Se parlo di argomenti riguardo il suicidio alla psicologa a scuola lo dirà ai miei genitori ?

Salve,
ho 18 anni, e ho ricominciato la scuola da poco.
Questa storia sarà un po’ confusa diciamo perché non so nemmeno io bene da dove inizia.
Quest estate è stata molto serena per me, eppure da lunedì, ho ricominciato quell estenuante tunnel di cui faccio sempre parte.
Da circa 4 anni ho il desidero del suicidio, o meglio, ho desiderio di morire ma non ne ho il coraggio, oppure quando mi si presenta in occasione davanti (come quando ero stata quasi investita accidentalmente) ho capito quanto non volessi morire.
Questa confusione interiore è sempre stato un po’ il mio problema ma cercavo continuamente di mascherarlo.
Esattamente non so quando sia iniziato tutto, o forse lo ricolloco a un episodio particolare della mia vita, comunque penso che non ci sia più vita.
So che la auto diagnosi non sia una cosa giusta, ma mi sento depressa.
Ho provato a parlarne anche col mio don, eppure lui mi aveva detto che la depressione era per le persone adulte.
Ha sbagliato, è umano, ci credo, eppure quando ho sentito quelle parole ho perso un pochino la speranza che pensavo di ricevere da lui (di cui ho raccontato molti miei problemi) sul salvarmi o aiutarmi comunque.
Mi scuso ancora per il casino perché nella mia testa ho troppe cose o non so bene come descriverle tutte insieme per far capire il mio messaggio.
Descriverò a breve come mi sento ogni giorno: credo che ogni giorno sia un giorno triste, e che la felicità sia una nuvoletta passeggera non destinata per me.
So che ho vissuto poco, non ho esperienze e il meglio deve ancora venire, eppure così non mi sembra vita.
Probabilmente tutt oggi resisto perché il mio sogno è andare a medicina, studiare e magari innamorami li.
Per me essere triste è uno stato costante, mi sembra che tutti intorno a me stiamo girando e io sono L unica che è ferma, e non riesce a fare nulla.
Molto spesso vorrei che il mondo si fermasse, il tempo, e quando ne ho parlato con mio papà lui mi ha detto questo vuol dire morire ed era vero, quando ne parlavo con lui lo volevo davvero.
Casa mia è un casino, cerco di resistere e sperare di andarmene se andro all Università.
Ho una sorella, che sfortunatamente non posso contare su di me, prima le raccontavo spesso quando stavo male, ma ora non posso più fare riferimento da quando ha detto queste frasi a mia mamma ignorala, fai finta che non c è, le dai anche importanza.
Errare è umano ma non così.
Ho provato chiedere aiuto ai quei due amici che ho, eppure non credo abbiano capito perché il giorno dopo già L argomento si era chiuso.
Infine ho raccontato di questo mio malessere (sempre molto ridotto non con tutti i dettagli) a un altra persona che mi ha detto di chiedere aiuto.
Ne ho parlato con i miei, e hanno riso, perché mi dicono cosa ti manca della vita.
La verità è che io non sono felice, ho perso la speranza.

Ho pensato quindi di andare dallo psicologo a scuola come ultima occasione.
se ne parlo mi aiutera? dirà ai miei cosa racconto?
ce il rischio che vengo chiusa in un ospedale?
Grazie
[#1]
Dr. Luca Martis Psicologo, Psicoterapeuta 153 4
Gentilissima,

Mi dispiace per la situazione che sta vivendo.

Sono d'accordo.

Richieda un consulto.

Cordialità,

Dr. Luca Martis - Psicologo
www.psicologoperte.it
http://lucamartispsicologoperte.blogspot.com

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie
[#3]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,6k 454 103
Gentile utente,

dispiace moltissimo per la Sua "tristezza", soprattutto essendosi ripresentata dopo una "estate molto serena per me" (dove si vedono le "virgolette" significa che cito parole sue).
Vada a parlare con lo Psicologo della scuola, e la domanda che ha posto a noi la ponga preliminarmente in modo aperto, diretto e sincero a lui:

>>> "..se ne parlo mi aiutera? dirà ai miei cosa racconto?" <<<

Mi creda, tale esordio non sarà preso affatto come maleducazione o sfacciataggine, bensì come necessità da parte Sua di conoscere i confini entro i quali potersi muovere nel confidarsi.

L'altra alternativa è di rivolgersi ad un Consultorio familiare del Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto se è attrezzato con lo "Spazio Giovani" proprio specifico per Voi ragazze e ragazzi. In esso si accolgono persone anche minorenni, senza necessità del consenso dei genitori, con la possibilità di essere ricevuti dalla Psicologa/o.

Auspichiamo di esserLe stati utili, motivandoLa a prendere in mano la Sua situazione psicologica;
non solo parlandone con persone a Lei vicine affettivamente, ma soprattutto con Specialisti della psiche che ben conoscono le problematiche che Lei ci presenta
.sia per averci 'studiato su' tanto,
.sia per per l'esperienza professionale che nel tempo hanno accumulato incontrando e aiutando tante persone.

Per informazione a chi ci legge, precisiamo che questo blog è riservato a persone che abbiano già compiuto i 18 anni.

Un ciao.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#4]
dopo
Utente
Utente
Grazie mille, proverò allora con lo psicologo della scuola oppure andare in un consultorio
[#5]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,6k 454 103
Siamo contenti della Sua decisione,
è un vero peccato lasciarsi andare alla tristezza e allo scoraggiamento, in qualsiasi età della vita.

dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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