Buonasera!! Che mi succede?

Buonasera

Salve dottori.
Vi scrivo per conoscere un vostro parere su quello che mi è successo.
A me piace scommettere online e l'altra sera ho fatto una scommessa da 1000 euro (premetto che sono soldi derivati da vincite e non di tasca mia).
Purtroppo ho perso ma rispetto alle altre volte mi sono sentito malissimo e da quel momento mi sento quasi depresso.
Ecco le altre volte mi passava subito quando perdevo.
Sicuramente la cifra persa (ripeto non di tasca mia) mi ha causato questo shock.
In questo momento causa covid non sto lavorando e quindi la classica quotidianità di avere la mente impegnata mi poteva aiutare.
Perché questa sensazione di colpa mi sta perseguitando nonostante questo denaro perso (sarò ripetitivo ma erano soldi vinti) non cambia assolutamente la mia situazione economica?
E solo una semplice questione di tempo che la psiche riuscirà ad assimilare?

Vi ringrazio.
[#1]
Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 263 13
Gentile utente,
Ci sarebbe utile comprendere meglio la sua attitudine al gioco. Da quanto tempo scommette online o, in generale, gioca d'azzardo? E con che frequenza lo fa, quante volte a settimana, mese?
Ci dica qualcosa in più a riguardo, potremo orientare meglio la nostra risposta

Cordialmente

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Corso Umberto I, 23 Napoli
cel. 3895404108

[#2]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno dottoressa.

Non le nego che sono diversi anni però non voglio farla pensare male, infatti vorrei precisare due cose. La prima è che non ho mai avuto problemi o causato ad altre persone chiedendo prestiti o cose del genere. Ho sempre scommesso con le mie possibilità e non ho mai scommesso cifre alte di tasca mia. Si, durante la settimana gioco abbastanza ma ripeto non è che mi sveglio e dico oggi metto 500 euro su quella squadra. La seconda è che io non gioco d'azzardo. Cioè io gioco solo scommesse-sportive. Per me il gioco d'azzardo sono tutte quelle roulette, slot machine, gratta e vinci che per me sono una grande parte falsificati.
Purtroppo domenica scorsa ho fatto una cavolata ed è anche facile dirlo dopo che hai perso. Se vincevo non stavo qua a scrivere. Il problema adesso non è tanto la perdita(comunque grave) ma questo senso di colpa che mi sta frustando pur consapevole che non è che perdendo questo denaro sono finito in mezzo ad una strada e che non mi cambia la mia situazione economica anche se per motivi ben noti non sto lavorando.
In questi giorni ho notato una cosa. Tengo a dormire molto. Forse è una 'difesa della mente' per non pensarci.

Grazie!!!
[#3]
Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 263 13
Gentile Utente,
voglio rassicurarla sul fatto che qui nessuno pensa male di lei o di altre persone che ci scrivono. Nostro compito da professionisti non è né giudicare, né fare la predica morale. Cerchiamo di aiutare chi ci scrive a guardare meglio ed esplorare la problematica su cui ci viene posta l'attenzione e cercare di dare spunti di riflessione che possano essere utili per orientare gli utenti verso la risoluzione di una situazione sentita come problematica.

Fatta questa piccola premessa, mi accingo a risponderle.
Le cito testualmente una definizione del gioco d'azzardo: "è una tipologia di gioco nel quale ricorre il fine di lucro e la vincita o perdita è completamente o quasi aleatoria. Esso consiste nello scommettere beni, perlopiù denaro, sull'esito di un evento futuro"
Credo che sia doveroso informarla che le scommesse online sono considerate una forma di gioco d'azzardo.

Vorrei porle all'attenzione una cosa che lei scrive: "l'altra sera ho fatto una scommessa da 1000 euro (premetto che sono soldi derivati da vincite e non di tasca mia)."
Sicuramente questi soldi li avrà anche vinti, come dice, ma rimane il fatto che per vincerli ne ha speso comunque degli altri di tasca propria! Perché allora non intascarli e basta invece di investirli nuovamente rischiando di perderli, dal momento che attualmente non lavora e poteva usarli e farli fruttare in altro modo molto più utile per lei? La risposta potrebbe essere che lei si trova già nel circolo vizioso del gioco d'azzardo.

Ci dice che scommette da diversi anni e che ha investito una grande somma di denaro nel gioco quando non avrebbe la possibilità per farlo, non lavorando. Diamogli anche un nome: si chiama dipendenza dal gioco d'azzardo, anche detta ludopatia.

