Utente 517XXX
All'età di 66 anni a mia madre è stato riscontrato un carcinoma mammario invasivo NST G3 (CK7+, E-CAD+, CEA/TTF1/CDX2 NEG) con ER e PGR focale e debole intensità circa il 5% MIB1 40%. La proteina Her-2 ha dato esito negativo score 0. Lesione nella mammella dx di 2 cm e linfonodi ascellari coinvolti, il maggiore di misura 1,8 cm.
Dicembre 2016- Maggio 2017 è stata fatta CHT neoadiuvante e nel Lugio 2017 le è stata praticata una quadrantectomia con asportazione di 12 linfonodi ascellari di cui 7 interessati da metastasi. Da controllo Agosto 2017 leggo Stadio ypT2 N2a ER80%; pgR<10%, ki67: 40%, HER2: score1. Prosegue con CHT adiuvante con prot CMF (1:8, q28) per 4 cicli e radioterapia da Dicembre 2017 a Gennaio 2018. Ha seguito terapia con ormone (mi pare Zoltron).
A settembre 2018 ha rieseguito i controlli (esami del sangue,Tac, mammografia, rx torace e mammelle, etc) e da scintigrafia ossea è emerso quanto segue: iperaccumulo in corrispondenza dei somi D9-D10-D12, dell'emisoma sinistro di L1 del sacro in sede mediana paramediana destra e del piccolo trocantere del femore sinistro da riferire a lesioni scheletriche di tipo secondario. Da esami del sangue CA15.3 e CEA risultano buoni senza variazioni sospette.
L'oncologa che la segue ha ritenuto opportuno non fare infusioni di chemioterapia in quanto in passato mia madre ha avuto degli ictus cerebrali e ha somministrato chemioterapia per bocca (Ibrance125) affiancato alle punture di faslodex da fare ogni 28 giorni.
Tra un ciclo di chemio (ad oggi la cura di Ibrance non è ancora terminata) e l'altro, ha fatto radioterapie terminate settimana scorsa. Le sono stati prescritti i cerotti e le pillole di Alghedon che inizialmente non le hanno fatto effetto e che con l'aumentare della dose le ha procurato vomito e nausea. Attualmente prende una tachipirina al mattino e una alla sera per alleviare il dolore, ma non è cambiato quasi nulla.
Dall'ultima radio sono passati esattamente 8 giorni e mia madre presenta ancora dolori molto forti alle natiche e nella parte bassa dell'addome, non riesce a riposare bene.
E' normale avere ancora questi dolori così forti? La radioterapista disse che con la radioterapia il dolore si sarebbe ridotto, ma ogni volta che ha fatto le radio è stata peggio...
Ho letto di una innovativa tecnica di radioterapia non invasiva utilizzata all'Ospedare Sacro Cuore Don Calabria di Negrar dal Prof. Filippo Alongi, volevo capire se mia madre eventualmente potrebbe esser una candidata e se si qual'è la prassi da seguire?

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Prof. Filippo Alongi

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Carissimi, spesso per la radioterapia ci vuole tempo. Gli effetti di beneficio nella riduzione del dolore in media si riscontrano in 3 casi su 4. Ma il tempo è variabile da alcuni giorni ad alcune settiamane(o mesi). in assenza di alteri elementi le posso dire ben poco.

Cordiali saluti
Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),

[#2] dopo  
Utente 517XXX

Gentile dottore la ringrazio moltissimo per la sua risposta.