Utente 569XXX
Salvd, 30 anni e vivo da sola lontano da casa per lavoro. AGennaio ho conosciuto un ragazzo di 31 anni. Lui voleva subito stare con me e le sue continue premure nei miei confronti mi hanno convinto che era una persona sincera e che ci tenesse veramente. Ammetto di essere impulsiva e molto diretta e lui forse troppo sensibile. Dopo poco tempo lui ha cambiato lavoro e visto che sapevamo avrebbe fatto orari pesanti e sarebbe stato difficile vederci la sera e inoltre ci amavamo molto e stavamo bene insieme. Quindi abbiamo deciso di iniziare a convivere a casa mia. Abbiamo però iniziato a litigare tanto per le pulizie e per lo spazio. Io mi lamentavo e lui mi diceva che era troppo stressato per il lavoro e Voleva solo essere tranquillo evitando litigi stupidi che comunque terminavano in giornata. A ottobre sono Stata via una settimana per lavoro e quando sono ritornata andava tutto benissimo. Il sabato mi ha detto che ero la ragazza perfetta per lui e la domenica mi ha pure pagato l’affitto per il mese prossimo. Lo stesso giorno gli ho detto ti amo e non mi ha risposto. Quindi gli ho chiesto se mi ama e lui ha tentennato. Mi ha detto che è confuso, che non sa chi è e che ha bisogno di tempo. Il giorno dopo è andato via di casa. Ho provato a contattarlo e ha continuato a dirmi che non mi lasciava ma di aver bisogno di tempo. Dopo una settimana in cui ho provato ad avvicinarmi l’ho rivisto perché doveva svuotare casa. Non mi ha neppure chiesto di vederci ma io mi sono fatta trovare a casa. Ha continuato a dirmi che aveva bisogno di tempo ma che così non poteva andare. Meglio soffrire adesso che dopo. io gli ho risposto che lo lasciavo perché non potevo aspettare ogni giorno un suo messaggio o chiamata. Gli ho detto che ha sbagliato ad andarsene all’improvviso e lui mi ha risposto che ci pensava da un po’. Peccato che non mi ha mai parlato di questi suoi dubbi, anzi stavamo pure pensando di cambiare casa ma mi ha detto che erano tutti progetti solo miei. Il giorno dopo gli ho detto che soffrivo troppo e che gli avrei dato tempo però ho continuato a contattarlo dicendo di darmi una possibilità. Adesso non mi risponde più. Lui dice che la convivenza ci ha distrutti e che adesso ha bisogno dei suoi spazi. Gli ho chiesto se sono single e non mi ha risposto. Gli ho detto che non capisco come faccia a non volermi parlare o vedere all’improvviso e mi ha risposto che se credo che non abbia sofferto allora non lo conosco e che mi aveva chiesto solo tempo per riflettere. Cosa devo fare? Dice di voler tempo ma si comporta come se avesse già deciso. Però non mi dice esplicitamente è finita. Non vuole ne parlarmi ne vedermi e dice che con questo mio atteggiamento è sempre più convinto che con il tempo avremmo peggiorato tutto. Ma vuole davvero tempo? Hai bisogno di tempo per capire se ami una persona? Come faccio a fidarmi di uno che all’improvviso apre la porta e se ne va? Tutti sanno che i primi mesi di convivenza sono difficili. Devo andare avanti? Non mangio e dormo.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente,
partiamo dalla fine: "Tutti sanno che i primi mesi di convivenza sono difficili". Chi sono questi "tutti"? E quanto difficile può essere il primo periodo di una convivenza che oltretutto non è un matrimonio ma dovrebbe essere una scelta di comodo, per mantenere tuttavia il suo carattere di desiderabilità?
Se la convivenza è scomoda e dolorosa, una persona di buon senso fa esattamente quello che ha fatto il suo ragazzo: prima dice la sua, poi, se non viene ascoltato, la interrompe. E poiché alla base c'era una relazione d'amore, lui è costretto a rivalutare anche questa relazione, con dolore, ma a tutela del proprio benessere.
Il segnale che le arriva dal suo attuale rammarico, e il fatto che vorrebbe tornare precipitosamente indietro dalle impulsive decisioni iniziali, dovrebbero farla riflettere sulla sua modalità di rapporto.
Alla richiesta di tempo per riflettere avanzata dal suo ragazzo "io gli ho risposto che lo lasciavo perché non potevo aspettare ogni giorno un suo messaggio o chiamata".
Di seguito "Il giorno dopo gli ho detto che soffrivo troppo e che gli avrei dato tempo però ho continuato a contattarlo dicendo di darmi una possibilità".
Cara ragazza, rifletta: se fosse un uomo a comportarsi in questo modo infantile, incoerente, assillante, scatterebbero tutte le lamentele sull'insensibilità maschile, e forse forse arriveremmo pure a parlare di stalking.
A questo punto la inviterei a riflettere sul passato, rileggendo queste sue frasi: "Abbiamo però iniziato a litigare tanto per le pulizie e per lo spazio. Io mi lamentavo e lui mi diceva che era troppo stressato per il lavoro e Voleva solo essere tranquillo evitando litigi stupidi che comunque terminavano in giornata".
Chi dei due invadeva lo spazio dell'altro? Chi dei due esigeva una meticolosa pulizia dell'appartamento? E l'altro cercava di negoziare con garbo le richieste, o facevate muro contro muro?
La verità sull'inizio di una convivenza è che richiede una dose massima di delicatezza e di attenzione; la capacità di osservare come vanno le cose, prima di avanzare le proprie richieste. All'età che avete voi due non si è troppo giovani per non capire queste cose, ma nemmeno troppo vecchi per avere già abitudini così radicate che non si può cedere in nulla!
L'interruzione di una convivenza troppo scomoda, e la richiesta di tempo per riflettere su tutta la vostra relazione, avrebbero potuto essere un modo per ricominciare dall'inizio.
Ci rifletta, e non butti via per "impulsività" (nome che a volte copre la disattenzione ai sentimenti dell'altro) quello che potrebbe essere un incontro su basi migliori... se vorrà concedere finalmente a quest'uomo il suo tempo.
Per finire, la sua frase "Hai bisogno di tempo per capire se ami una persona?" sposta artificiosamente il problema, rivelandosi ancora un'incomprensione della richiesta dell'altro. Cosa c'entra l'amore con la scomodità della convivenza?
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM)