Voglio cercare di risponderle anche in merito al suo stato emotivo. Ci chiede come mai prova senso di colpa, come mai si è "sentito malissimo" e "da quel momento si sente quasi depresso".
Nella ludopatia si riconosce una fase iniziale caratterizzata da gioco occasionale, vincite iniziali, si gioca perché se ne trae piacere e in certi casi il gioco è un buon rimedio contro ansia, problemi e depressione. Si prova un senso di prestigio, onnipotenza, energia, benessere, alta autostima.
C'è poi una fase successiva in cui aumenta la quantità di denaro e tempo investiti, le perdite diventano più frequenti, si pensa quasi sempre al gioco, c'è "l'inseguimento delle perdite", si utilizzano coperture e menzogne, ci sono tentativi inutili di smettere, false promesse a sé e ai familiari.
Dal punto di vista emotivo si prova ansia, senso di inadeguatezza, umore depresso, senso di colpa.
Ci sono poi altre fasi successive della dipendenza da gioco, ma per rispondere alla sua domanda mi sembra utile focalizzare l'attenzione sulle prime due.

Le scrivo questo perché spero che possa rifletterci e dirci anche se si riconosce in questo che le ho scritto. Mi farebbe piacere sapere anche cosa ne pensa lei a riguardo.
Spesso non ci si accorge di quanto scommettere denaro sia un problema finché la situazione non diventa tanto grave da sfuggire al controllo.
Non è detto che questo sia il suo caso, ma è importante che sappia a cosa potrebbe andare incontro e che, nel caso, può rivolgersi a centri territoriali come i SerD delle Asl che si occupano proprio di dipendenze.
E' mio dovere informarla che ci sono strutture in cui è possibile anche solo parlare e condividere lo stato emotivo che sta provando.

Spero di esserle stata un pochino utile
Ci scriva e ci faccia sapere

Resto a disposizione nel caso ne avesse ancora bisogno
Cordialmente

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Corso Umberto I, 23 Napoli
cel. 3895404108

[#4]
dopo
Utente
Utente
Signora Dottoressa buongiorno!!!

Non so se conosce Match Point, famoso film del 2005 diretto da Woody Allen. Il film comincia con questa citazione:

Chi disse: "Preferisco avere fortuna che talento", percepì l'essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po' di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde. ''

Ecco, voglio dire con questo, mi creda, non ho bisogno di andare in nessuna struttura ma semplicemente un pizzico di fortuna.

Si, le scommesse sportive possono essere racchiuse nel cerchio del gioco d'azzardo ma la cosa è un po rafforzata. Le faccio un esempio. Scommettere su un gol di una squadra o scegliere un numero da 1 a 90 nella roulette... dove sta l'azzardo? Ovviamente nella roulette. Nelle scommesse-sportive diciamo che l'azzardo sta nell'azione cioè nel quanto denaro puntare ma questo è un altro discorso e ognuno la pensa come vuole.

Poi voglio soffermarmi su un paio di cose.

Quindi Lei pensa che io sono ludopatico? Sinceramente Dottoressa quando vinco non provo nessun delirio di onnipotenza, felicità o vado in giro a fare balletti caraibici. Si, quando perdo posso arrabbiarmi e innervosirmi ma credo sia normale. In generale chi è contento quando si viene sconfitti? Poi quando scommetto su una partita non provo nessun piacere, si, posso guardare la partita con più interesse ma è normale no? E non Le nego che continuerò a scommettere quindi non ho nessun motivo di negare questa cosa.

Poi capitolo denaro. Forse Lei ha frainteso quello che volevo dire. Si, gioco da diversi anni e ci sono periodi di attivo e quelli in passivo. Però vorrei precisare una cosa. Io non parto mai da grandi cifre, sempre da 10, 20 massimo 50 euro. Le faccio un esempio, parto da 20 euro e arrivo a 100 quindi ho investito 80 euro, a volte decido di prendermi gli 80 euro oppure se me la sento continuo. Le ripeto nel gioco ci sono quei momenti che l'istinto ti porta a rischiare ovviamente aiutato dalla dea bendata. Però le assicuro che questo non mi ha mai scombussolato la mia situazione sia economica che sociale. Adesso sto un po così, diciamo anche che io non sono uno che esprime gioia anche nella quotidianità ma come detto più che rabbia per aver perso 1000 euro ho senso di colpa.

