Come trovare uno spiraglio di luce?

Gentilissimi Dottori,
sono una studentessa universitaria, di 21 anni, con un disperato bisogno di aiuto.

Non potendomi dilungare troppo, vorrei arrivare al dunque della questione, certa della vostra pazienza e della vostra presenza.

Sono fidanzata da tre anni e ho vissuto in una relazione che credo essere, a tutti gli effetti, tossica.
Quando ci siamo conosciuti, lui era fidanzato e ha dovuto lasciare la ragazza per me, ma, nonostante questo, sono passati mesi in cui ho vissuto in un triangolo amoroso, fatto di dispetti quando le cose non andavano bene.
Ma non è questo ancora il problema: a lui non è mai andato giù il mio passato, e allora sono trascorsi altri mesi a fare i conti con quello che ho fatto prima di lui, con altri ragazzi; (solite esperienze da adolescenti, nulla di che!)
Il punto è il come l’abbiamo affrontata.
Mi ha fatta sentire in colpa per tutto, sono arrivata addirittura a ripudiare me stessa.
Va bene, sono stata felice anche io di essere cambiata, o meglio, cresciuta; sono felice di essere quel che sono ora, e in parte lo devo a lui come a me stessa.
Per due anni però ho vissuto nel suo mondo, essendo la nostra anche una convivenza, perché risediamo nella stessa struttura universitaria.
Avevo i suoi amici, che non ho scelto, anzi non so perché ma ho dovuto farmeli andare bene, nonostante a me non piacessero. Di mio non avevo più nulla, e quando glielo facevo presente mi rispondeva: perché cosa hai perso? Niente, anzi ci hai guadagnato! Sono io che ho dovuto rinunciare a... e faceva l’elenco.
Credo di aver passato due anni e mezzo in completa depressione (mai diagnosticata) a causa del suo carattere: è il solito tipo autoritario, il narciso patologico, l’arrogante, tutto è come dice lui, (questi sono aggettivi che do io a lui, nulla di ciò che dico è diagnosticato)
Nonostante questo si prendeva cura di me, mi ha amata.
Ma io non credo di essere mai stata bene al 100%, ogni cosa storta era sempre colpa mia... dimenticavo qualcosa? Non l’avessi mai fatto! Più che un fidanzato era un padre... (lui è più grande di me di tre anni) avevo l’ansia di far qualcosa di sbagliato, ormai. Inoltre ci sono stati momenti ed episodi in cui mi metteva i piedi in testa, anche davanti agli altri. Una volta avevo semplicemente sbagliato il nome del pesto e ha sclerato davanti agli amici dicendomi di uscire dalla sua camera. Con la coda fra le gambe me ne sono andata senza tornare perché non riuscivo a stare lì, con persone che nemmeno sentivo amici miei al completo.
Oppure, ad esempio, quando litigavamo e la sera provavo ad uscire con qualche amico, quando ne avevo ancora uno, femmina o maschio che sia mi rimproverava il fatto che io in realtà non stavo male per la nostra lite, perché sennò sarei rimasta in casa a piangere. Quando in realtà volevo solo parlarne con qualcuno o vivere un momento più felice del solito. Ho sempre cercato di farmi valere e di portare avanti le mie convinzioni ma... quando si tratta di casi così... ahimè tutto crolla.
Ho vissuto un incubo e non avevo le forze per reagire, forse perché sarei rimasta sola, forse perché stupida.
Non so se ho mai amato questa persona, non riesco nemmeno a cercare la verità in me stessa.
Sono sempre confusa, lo sono su tutto.
Non riesco mai a mettere ordine nella mia testa. Da sempre mi interrogo su chi sono, su come definirmi. E mi inganno con la solita frase non siamo nulla di definito, ma siamo tante sfumature. Ma, fatti alla mano, vorrei poter essere più fiera di me è più forte. Voglio essere sicura.
Ora ho avuto forza e ho deciso che per tutto il male, nonostante il bene, che mi avesse fatto, la cosa migliore da fare era quella di lasciarlo.
