Ipocondria e solitudine

Gentili dottori, come da vostro ultimo suggerimento il mio compagno ha iniziato un percorso psicologico e anche psichiatrico per i suoi disturbi di ipocondria e attacchi di panico oramai persistenti da circa 1 anno.
Ho partecipato anche io ad alcune sedute con lo psichiatra che sostanzialmente mi ha chiesto come mi sentissi.
Sono stata schietta e sincera dicendo che questa situazione è davvero svilente anche per me perchè vivere nelle condizioni in cui vivo io è snervante.
Cerco di sopportare ma anche per me la situazione non è facile perchè sono chiusa in casa per via della pandemia e non ho alcuna valvola di sfogo.
Lui continua a fare le sue sedute ed a prendere i suoi psicofarmaci e ne sono felice e spero che possa tornare ad essere l'uomo che era una volta ma in tutto ciò io come ne uscirò?
Io ho perso la mia serenità, pur vivendo insieme mi sento più che una compagna una domestica che si prende cura di lui, che prepara il pranzo, la cena e pulisce e va a fare la spesa.
Non so più cosa voglia dire avere un compagno.
Non che il sesso in una relazione renda donna però credo che sia qualcosa di fondamentale che oramai da mesi non c'è più.
Ovviamente io non ci provo neanche e non ho neanche più voglia visto che di certo non vorrei fare l'amore con una persona disturbata.
Non ne parliamo neanche, le nostre vite sospese continuano ed io ho perso l'entusiasmo nel fare qualsiasi cosa.
Ho 36 anni e tutti i miei sogni si sono infranti...sogno di una convivenza felice, di un compagno protettivo e di amore e supporto.
Capisco benissimo che lui stia poco bene ma dico anche che non è un malato terminale ed al suo posto cercherei di mettermi nei miei panni cercando di capire se è giusto che in 2 anni di relazione io debba subire tutto ciò dopo solo 1 anno di "normalità".
Si dice che bisognerebbe stare insieme in salute ed in malattia ma anche io penso di "essermi ammalata" dentro oltrechè ad avere pesanti distrurbi del sonno... Se nella testa mi era mai passata l'idea di costruirmi una famiglia adesso penso a tutto ciò con nostaligia e rimpianto perchè non farei mai un figlio con una persona ipocondriaca perchè non sarebbe vita.
Mi chiedo cosa dovrei fare...mi sento arrabbiata e frustrata e vorrei che lui reagisse, per questo certe volte gli dico che deve reagire che non può stare a letto a commiserarsi.
Non so cosa fare, vorrei solo scappare.
Spero possiamo darmi anche solo un consiglio.
grazie
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Dr.ssa Anna Barracco Psicologo 4 1
Gentilissima
forse mi sono persa il primo tempo della Sua domanda d'aiuto, che mi sembra riguardasse il Suo compagno.
Ora il Suo compagno è in cura, e state attraversando questo momento difficile.
E' più che comprensibile che Lei senta il bisogno di amore, supporto, calore, insomma una vita di coppia ricca e piena.
Penso che anche Lei potrebbe forse chiedere aiuto, cercare di capire meglio quello che prova per il Suo compagno. Ne parla come di "una persona disturbata". Ok, ma è solo questo? Il suo disagio esaurisce completamente il suo essere ai suoi occhi?
Sente che lui stia migliorando, che ha speranze? Come vive lui questa assenza di sessualità e cooperazione? Ci sono momenti in cui condividete sogni e speranze, o anche solo sconforto e paure?
E' vero che c'è il lockdown e questa situazione è pesante per tutti, però Lei è giovane. Oggi molti stimoli vengono dalla rete, ci sono corsi, attività culturali, possibilità di volontariato. Che cosa potrebbe interessarla? Che cosa da' senso alla sua vita, al di là di questa relazione di coppia, che in ogni caso, certamente, può anche essere messa in discussione?
E' giusto cercare di lavorare sulla coppia, non arrendersi alle prime difficoltà, ma è importante comunque capire cosa si prova, quanto si sta realmente facendo per affrontare i nodi della relazione. Non ridurrei tutto al disagio di Suo marito, o del Suo compagno. Per lavare i piatti o dare una mano, non credo che i disagi psicosomatici costituiscano sempre e comunque un impedimento...
Mi sento di consigliarle un percorso di psicoterapia. A Milano esistono molti ambulatori di psicoterapia sostenibile, che offrono percorsi di qualità a prezzi contenuti. Non credo qui di poter fare nomi di cooperative o associazioni, ma sono certa che potrà trovare quello che fa per Lei, anche chiedendo allo psichiatra di suo marito.

Cordialmente
Anna Barracco


[#2]
dopo
Utente
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Per rispondere alla sue domande vivo molto male sia l'assenza di sessualità sia la mancanza di collaborazione. Eh si ha ragione lei in quanto so bene che il mio disagio non è solo legato alla sua condizione. L'assenza di collaborazione c'è sempre stata ma adesso è amplificata. Io sono esausta mi creda perchè quando vivevo da sola non avevo tutto questo lavoro per le faccende di casa adesso come le dicevo mi sento una domestica perchè lui non è abituato a fare nulla, quel poco che fa lo fa male e quindi genera ancora più lavoro. Sono stufa di dover elemosinare aiuto perchè io sono una donna che si mantiene da sola e che lavora ed in più lavoro a casa. Ho provato a parlargli ma è inutile figuriamoci adesso. Lui si sta migliorando grazie al percorso psicologico ma di base resta un ipocondriaco con la fissazione per le minime cose. Non condividiamo più nè sogni nè speranze perchè naturalmente il suo sogno è quello di riprendersi ed io onestamente non sogno più e ho serie difficoltà a rispondere alle sue domande "Che cosa potrebbe interessarla? Che cosa da' senso alla sua vita?"..perchè io non lo so. Mi sforzo di pensarci ma non trovo una risposta. Sognavo forse solo un pò di felicità, di amore, salute e comprensione e complicità..E' vero sono giovane ma comunque non giovanissima e se penso che a 36 anni non ho la minima voglia di costruire una famiglia con lui perchè in primis è disturbato e quindi in questa ottica sarebbe impensabile avere un figlio, perchè non è collaborativo, perchè siamo morti anche sessualmente..tutto ciò mi fa riflettere e mi sento una fallita perchè non sono riuscita a costruire nulla in una vita intera se il risultato è questo. So che non bisognerebbe basare la propria vita sulla coppia ma quando si vive insieme diventa questa la propria vita e quando non si sa cosa altro fare per distrarsi allora si che diventa una situazione drammatica. Sono profondamente infelice e lui lo vede ma credo che non gli interessi più perchè è troppo concentrato su se stesso e su quello che sta vivendo per rendersi conto che la mia vita si è fermata. Grazie per i consigli dottoressa.

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