Forse ho preso il vizio più brutto(non me ne vogliano gli alcolisti o quelli che si fanno le punture mi scusi la battuta un po' 'black').

Ma passerà questo momento. Ci sono problemi più gravi nella vita, specialmente di questi tempi.

Voglio chiudere con un' altra citazione, dal film 'ogni maledetta domenica', diretto da Oliver Stone, con interpreti Al Pacino e Cameron Diaz.

'' Ogni maledetta domenica, si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini. ''

Cara Dottoressa, scusandomi per il dilungarsi nel discorso Le auguro una buona giornata!!!
[#5]
Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 263 13
Gentile Utente,
leggo con piacere i riferimenti e le citazioni di cui ci ha scritto. Ha riportato due gran bei film!

Voglio riproporle nuovamente quello che già le ho scritto nella precedente risposta:
"Nostro compito da professionisti non è né giudicare, né fare la predica morale. Cerchiamo di aiutare chi ci scrive a guardare meglio ed esplorare la problematica su cui ci viene posta l'attenzione e cercare di dare spunti di riflessione che possano essere utili per orientare gli utenti verso la risoluzione di una situazione sentita come problematica."

Le ricordo che lei ci ha scritto chiedendoci un consulto rispetto al suo stato emotivo.
Ci scrive: "mi sono sentito malissimo e da quel momento mi sento quasi depresso", parlandoci a proposito di una consistente somma di denaro investita in scommesse sportive.

Nel caso ci fossero stati fraintendimenti, provo a dirle nuovamente che con la mia risposta ho provato a darle una chiave di lettura del suo stato emotivo, facendole presente qual è il circolo vizioso della dipendenza da gioco.
La invito nuovamente a riflettere su questo, non è necessario che ci risponda o senta di doversi difendere. Queste non sono accuse, ma è un tentativo di farle vedere quanto la situazione è più complessa di come appare. Non è solo questione di sfidare la fortuna, c'è ben altro.

"Sinceramente Dottoressa quando vinco non provo nessun delirio di onnipotenza, felicità o vado in giro a fare balletti caraibici." Il delirio di onnipotenza è tutt'altro. Io le parlavo di senso di onnipotenza con cui, come le scrivevo, si intende una sensazione di euforia, grandezza, sentirsi "potenti" per aver fatto qualcosa in cui si è bravi e ci si sente capaci.
Se non ci fosse questa ondata di piacere/felicità dubito fortemente che persevererebbe con il gioco. Dopotutto il gioco, che sia d'azzardo o meno, ha uno scopo ludico, di piacere. Non trova?

Le riporto all'attenzione un'altra parte della mia precedente risposta in cui, ci tengo a sottolineare, non ho detto che lei deve andare in una struttura perché ha bisogno di curarsi.
"Spesso non ci si accorge di quanto scommettere denaro sia un problema finché la situazione non diventa tanto grave da sfuggire al controllo.
Non è detto che questo sia il suo caso, ma è importante che sappia a cosa potrebbe andare incontro e che, nel caso, può rivolgersi a centri territoriali come i SerD delle Asl che si occupano proprio di dipendenze.
E' mio dovere informarla che ci sono strutture in cui è possibile anche solo parlare e condividere lo stato emotivo che sta provando."
Le sottolineo nuovamente che è importante essere informati perché SE dovesse succedere che la situazione sfugge di mano e le ripercussione emotive, sociali o economiche diventano disfunzionali per la sua persona e per il suo benessere, allora lì occorre chiedere aiuto. Chi soffre di dipendenze però è ben restio a riconoscere il problema.
Dopotutto, per scriverci qui e chiederci un consulto vuol dire che sente che qualcosa non va come dovrebbe.

In ultimo, alla sua citazione "preferisco avere fortuna che talento", vorrei proporgliene un'altra: "homo faber ipsius fortunae", l'uomo è artefice del proprio destino.
La fortuna, si sa, è una ruota che gira. Vale la pena interrogarsi su cosa succede dentro di lei quando questa ruota si ferma o non va più nel verso che lei vorrebbe.

Sperando di averle dato qualche spunto di riflessione, non mi resta che dirle.. buona fortuna!
Cordialmente

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Corso Umberto I, 23 Napoli
cel. 3895404108

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