[#2] dopo  
Utente 569XXX

Salve, la ringrazio del consulenza.
Sicuramente non lo contatterò più.

[#3] dopo  
Utente 569XXX

Buongiorno dottoressa, mi scusi se la disturbo ancora.
Ammetto di essere impulsiva e di non aver rispettato il tempo che mi ha chiesto ma l’ho fatto solo perché questa situazione era troppo assurda per me e sinceramente non credevo che realmente non volesse parlarmi ne sentirmi. Pensavo che facendomi sentire capisse quanto siamo felici insieme.
Comunque i suoi ultimi messaggi sono stati molto freddi e distaccati. Mi ha scritto Che forse aver avuto il coraggio di non farci male a Vicenda ancora, si sarebbe rivelato la cosa migliore per entrambi. Che sta rimettendo i pezzi insieme, che convivere è stato sbagliato e adesso ha bisogno dei sui spazi. Siccome ho insistito dicendo che mi sembra avesse già preso una decisione mi ha ripetuto che aveva solo chiesto tempo per riflettere e che non so rispettare i suoi spazi. Che è sempre più convinto che andando avanti le cose sarebbero peggiorate. Io non capisco se fa così perché si sente esasperato dal mio comportamento e ha bisogno davvero di tempo, o se ha deciso e vuole solo fuggire da me. Non lo sto più contattando e non lo farò ma ha messo in discussione anche l’amore che prova per me. Inoltre non riesco ad accettare questo suo comportamento. Se ne è andato all’improvviso ( la mattina era tranquillo e la sera se ne è andato dicendo di non essere sicuro di amarmi) e adesso non vuole più contatti con me. Questo non è atteggiamento di una persona che vuole chiuderla?

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
di nuovo la invito a riflettere sulla natura assillante del suo interrogativo: "Io non capisco se fa così perché si sente esasperato dal mio comportamento e ha bisogno davvero di tempo, o se ha deciso e vuole solo fuggire da me".
Continuando a farsi questa domanda fa male a sé stessa, e se gliela rivolge fa male anche al suo ex. Inutilmente, fra l'altro, perché non è questo il punto che davvero a lei interessa.
Probabilmente in questo momento non capisce nemmeno lui come andrà a finire la vostra separazione. Capita nella vita di attraversare momenti di incertezza, di odio/amore, di attrazione/avversione, e questo stato d'animo può essere determinato dall'ambiguità della situazione: si ama una persona ma si è feriti dai suoi rimproveri o da una serie di sue abitudini sgradevoli o da certe sue idee, comportamenti, reazioni, etc. E' una costante dell'esistenza che ad essere più facilmente lasciati sono i partner "scomodi", anche se sono stati molto amati.
Per capire quello che prova questo ragazzo lei dovrebbe riuscire ad immedesimarsi in lui, e soprattutto credere alle sue parole, a cominciare da quando le dice che lui stesso ancora non sa come andrà a finire. Dovrebbe poi rivedere tutte le volte che lo ha visto offeso per qualcosa che lei aveva fatto o detto.
Lo ha definito "forse troppo sensibile"...
Per la sua analisi, potrebbe partire da qui: lei era via da una settimana e al ritorno andava tutto benissimo. Poi la sua presenza deve aver creato un attrito.
Provi a rievocare quel giorno.
Ci sono una serie di tecniche psicologiche (per esempio la Scrittura Espressiva) per sbloccare i ricordi, ma anche da sola, rilassandosi, scrivendo o evocando quella giornata ad alta voce, può cercare di ricostruire perché si sia creato questo gap tra l'immagine di lei ricordata con amore mentre era via, e l'immagine vissuta come irritante quando è ritornata.
Ricostruisca se nelle sue precedenti relazioni, non solo d'amore ma d'amicizia e familiari, le sia accaduto di essere "invadente" degli spazi e dei sentimenti dell'altro.
Ci rifletta, e ci faccia sapere.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM)