Utente
Gentili medici
Ho 45 anni un lavoro stabile, una piccola casa che sono riuscita ad acquistare con i risparmi di una vita provengo da una famiglia che ha fatto molti sacrifici per farmi studiare ma che mi ha dato le basi per poter essere autonoma.
Ho Una vita sociale abbastanza viva, esco molto, mi diverto con gli amici, faccio sport, viaggio.
Da un anno sto frequentando un uomo di 52 anni.
All'inizio sono andata con i piedi di piombo, lui si è subito lanciato in avanti con promesse e parole d'amore, parlando da subito di convivenza e di figli.
Io sono rimasta molto sulle mie e ho cercato di frenare gli entusiasmi, la cosa che mi lasciava perplessa era che lui quando l'ho conosciuto non aveva un lavoro e ancora adesso vive a casa della madre in quanto nell'arco della sua vita ha avuto delusioni lavorative e non è mai riuscito ad acquistare una casa è ad avere una sua stabilità.
Ha fatto lavori saltuari durati anche anni ma poi sono terminati tutti.
Con sua madre vivono in affitto.
Dall'inizio della relazione non riuscivo a capire come lui potesse fare delle promesse d'amore senza avere un lavoro e non avendo una casa o una stabilità.
Questo atteggiamento mi ha fatto un po' insospettire e mi fa venire dei dubbi.
Quando gli chiedo spiegazioni sulle sue parole e sui suoi progetti/ sogni con me mi risponde che dice quelle cose perchè è un passionale istintivo e per farmi capire quanto mi ama.
Ora ha trovato un lavoro a tempo indeterminato pertanto adesso, volendo, si potrebbe anche provare una convivenza.
Quello che non riesco a superare sono tutti questi dubbi che mi vengono, non riesco a fidarmi di lui, ogni cosa che fa ho paura che la stia facendo per approfittare della mia posizione.
Infatti da un punto di vista economico, abbiamo, in famiglia, delle possibilità economiche maggiori delle sue, e una certa stabilità che comunque ci siamo conquistati nel tempo.
Invece questo ragazzo non ha una casa, ha un lavoro, per ora, ma continua a lamentare di non trovarsi bene e chissà per quanto tempo riuscirà a tenerselo,...per quello ho paura che lui stia con me oltre perché mi ama, anche perché in qualche modo gli conviene, e che magari spera di ottenere magari con un matrimonio un posto sicuro o una stabilità che non ha.
Mi piace molto, è affettuoso, presente, mi accontenta in tutto e fa tutto perchè vuole assolutamente che io sia felice, ma allo stesso tempo ho sempre le antenne alzate, sono sospettosa, lui parla spesso di convivenza e matrimonio, ma poi quando gli chiedo le modalità che intende per instaurare una convivenza diventa evasivo, come se fosse una persona piu sognatriche che non mette in conto eventuali difficoltà economiche o progetti pratici, ma piu che altro sogni... Al lato pratico fa risolvere sempre a me tutte le questioni, ma non prende iniziative per andarsene di casa perchè dice che da solo per lui non ha senso e vuole farlo solo con me.
Come posso fare per capire se posso fidarmi di lui o meno e dargli la mia vita?
grazie

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente?

"..dargli la mia vita.."

E perchè mai?
La Sua vita è Sua, e lo sarà sempre. Nella coppia si condividono delle certe aree, periodi, obiettivi, ma ... dargli la vita.., non Le pare un po' adolescenziale?

Non potrà sapere come andrà fin quando non lo sperimenterà.

Finora c'è un dato di fatto:
questo uomo (non ragazzo, come Lei lo chiama, potrebbe essere anche un nonno per età),
per decenni non ha avuto modo, voglia, possibilità, oppure attaccamento alla madre,
- quale di queste è quella azzeccata? -
per vivere da solo.
E dunque occorre provare nel concreto per vedere come andrà. Magari per l'weekend inizialmente.
Le paure non servono, i ragionamenti poco.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Utente
Grazie della celere risposta dottoressa.
Certo concordo, 'dargli la mia vita' è una frase adolescenziale che voleva significare il fatto di fare un investimento emotivo che mi spaventa, ma probabilmente ha ragione lei..non posso sapere come andrà a finire finchè non sperimento. Il week end lo stiamo gia sperimentando piu e piu volte a casa mia e anche fuori porta e li è tutto perfetto, ma appunto è solo un weekend, dopo il quale io desidero comunque la mia tranquillità di sempre....invece è proprio li che sorge ancora di piu da parte di lui la voglia di andare a convivere. Da parte mia invece potrei continuare a stare insieme e dormire insieme quando ne abbiamo voglia e siamo rilassati e poi ognuno a casa sua, almeno per il momento, ma lui sembra avere piu fretta di me e non ne capisco il motivo..mi ama o vuole solo andare via di casa e io sono il suo gancio per spiccare il volo? Lo so sono discorsi un po cinici forse, ma a me non conviene molto prendere un affitto visto che ho la casa di proprietà e allo stesso tempo non possiamo vivere da me perchè la casa è molto piccola e d'altra parte so che se temporeggio passerei per quella che non vuole fare passi avanti nella storia..insomma che fare?Dice che si trova bene e che vorrebbe dormire con me tutte le notti e non solo nel week end..io invece sono ancora resti a fare questo passo per il momento proprio erchè non mi fido molto di questa persona e ho paura di fare un passo falso, ma alla fine forse l'unico modo per sconfiggere questa paura di sbagliare bisogna solo tentare e basta. Che ne pensa? Grazie comunque del suo ascolto

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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I Suoi sono dubbi del tutto legittimi.
Però da una postazione online non si riesce a comprendere se sono fondati nella realtà concreta, oppure se affondano radici nei Suoi timori.

".. prendere un affitto ..",
tutte le spese vanno condivise e suddivise tra i due: affitto, bollette, spesa,
è ovvio;
ma questo va chiarito fin da subito.

La mia ipotesi di *convivenza paritaria* nel Suo attuale appartamentino derivava dal fatto di voler minimizzare i rischi accrescendo al tempo stesso il tempo trascorso assieme,
con tutto ciò che questo comporta nella definizione del quotidiano:
chi cucina?
chi porta giù le immondizie?
chi prepara la lavastoviglie? e la lavatrice?
Chi fa la spesa e come va ripartito l'importo?
ecc.?
Mentre per il weekend lui può fare/sentirsi ospite, per tre settimane no.
E poi, altre domande: ogni quanto deve raggiungere la madre? Che doveri di accudimento ha/sente? ecc.

Può darsi che Lei rappresenti "il gancio per spiccare il volo", ma se andate d'accordo, se vi volete bene, se trovate una modalità di convivenza rispettosa di entrambi, perchè no?

Volutamente non entro nella questione "figli" perchè mi sembra fantasiosa ("À la recherche du temps perdu", Proust).

Dott. Brunialti
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[#4] dopo  
Utente
La ringrazio molto della risposta un po mi ha aiutato a vedere le cose in maniera piu chiara. Certo la questione figli nemmeno io l'ho considerata, sebbene fino a qualche anno fa ci avrei pensato ora mi sento troppo in ritardo e probabilmente non era nel mio 'destino'. Grazie ancora

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Prego,
se Le fa piacere tra qualche tempo ci ragguagli.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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