Feticismo e trasformazione fisica: fantasia o problematica?

Buongiorno a tutti,
sono un ragazzo omosessuale di 29 anni.
Fin dai primi impulsi in età adolescenziale, ciò che mi ha sempre eccitato è stata la "trasformazione".

Una delle prime volte che ho praticato autoerotismo è stata quando ho visto un film in cui un ragazzo diventava un cane.

E da lì, tutti i miei momenti di autoerotismo sono stati ispirati dalla fantasia della trasformazione che, nel tempo, si è evoluta fino a ricomprendere anche la trasformazione in oggetti (i.e. scarpe, calzini o peni di altri uomini) e la trasformazione in altre persone.

Quest'ultima è, da diversi anni, la trasformazione che domina le mie fantasie e, tendenzialmente, ha ad oggetto la mia trasformazione in un uomo dall'aspetto più virile (i.
e. peloso, muscoloso, pelato, barbuto, che fa un lavoro manuale, ecc.).

Questo desiderio, in effetti, mi accompagna anche fuori dai momenti di autoerotismo, dal momento che avverto spesso la sensazione di essere un uomo più virile in un corpo che non mi rappresenta.

Motivo per cui, a volte, nel sentire la storia di transessuali che hanno ultimato la transizione, mi sono ritrovato a comprendere perfettamente il loro senso di disagio e ad invidiare il loro percorso.

Le fantasie e il desiderio di trasformazione incidono molto sulla mia vita sessuale, sia in solitaria (c'è tantissimo materiale - storie, immagini,... - in rete e una community abbastanza numerosa, soprattutto all'estero, di persone che condividono questo interesse), sia con il mio partner che - non con poche difficoltà - cerca di venirmi incontro, facendo entrare la fantasia delle trasformazioni nei nostri momenti di intimità.

Dunque, la mia richiesta di consulto (che precederà l'incontro con uno specialista) ruota attorno alle seguenti domande: posso ritenere sano continuare a vivere queste fantasie, anche se totalizzanti ed esclusive di altri pensieri erotici?
Dovrei ignorare il mio desiderio di reale trasformazione o è possibile che sia inquadrabile in qualcosa da affrontare con il supporto di uno specialista?
Ed in tal caso, è immaginabile un percorso di transizione o ci si dovrebbe concentrare su altri aspetti (i.e. autostima, inconscio)?

