Utente
Salve, sono un ragazzo di 24 anni, sono al primo anno di una laurea specialistica.
Da quando è terminata l'estate i miei Genitori litigano costantemente (si può dire un giorno sì ed un giorno no più o meno).
È iniziato tutto con mia madre, quando ha notato mio padre in spiaggia fissare alcune donne in costume.
Non è mai stata una tipa gelosa ma da quel momento è come se fosse cambiata, ha iniziato a pretendere più attenzioni da parte di mio padre, arrivando a credere anche che avesse un'altra (non so come dato che sta quasi sempre in casa causa situazione pandemica), i discorsi si fanno molto pesanti, al punto di arrivare alle mani da parte di entrambi (mio padre essendo molto più forte, ha rischiato più volte di farla veramente male) e sbattendo qualsiasi cosa in casa, telefoni inclusi (un altro motivo dei litigi, social network).
Si rinfacciano di tutto, anche cose di anni e anni fa, mettono in mezzo le loro famiglie, al punto da disprezzarsi.
Nel giorno della mia laurea dopo i "festeggiamenti", ho dovuto praticamente convincere mio padre ad andare a dormire fuori perché in seguito al litigio (ennesimo) la situazione era diventata molto critica (colpì mia madre talmente forte da farla cadere a terra, che bel giorno per festeggiare un traguardo).
Inoltre hanno cercato, a volte, di litigare davanti a me (come se volessero che io prendessi una delle loro parti, ma ovviamente non ci riesco e ci sto molto male).
La casa è molto piccola quindi la situazione del covid non fa altro che peggiorare le cose dato i pochi spazi.
Ho cercato di parlare ad entrambi, suggerendo di andare da un esperto, ma non vogliono ascoltarmi.
Inoltre grava molto anche mentre studio, in chiamata con i miei amici che sentono tutto, non so veramente come e cosa fare.
Una situazione veramente insostenibile ormai.
6 mesi a fare la stessa cosa ogni giorno, mia madre non si decide a togliere questi pensieri e mio padre non vuole "cambiare" le sue abitudini in modo permanente.
Una situazione talmente confusionaria che stesso io non riesco a capire e da dove partire per spiegare, nonostante senta tutto ogni volta.
Personalmente, questa situazione mi mette molta ansia, alcune notti penso a quello che vedo e non riesco a dormire, causandomi reflusso, oltre magari ad altri miei pensieri personali.
Sembra che non ci sia più affiatamento, serenità, nulla.
Nei litigi inizia sempre mia madre, e non si arrende mai, ora ha come obiettivo quello di far "cadere" mio padre, lui invece, in questi momenti, la tratta molto male, ma anche nelle situazioni quotidiane, a volte è duro, ma riesce a darsi un limite subito.
Inoltre quando litigano davanti a me, mia madre mi chiama proprio come se fossi la sua spalla (io cerco di essere neutrale quindi li spingo a non venire) e mi chiede se mio padre avesse detto o fatto questo per avere le sue ragioni, mio padre non puoi contraddirlo a volte, rischi di essere picchiato senza colpe.
Vi ringrazio in anticipo per la risposta e mi scuso per la confusione.

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

28% attività
20% attualità
16% socialità
CIAMPINO (RM)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2017
Gentile utente,
presumo che non abbia fratelli o sorelle. Inoltre non ci dice l'età dei suoi genitori. Il fatto che abbiano litigato perfino il giorno della sua laurea fa pensare che siano egoisti, o tanto concentrati sulla loro sofferenza da non capire nient'altro.
La pandemia, come avrà visto anche dalle notizie di cronaca, ha accentuato molti disagi familiari provocando separazioni e divorzi, e purtroppo un tragico incremento dei femminicidi.
Alle spalle c'è l'esasperazione della convivenza forzata per quelle relazioni di coppia che presentavano già gravi carenze sul piano dell'affetto, della lealtà, dell'intesa sessuale. Spesso la convivenza ha evidenziato adulteri e/o pratiche erotiche extraconiugali tramite l'uso dei social, creando gelosie, risentimenti, amarezze.
Tenga conto di questo, quando le sembra che sia sua madre ad attaccare per prima.
La cosa che lei può fare, data la gravità degli scontri tra i suoi, è chiedere di poter fare un discorso serio, in un momento di quiete, e dire quanto la fa stare male questa situazione.
Certo sarebbe meglio avere uno zio o un altro membro autorevole della famiglia come partecipante al colloquio, se c'è qualcuno al corrente della situazione. Quando suo padre è andato a dormire fuori, dov'è andato?
Occorre dire ai suoi che i loro reciproci sentimenti aggressivi non possono riguardare e coinvolgere lei, ma i sentimenti genitoriali sì, ed è a questi che stanno venendo meno, mettendo a rischio la loro incolumità, implicandola nelle liti, urlando costantemente.
Faccia notare che un terapeuta di coppia si può consultare anche on line; che esistono la separazione e il divorzio come soluzioni civili, in luogo di una convivenza fatta di violenza e di vendetta.
Se ha i mezzi per andarsene, nel colloquio può anche dire che continuando tra loro la situazione di sterile e pericoloso conflitto, lascerà la famiglia.
Capisco ogni aspetto del suo dolore e delle sue paure, ma sono i suoi genitori che devono capirlo. Nel caso la tensione divenga troppo forte per lei, le suggerisco di cercare un suo psicologo.
Le faccio molti auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
La ringrazio dottoressa. I miei hanno 55 e 54 anni. Hanno fatto 25 anni di matrimonio in ottobre, un mese prima della mia laurea. Anche dopo i festeggiamenti dei 25 anni hanno litigato, nel giorno stesso. Mio padre è rimasto in auto per tutta la notte quella sera per poi ritornare all'alba a casa. Purtroppo nessuno ne è al corrente in famiglia (cercano di nascondere il tutto, me incluso) ed attualmente non ho mezzi per andare via.