Ma siamo in quarantena insieme nella stessa struttura, e lasciarsi è difficile.
Sono stata succube di questa persona, mi sono fatta calpestare. Lo so ne sono consapevole. Non era una relazione propriamente sana.
Ed è tardi ora per rimediare, come ho detto a lui, quando ha provato ad aggiustare le cose.
Come si superano questi momenti?
Ho vissuto un trauma psicologico e tutto ciò che so fare è piangere ma non voglio darmi per vinta ne voglio abbattermi, ma solo trovare sicurezza in me.
Ci sarebbero mille altre cose di cui vorrei parlare ma non ho molti caratteri a disposizione.
Oltre a questo non nego i momenti belli o cosa ha fatto lui per me quando ne avevo più bisogno.
È che mi sento sempre in colpa, anche ora che ho avuto un po’ di forza per agire, spaventandolo.
Sono una persona che non sa fare cose superficialmente, che tende sempre a vedersi dentro e ad autocriticarsi.
Pensare troppo mi fa male.
Vorrei solo poter sorridere e tornare ad essere più serena.
A questo punto mi chiedo: lo ho mai amato?
O cercavo solo di non far ridere la gente che ci circondava, per non passare come la parentesi di turno?
Mi dispiace tanto doverlo lasciare, perché comunque sia ora si vede il suo miglioramento; ma non voglio ancora che la vita mi passi passivamente! Mi sento in colpa anche per questo. Non voglio far soffrire nessuno, eppure la causa del suo dolore ora sono io. Non credo che questo sia per me amore, se non ho voglia, tra l’altro, di starci in intimità ormai.
Sono vergine a 21 anni, ma nemmeno con lui lo ho fatto, sia per mie che per sue paure. Quindi credo che nemmeno esteticamente mi prenda più.
Qualcuno potrebbe rispondere: ha già dato da se le risposte, più ovvio di così? Eppure no, non mi sento affatto sicura
Da dove comincio?
Ps: il problema risiede nel fatto anche che siamo fuori sede, quindi il doverlo rivedere ogni giorno, anche con una tale decisione, risulta pressoché complicato
Grazie, vi abbraccio
[#1]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 3.4k 166
Gentile utente,
inutile girarci intorno: se ha un computer con una webcam può consultare uno psicologo e iniziare una terapia.
E' probabile che il suo ex avesse alcuni caratteri del narcisista maligno, e allora anche il dolore che oggi esibisce e la dolcezza recuperata per riconquistarla rientrerebbero in quest'ottica. Sarebbe ascrivibile a questo anche la scelta di una partner come lei, timida, rinunciataria, manovrabile, disposta a prestarsi all'altalena emotiva in cui all'inizio della vostra relazione il suo ex ha coinvolto, insieme a lei, anche la precedente ragazza.
Guardi online o sull'albo degli psicologi della sua regione. Molti offrono gratis una prima consultazione.
Auguri.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie per la risposta dottoressa A. Potenza
Vorrei, tuttavia, precisare che prima di conoscerlo ero tutt'altro che timida e rinunciataria...e a lui sono piaciuta così: sicura di me e indipendente.
Timida e rinunciataria lo sono diventata standoci insieme, oppure, ero davvero una "preda" facilmente manovrabile, e non lo sapevo.
Quindi questo mi induce a pensare che mi ha davvero modellata, non so se per bene mio o per suo tornaconto.
Mi piace pensare un po' per entrambe le cose...
Seguirò il suo consiglio
Cordiali saluti, e buona Pasqua!
[#3]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 3.4k 166
Cara utente,
non so se il ragazzo possa averla modellata ai fini di farle del bene, ma lei può senz'altro ricavare del bene da questa esperienza, specie ora che è riuscita a salvarsene: se non altro una maggiore conoscenza delle sue potenzialità e dei suoi punti deboli.
Ricambio gli auguri, per Pasqua e per dopo.

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