Grazie in anticipo
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2k 115
Gentile utente,
quello che emerge dalla sua descrizione, dettagliata ma in ultima analisi contraddittoria (non è chiaro se la stimola sul piano erotico trasformarsi in un calzino, in un pene o semplicemente in un uomo dall'aspetto più virile) è la sua perplessità, il suo disagio per queste fantasie.
Dice infatti: "nel sentire la storia di transessuali che hanno ultimato la transizione, mi sono ritrovato a comprendere perfettamente il loro senso di disagio e ad invidiare il loro percorso".
Che rapporto può vedere tra una non accettazione del proprio genere, che spinge una persona ad un lungo percorso doloroso fatto anche di interventi chirurgici e farmaci, e la fantasia, limitata al momento della pratica erotica, di trasformarsi in una scarpa?
Vediamo le sue domande: "posso ritenere sano continuare a vivere queste fantasie, anche se totalizzanti ed esclusive di altri pensieri erotici? Dovrei ignorare il mio desiderio di reale trasformazione o è possibile che sia inquadrabile in qualcosa da affrontare con il supporto di uno specialista? Ed in tal caso, è immaginabile un percorso di transizione o ci si dovrebbe concentrare su altri aspetti (i.e. autostima, inconscio)?"
Riterrei, con i limiti del parere online, di poterle rispondere nei seguenti termini.
1) Le fantasie erotiche non possono essere altro che "sane", quali che siano, se rimangono solo fantasie e non spingono a qualche azione incongrua.
2) Non è opportuno ignorare il suo desiderio di "reale" trasformazione (se, appunto, va oltre la fantasia erotica) ma soprattutto se le desta preoccupazioni: è qualcosa da affrontare con il supporto di uno specialista, se ha caratteri ossessivi.
3) In che senso è immaginabile "un percorso di transizione"? Qui si ripresenta l'ipotesi che lei voglia realmente essere altro da quello che è. Se questo desiderio compare in termini troppo distanti dalla realtà (per esempio dimagrire e avere più muscoli è possibile, diventare un camaleonte no), la consultazione di uno specialista che usi molte tecniche per permetterle di arrivare a meglio definire la sua situazione, è più che utile.
Le faccio tanti auguri; ci tenga al corrente.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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dopo
Utente
Utente
Gent.ma dottoressa Potenza,
grazie per la sua risposta, che mi consente di chiarire alcuni passaggi che, in effetti, a rileggere la richiesta, non sono chiari.
Sul piano erotico mi stimolano tutte le tipologie di trasformazione che ho menzionato (inanimate, animali e umane), mentre fuori dal momento erotico, rimane il desiderio di una trasformazione in un uomo dall'aspetto più virile che sentirei più corrispondente a come mi sento interiormente. E' come se il mio corpo, quale involucro della mia persona e della mia identità, fosse inadeguato a rappresentarla. Da qui il parallelismo (senz'altro improprio) con le persone transgender, perché sento un disallineamento analogo tra corpo e identità.
Tornando alle domande, nell'ordine con cui mi ha risposto:
1) ciò che mi perplime delle fantasie è il fatto che non lascino spazio ad altro (i.e. sesso tradizionale, maggiore desiderio del corpo dell'altro,...), che siano totalizzanti;
2) il desiderio di "reale" trasformazione non mi desta preoccupazioni in sé, se non nella misura in cui possa essere sintomatico di una non accettazione del proprio corpo o di altro disagio, che vorrei superare o intraprendendo un possibile percorso di transizione o nel modo che uno specialista vorrà suggerirmi (ma non ho idea di quali);
3) il percorso di transizione a cui mi riferisco è limitato al desiderio che il mio corpo sia più virile di quanto non lo sia adesso (non vi rientrano le altre fantasie che ho menzionato).
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2k 115
Gentile utente,
separiamo i due problemi (fantasie pervasive e desiderio di trasformazione).
Direi che per le prime può essere utile incrementare qualitativamente il suo contatto col partner: baciarlo e accarezzarlo di più, guardarlo e parlargli mentre fate l'amore le farà sentire più intensamente che è lì vicino a lei. Le fantasie possono essere anche una fuga dalla realtà, ma si può allenarsi a ritornarci, e questo potrebbe avere effetti anche sul secondo problema: lei è lì, presente e amato nel suo corpo reale.
Il desiderio di trasformazione va studiato: possibile che si tratti di una inaccettazione, come lei dice? Cambierebbe la sua percezione di sé stesso, incrementando sul piano sia fisico che caratteriale i tratti "virili"?
Direi di discutere tutto questo con uno psicologo.
Tra pochi giorni ci sarà all'IISS (Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica, lo trova in rete) un seminario online sul Queer. Potrebbe in quella sede ascoltare cose interessanti e rivolgere domande a professionisti esperti.
Le faccio molti auguri. Ci tenga al corrente.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4]
dopo
Utente
Utente
Gent.ma dottoressa,
ho partecipato al seminario che mi ha suggerito. L'ho trovato molto interessante e mi ha dato interessanti spunti di riflessione, ma purtroppo non rispetto all'argomento che ho esposto nella richiesta di consulto.
Rispondo, ora, agli interrogativi che pone nella precedente risposta.
Quanto al contatto con il partner, confermo di cercare (e trovare) quanto lei mi suggerisce e sicuramente ha ragione quando dice "lei è lì, presente e amato nel suo corpo reale".
Razionalmente ne sono consapevole, ma è come se non mi bastasse.
Il piacere agli altri non appaga il desiderio di essere "altro", di essere "più" di quel che sono.
Non posso sapere come potrebbe cambiare la percezione di me stesso incrementando i miei tratti virili, ma sul punto c'è un precedente. La mia eccitazione per la trasformazione ha sempre avuto degli elementi del corpo "protagonisti" di tale processo (muscoli, peli, capelli,...): uno di questi è stato la barba. Finché non la portavo lunga come ora, la barba era uno di questi elementi. Per intenderci: mi eccitava l'idea di rivedermi come l'uomo barbuto che non ero. Adesso non succede più, perché ho raggiunto quello che desideravo, mentre resta tutto il resto. Dunque se sviluppassi tutti i tratti virili di cui parlavo, probabilmente o smetterei di desiderare la trasformazione e riuscirei a concentrarmi di più su fantasie che riguardino l'interazione con un altro corpo oppure (forse) troverei nuovi elementi da sviluppare per raggiungere una virilità ulteriore.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2k 115
Gentile utente,
ho la sensazione che qualcosa si stia muovendo, all'interno della sua scontentezza.
In genere le riunioni dell'IISS sono stimolanti e forse potrebbe seguirne altre, specie quelle condotte dal fondatore, il professore Fabrizio Quattrini. Probabilmente le sarebbe utile un colloquio clinico con lui.
La sua ultima email riporta la frase: "riuscirei a concentrarmi di più su fantasie che riguardino l'interazione con un altro corpo", e questo fa pensare ancora ad una sua parziale presenza nel "qui e ora", almeno durante il rapporto sessuale; rimanda anche a qualcosa che va oltre le fantasie erotiche. Forse una scontentezza, un'usura della situazione in atto?
Online non è possibile fare ipotesi. Provi a parlare con un esperto e vedrà che le cose possono migliorare. Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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