Sono depresso?

Gentili dottori,
vi scrivo in merito alla mia attuale situazione.
Sono uno studente universitario di 24 anni e da tanto tempo vivo in uno stato di grande disagio.
Mi sveglio la mattina perennemente stanco, nonostante riesca a dormire più di tra le 7 e 9 ore ogni notte.
Alterno momenti di euforia a momenti di totale tristezza, che mi mandano la testa ancor più in confusione.
Non provo interesse per niente; non riesco a concentrarmi nello studio e non riesco ad imparare più nulla.
Mi sento in uno stato di perenne apatia verso tutto ciò che mi circonda.
Ci sono momenti diventati sempre di più col passare del tempo in cui vorrei prendere una mazza e cominciare a spaccare qualunque cosa mi ritrovi intorno.
In alcuni momenti mi sembra di esplodere, ma poi tutto si "risolve" col passare dei minuti.
Non riesco più a mantenere un rapporto di socialità con le persone a me care.
Non mi va di sentirle, né di rispondergli quando mi cercano.
Anzi, provo quasi una sensazione di fastidio quando lo fanno.
Mi fanno tutti antipatia anche se non mi hanno mai fatto nulla.
Il rapporto con i miei genitori è di rispetto, ma alla domanda "gli vuoi bene" risponderei "sì" solo perché è la risposta giusta da dare.
Sia chiaro: loro sono due persone fantastiche, che non mi hanno fatto mai mancare nulla, ma il nostro rapporto è più da conoscenti che da genitori-figlio.
Sento di non avere un obiettivo che mi stimoli.
Anzi, non ho alcuno stimolo.
In più ci si mette questo maledetto periodo.
Mi sento come se la mia vita fosse finita, come se quei giorni di divertimento che in qualità di ragazzo di 24 anni mi spetterebbero di diritto mi fossero stati portati via da questo virus.
Non ho mai pensato di far male a me stesso, né tantomeno a qualcuno, però soffro perché mi sento la testa scoppiare.
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Dr. Vincenzo Crupi Psicologo 5
Gentilissimo,
il quadro che Lei descrive sembrerebbe indicare un'alterazione dell'umore, probabilmente una forma depressiva. Tuttavia una diagnosi non si fa sulla base della sola descrizione di sintomi, ma è il frutto di un processo/percorso che si svolge tra lo psicologo e il paziente: occorrono colloqui, test, indagine anamnestica... Tutte cose per le quali Le consiglio di rivolgersi con fiducia a uno psicologo. Le faccio i miei migliori auguri e le porgo un cordiale saluto.

Dr. Vincenzo Crupi

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