto", i suoi sentimenti possono coesistere.
Diviene allora importante che lei possa riconoscere che la paura dei suoi genitori è anche un po' la sua. Se questo, come correttamente si chiede, possa dipendere "da una paura da parte dei suoi riversata su di lei", se cioè questo dipenda da un'identificazione con loro, è una domanda molto pertinente. È possibile, come però è anche possibile che la loro paura risvegli o aumenti una sua stessa paura. Non riesco ad aiutarla di più online, ci sarebbero molti aspetti da approfondire e altrettante ipotesi da valutare. Quello che posso consigliarle in questa sede è di tenere aperte le diverse possibilità, continuando a riflettere, nel tentativo di riconoscere i suoi sentimenti e di comprendere i suoi comportamenti, distinguendo se stesso da loro.

Quanto al senso di protezione e al fatto che pensa "se le sue scelte facciano piacere o meno ai suoi genitori" (e magari agli altri in generale), anche questo non deve stupirci. È comune interrogarsi sull'opinione degli altri e desiderare di piacere agli altri. Il punto dirimente, come dicevamo, è quando questa caratteristica ci impedisce di fare le nostre scelte, rendendoci compiacenti ad esempio o annullando noi stessi.
Non so dirle se nel suo caso il suo senso di protezione e di responsabilità sia oggi più forte perché la sua scelta non è così comune, ne sente la responsabilità e il fatto che possa pesare a loro. Va riconosciuto comunque il vostro buon dialogo che segnala, quindi dia fiducia anche a loro.

Queste prime riflessioni sono preziose e penso che sia importante che lei possa proseguirle individualmente o, se ne sentisse l'opportunità, chiedendo un aiuto esterno a uno specialista affinché possa avere un confronto approfondito dal vivo.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
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